Utente 216XXX
Buongiorno dott Gianoglio vista la risposta generica del mio medico di base ho deciso lo stesso di andare da un nefrologo specialista.
Alla prima visita, fatto il quadro della situazione, il nefrologo ha voluto fare degli esami di approfondimento,ecografia areterie renali ed ecografia al cuore.
Gli esami li ho effettuati ad una settimana di distanza dalla prima visita e durante tale settimana mi ha fatto rilevare i valori di pressione a domicilio, che sono risultati alti durante il lavoro ma a norma a casa(valori medi 140/87di giorno al lavoro, faccio un lavoro stressante, 135/83 la sera a casa in settimana,130-125/85-82 tutto il dì nel weekend).
Sono rimasto stupito da tali approfondimenti, volevo solo delle spiegazioni più dettagliate sul perchè della creatinina alta e indicazioni magari su come correggere il mio stile di vita, dato che il mio medico mi aveva detto “tutto a posto”.
Fatti gli esami ecografici, risultati nella norma, il nefrologo valutando i rilievi pressori a domicilio (che sono proseguiti per alrti 10 giorni in attesa degli esiti degli esami) nell’esito finale, mi consiglia una blanda terapia per pressione alta, cioè il Triatec 2,5mg e mi dice di tornare da lui i primi di dicembre(siamo a fine settembre).
Per correttezza, vado dal mio medico di base e gli mostro tutti gli esami fatti dal nefrologo e i rilievi di pressione che continuo a fare, egli suggerisce di aspettare a prendere il Triatec e continuare a rilevare la pressione e tornare da lui a fine ottobre Cosi ho fatto e settimana scorsa sono tornato dal mio medico con un oltre un mese di rilievi pressori a domicilio(per 3volte al dì).
I valori erano molto migliorati rispetto alle 2 settimane viste da nefrologo.
Dopo veloce valutazione, limitata però ai soli valori dell'ultima settimana ed una misura della pressione in ambulatorio,il mio medico mi conferma la terapia consigliata dal nefrologo, affermando che per me anche il solo stress della misura in ambulatorio mi causa aumento della pressione.
E’ duro per me accettare a 40 anni di assumere tutti i giorni, tutta la vita pastiglia per la pressione, chiedo suo parere su tale scelta.
Trovo che, sia lo specialista che il medico base, abbiano prescritto con troppa leggerezza una terapia vitalizia.
Entrambi non hanno indagato per nulla sul mio stile di vita, per capire comportamenti correggere o provare a farmi cambiare abitudini e vedere se i valori rientrano,mi risulta che la terapia farmacologica in questi casi va data solo se non si ottengono risultati naturali.
ll lavoro è per me stressante e la pressione è ai limiti (140/90) ma solo in alcuni momenti della giornata, il lavoro è una causa esterna,magari sarebbe bene capire e rimuovere tale causa o capire come affrontarla no?
E dire che tutto è iniziato per mia iniziativa,quando sono andato dal nefrologo per il mio medico era tutto a posto ed ero tranquillo, se non ci fossi andato? cosa mi sarebbe successo?
Ringrazio in anticipo per la risposta
Franco

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Dr. Aldo Ortensia
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Lei invoca una correzione dello stile di vita ma onestamente mi sembra difficile da realizzare. Il suo BMI è più che accettabile e non mi sembra ragionevole consigliarle di sfiancarsi in palestra per perdere un paio di chili. Immagino che lei non abusi di caffè, che non fumi, che non mangi abusando di sale ed insaccati ....
In ogni caso una PA di 140/90 va corretta. Lei è giovane ed ha il dovere di tutelare il suo cuore, i suoi vasi ed i suoi reni dai danni conseguenti ad una ipertensione non controllata. Secondo la ESH (Società Europea per l'Ipertensione) il valore ottimale di pressione, indipendentemente dall'età anagrafica, dovrebbe essere inferiore a 130/80.
Ritengo che la prescrizione di 2,5 mg di ramipril (il TRIATEC che le era stato consigliato) sia corretta ma è importante che lei comprenda il significato e l'importanza della terapia. Se decide di assumere il farmaco deve essere cosciente della necessità di una assunzione regolare che negli anni a venire la proteggerà dai rischi correlati all'ipertensione (nefroangiosclerosi, miocardiopatia dilatativa, retinopatia ipertensiva, aterosclerosi precoce, ecc...): pensi al farmaco come ad una assicurazione contro i danni futuri!