Utente 554XXX
Circa un paio di mesi fa, a fine febbraio, ho scoperto una sorta di nodulo bluastro indolore di circa 3mm di diametro sul prepuzio.
Dopo qualche giorno da questa scoperta ho cominciato ad avere dolori al pene (nessun problema di minzione, per fortuna), che si estendevano all’inguine, alle gambe (in particolare l’interno della coscia sinistra) fino all’ano e alla parte bassa della colonna vertebrale, con un senso di spossatezza generale (mai febbre però). Mi sono rivolto presso uno specialista in urologia che in prima ipotesi ha riferito il nodulo a una piccola estasia venosa o piccolo ematoma, da tenere sotto osservazione (per eventuale cambio di dimensioni o consistenza) con applicazione locale di Lasonil 2 volte al giorno. L’urologo aveva escluso che le mialgie fossero correlate al nodulo.
Da quel periodo fino ad oggi, con alti e bassi, questi sintomi si sono ripresentati ciclicamente (soprattutto il dolore all’interno coscia sinistro, spossatezza, indolenzimento delle membra e fitte/sensazioni simili a lievi punture per tutto il corpo, come mi era capitato di provare durante qualche malattia infettiva classica dell’infanzia), e mentre il nodulo non ha subìto modifiche, il tutto è stato invece accompagnato da un arrossamento (anche questo localmente praticamente indolore) dell’orifizio del pene, della cute del glande immediatamente circostante ad esso, con qualche (due o tre) puntino rosso. Questi arrossamenti si evidenziano soprattutto dopo la doccia (calda) o anche dopo sfregamento. A volte per qualche giorno tendono quasi a sparire per poi ripresentarsi.
Ammetto che prima di queste “vicissitudini”, pur se protetti con profilattico, ho avuto rapporti con delle partner che potevano (non sto ad approfondire) considerarsi parecchio “a rischio” di trasmissione di infezioni per via sessuale.
Il medico di famiglia, tranquillizzata dal responso (di oramai un mese e mezzo fa e soltanto sul nodulo) dell’urologo, si è limitata a farmi fare degli esami generali di sangue e urine per il problema che a lei è sembrato principale: astenia… (mi è sembrata trascurare il mio accenno alle irritazioni sul glande…).
In base ad alcuni valori leggermente alti adesso dovrò fare un “marker” per epatite b e c (circa 9 anni fa avevo fatto il vaccino per una delle due, non mi ricordo più quale), e poi (non so se per la persistenza del nodulo) un’ecografia addominale(?).
Insomma, mi accingo a fare questi altri esami, con molti dubbi, poichè il mio timore è quello di avere a che fare con la presenza di qualche infezione da virus (che sia venereo o di altra origine).
Avete qualche idea, consiglio?
GRAZIE,
M 34 anni

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[#1] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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Gent.le pz
abbandoni il piu' possibile un atteggiamento venereofobico-ipocondriaco e si affidi ad uno specialista di sua fiducia(dermatovenereologo o urologo che sia)o anche al suo medico di base per fare tutti gli accertamenti necessari,al termine dei quali sara' sicuramente rassicurato.Difatti oggi si dispone di un insieme di esami che potranno certo approfondire ogni dubbio di questa natura.
Mi faccia pure sapere se ritiene
Cordialita'
[#2] dopo  
Utente 554XXX

Iscritto dal 2005
Gentile Dr. Griselli, grazie per la sua risposta del 1/5/05 (vedi scambio di messaggi sotto).
Mi sono recato al centro MST dell'ospedale Dermatologico di Torino, e il medico che mi ha visitato ha riscontrato una balanopostite di origine seborroica (determinandolo dopo aver osservato arrossamenti -abbastanza cronici soprattutto in periodo invernale- sul volto, e sulla fronte da me indicati alla sua richiesta su eventuali problemi dermatologici) e per quanto riguarda il nodulo anche lui l'ha fatto risalire a una piccola estasia venosa o comunque a niente di preoccupante.
Mi ha prescritto una terapia a base di impacchi di acido borico, e di applicazioni di Veralga Seb, a cui sto cercando di attenermi, notando comunque che il glande e zone limitrofe continuano a irritarsi con discreta facilità se "sollecitati".
Presso lo stesso centro ho effettuato i test per HIV, Epatite B e C e Sifilide, e i risultati, con mio sollievo sono stati tutti negativi.
Nelle ultime settimane le condizioni generali andavano meglio, ma negli ultimi giorni ho ricominciato a soffrire di nuovo di spossatezza e indolenzimento agli arti.
Dei valori di transaminasi più alti del dovuto e successivi AST con valore 55 e ALT 110 mi hanno portato a un'ecografia all'addome superiore dove però non è stato riscontrato alcun problema al fegato o altro.
Insomma le visite e gli accertamenti continuano, ma alcuni "acciacchi" si ripresentano ciclicamente senza ancora aver individuato una ragione specifica. Vedremo per eventuali sviluppi...
In ogni caso, grazie ancora una volta per la cortese attenzione.