Utente 232XXX
Mia madre, 93 anni, con problemi di occlusione alle arterie femorali, dopo un'operazione di pulizia all'arteria femorale destra ad agosto del 2010, ha cominciato ad assumere giornalmente una compressa di cardioaspirina. 15 giorni fa, ha avuto melena, debolezza e dolori al petto. Fatto l'emocromo, è risultata anemica e ricoverata nel reparto di medicina dell'ospedale. Sono state effettuate diverse trasfusioni di sangue e flebo di ferro. Dalla gastrocopia non è risultato alcun sanguinamento.Mentre la stavano preparando per la colonscopia, nella notte ha avuto un forte mal di testa, curato con paracetamolo, ed è entrata in coma con contrazioni ritmiche del capo e delle braccia. Le hanno messo l'ossigeno e somministrato del valium sia in intramuscolo che in vena. le contrazioni sono continuate per circa tre ore fino alla somministrazione di un altro farmaco. La diagnosi è stata di ictus ischemico. Dopo sei giorni, sono venuto a sapere che avevano ricominciato a somministrarle delle "aspirinette" e che avevano programmato una tac da effettuarsi dopo ancora tre giorni. Alle mie rimostranze, hanno provveduto a fare una tac in giornata che ha evidenziato delle piccole petecchie sul lobo frontale destro e nessuna ischemia. Faccio notare che a 10 Km di distanza c'è un ospedale con neurologia. Ora mi chiedo se la causa dei due fatti sia stata la cardioaspirina e se queste emorragie possano continuare. Un grazie di cuore se mi potete tranquillizzare.

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Dr. Carlo Somaglino
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Il caso di sua madre è purtroppo uno di quelli in cui si sommano diverse necessità in una paziente molto anziana e con diversi problemi, per cui la somministrazione dell'antiaggregante (cardioaspirina o "aspirinetta") è stata una terapia necessaria in seguito all'intervento di disostruzione della arteria femorale per prevenire l'ischemia degli arti inferiori, però questa probabilmente ha favorito il sanguinamento del tratto gastroenterico (melena). Il fatto di aver trovato delle petecchie alla TC encefalo potrebbe essere stato favorito anche dall'antiaggregante, ma va considerato che nella persona molto anziana è possibile che si trovino tali reperti. Per quanto riguarda il fatto che non sia stata ricoverata in neurologia penso comunque che una paaziente di 93 anni con tanti problemi possa essere seguita benissimo in medicina e che la terapia eseguita mi sembra adeguata. Sul fatto che le emorragie possano continuare nessuno può prevederlo perchè nel caso di sua madre con la terapia si deve bilanciare il rischio tra sanguinamento e quello di ischemia da trombosi.