Utente 235XXX
Gentili dottori vi scrivo per avere un vostro parere. Soffro di attacchi di panico e quando mi vengono queste crisi per periodi di tempo assumo lo xanax sotto prescrizione del medico di base. Quando ho avuto la prima figlia ho sospeso lo xanax definitivamente 4 mesi prima di cercare una gravidanza e per tutta la garvidanza non ne ho fatto uso. L'anno scorso ho provato ad avere un'altro figlio, solo che ho avuto un'aborto interno con gravidanza anembrionica alla 9 settimana. Prendevo 5 gocce di xanax prima di andare a letto . Ora dopo l'aborto ho riavuto crisi di panico,curate sia farmacologicamente che con terapia psicologica. La mia domanda è questa, volendo intraprendere una nuova gravidanza quanto tempo deve passare dalla sospensione definitiva dello xanax al concepimento? La mia psicologa dice circa 3 mesi perchè rimane nel sangue, la ginecologa dice invece che dosi basse come 10 al giorno possono essere assunte. Non vorrei che l'aborto precedente sia stato dovuto proprio alle gocce assunte.Cosa ne pensate?Quanto tempo devo far passare dalla sospensione? Vi ringrazio anticipatamente.

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[#1] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov
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Gentile utente,
le benzodiazepine (delle quali fa parte lo xanax; nome chimico: alprazolam) sono purtroppo associate al rischio di aborto, benché non è detto che nel Suo caso è stato il medicinale la causa o l'unica causa.

L'assunzione delle benzodiazepine prima e durante la gravidanza può essere comunque giustificata, malgrado i rischi, se è indispensabile per il compenso clinico. Chi decide se è indispensabile dal punto di vista clinico è uno specialista Psichiatra e non uno specialista Ginecologo.

In una persona sana e senza malfunzionamento la maggior parte dell'alprazolam (xanax) viene eliminata in meno di una giornata, ma il resto viene eliminato molto più lentamente. Inoltre, quello che è importante, le influenze che il farmaco può indurre a livello ormonale permarebbero senz'altro più a lungo. Non per ultimo, la sospensione brusca di tale farmaco comporta fenomeni d'astinenza, dunque deve essere fatta con sufficiente gradualità, e, vista la Sua malattia psichica, ci vuole anche un giusto periodo di tempo per osservare se, nonostante la sospensione, il compenso è soddisfacente.

Per cui, Le raccomando di seguire le indicazioni della Sua psicologa (se lei è anche una psichiatra o comunque un medico) o di una/una psichiatra (che Le conviene comunque avere).

un saluto,
[#2] dopo  
Utente 235XXX

Iscritto dal 2012
Grazie per aver chiarito i miei dubbi dottore.