Utente 591XXX
Salve. Ho 34 anni e sono gay. "soffro" di emorroidi. Non mi provocano dolore e di per se non sarebbero un problema. Il problema nasce dal fatto che avendo anche rapporti anali alcune volte sento dolore e a questo punto non riesco a stabilire se si tratta di una tensione mia o se è dovuto alla presenza di emorroidi.
Alcuni mesi fa ho fatto una visita con tanto di rettoscopia facendo presente anche la mia situazione e avendo fatto presente che da poco avevo finito un ciclo di un mese con arvenum .
Questa è stata la diagnosi:
"Introduzione fino al giunto retto: pareti plastiche con mucosa regolare. varici emorroidarie di 1°-2° grado".
L'unico rimedio che mi è stato consigliato è stato di utilizzare una pomata antiemorroidaria e basta.
E' possibile utilizzare qualche altro farmaco? Arvenum non riesco a capire se effettivamente mi è d'aiuto o meno (in passato dal mio medico mi era stato consigliato di assumerlo per un mese, 2 cp al giorno).
In più, avendo rapporti anali spesso diventa anche imbarazzante per me avere questo problema.... e non so se siano così "gravi" da poter intervenire chirurgicamente dal primo momento che in situazione normale non provocano dolore.
grazie a tutti e scusate se mi sono dilungato troppo.

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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CANTU' (CO)
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Le emorroidi di II grado, se sintomatiche come nel suo caso, possono essere trattate con successo mediante legatura elastica, procedura ambulatoriale, indolore, ripetibile e spesso risolutiva.Si rivolga ad un chirurgo -coloproctologo.Auguri!
[#2] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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ROMA (RM)
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Gentile Utente,
Lei ha fatto benissimo a sottoporsi ad un esame endoscopico del grosso intestino. Non sono assolutamente d'accordo nell'aver limitato l'esplorazione al solo tratto retto-sigmoideo. L'ESAME DEVE SEMPRE CONSITERE IN UNA PANCOLONSCOPIA, cioè in una completa esplorazione del grosso intestino, sino alla valvola ileo-cecale. L'esame, siamo nel 2005!!, dopo accurata preparazione intestinale, può essere privo del benchè minimo fastidio se eseguito in sedazione. Quindi Le consiglio di prendere in considerazione, insieme ad un medico di Sua fiducia, la possibilità di ripetere la procedura diagnostica.
Non ho però capito se le Sue emorroidi sono da operare o meno. Cosa ne pensa il Chirurgo che L'ha visitata? Perchè, se vi fosse già fin da ora, l'indicazione al trattamento chirurgico, tutte le terapie antiflogistiche del mondo, sia per via parenterale che per applicazioni locali, avrebbero solo un effetto minimo e comunque palliativo.
Per quanto riguarda le metodiche chirurgiche consigliabili, spetta solo al Chirurgo che L'ha visitata decidere in merito. Esiste prolasso mucoso associato? Si tratta di emorroidi solo esterne o anche interne?
Personalmente, quando correttamente indicato, propendo per le nuove metodiche che si avvalgono di "cucitrici meccaniche" o "stapler".
Cordiali saluti ed affettuosi auguri.
Prof. Giovanni MARTINO
[#3] dopo  
Utente 591XXX

Iscritto dal 2005
Grazie x le risposte. il medico che mi ha visitato, nonostante sapesse che sono omosessuale, non ha nemmeno sfiorato l'ipotesi di un intervento e si è limitato a prescrivermi una pomata e sciaqui con Anonet.