Utente 214XXX
Da circa 2 mesi pratico regolarmente dedicando circa 20 minuti al mattino e 20 minuti la sera gli esercizi di Jelquing.Pur avendo un pene perfettamente funzionale ero molto incuriosito da questa tecnica che promette un aumento dimensionale del pene e così ho iniziato ad "allenarmi" seguendo rigidamente il protocollo e devo dire che noto un piccolo incremento della lunghezza allo stato flaccido.Al di là del legittimo scetticismo attorno alla questione vorrei sapere se questa pratica possa causare dei danni all'intero apparato genitale .Eseguendo questi esercizi in piedi noto un leggero fastidio all'apice inferiore del testicolo sinistro e qualche volta anche a quello destro.Con tutti i limiti di una consultazione telematica credo sia anche opportuno fornire qualche informazione che potrebbe essere utile ai fini di un inquadramento del problema ed eventuali indicazioni terapeutiche.In passato ero solito trattenere a lungo l'eiaculazione quando mi masturbavo;in seguito proprio ad un episodio del genere avvertì un forte dolore al testicolo destro che non andò via dopo l'assunzione di antinfiammatori,un calore che si irradiava nella zona inguinale e nell'interno coscia,davvero una brutta sensazione. Spaventato e pensando di averla fatta grossa ma innanzitutto deciso a risolvere il problema mi recai in un centro diagnostico e prenotai un ecocolordoppler testicolare bilaterale. Lo specialista che eseguìl'esame mi diagnosticò un'epididimite avvertendomi di quanto potessero essere fastidiose tali condizioni e di quanto siano difficili da risolversi e mi prescrisse degli integratori quali fortilase e Minaven. Non avendo tratto nessun tipo di beneficio dalla cura farmacologica prescritta dal medico del centro prenotai una visita da un esperto urologo il quale dopo un'attenta visita mi diagnosticò una prostatite ed epididimite . L'urologo mi prescrisse diversi integratori nel corso delle varie visite tra cui Prostaforce,Azuma 4 crono fortilase ma soprattutto dopo avermi rassicurato spiegandomi che si trattava di un problema di cui non preoccuparsi piu di tanto ha tenuto a sottolineare l'importanza di una regolare attività sesuale e ha poi detto di evitare di trattenere a lungo l'eiaculazione.Devo dire che ancora oggi quando sto seduto a lungo avverto un fastidio al testicolo destro che risulta piu evidente all'aumentare della distanza temporale dall'ultima eiaculazione.Secondo voi la mia storia clinica ha a che fare con i fastidi che avverto durante la pratica del jelquing?Il fatto che avverta maggiore fastidio al testicolo sinistro durante il jelquing mentre avverta maggiore fastidio a quello destro quando sto seduto come si spiega?Puo il Jelquing provocare danni al plesso pampiniforme,puo essere causa di varicocele vista anche la maggiore frequenza di quest'ultimo a sinistra?Spero di avervi fornito gli elementi sufficienti per una eventuale diagnosi e nel ringraziarvi in anticipo per la disponibilità offerta vi porgo i miei distinti saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

da questa postazione poco le possiamo dire di corretto e preciso se non di smettere di automedicarsi e di sentire in diretta sempre il suo andrologo, se presente.

In questi casi, senza una valutazione clinica diretta, è impossibile infatti formulare una risposta corretta, cioè capire la causa dei suoi problemi e dare quindi una indicazione su quali passi successivi fare sia a livello diagnostico ma soprattutto terapeutico.

Un cordiale saluto.

[#2] dopo  
Utente 214XXX

Iscritto dal 2011
Grazie per la tempestiva risposta Dott Beretta,capisco benissimo la difficoltà nel fornire indicazioni terapeutiche in assenza di una valutazione clinica .Il motivo per il quale avevo deciso di utilizzare questo mezzo per soddisfare la mia esigenza di risposte in merito all'argomento del jelquing è in realtà lo scetticismo manifestato dal mio andrologo nei confronti di questo tema.Prima di iniziare tale pratica mi ero ben documentato ed ero intenzionato a intraprendere questo percorso facendomi seguire dall'andrologo di fiducia come suggerito su un sito dove un esperto sosteneva l'esigenza di un'impostazione del programma di jelquing fatta da un andrologo ma di fronte alla riluttanza del mio medico ho deciso di provare da solo prendendo le dovute precauzioni.Da quando ho deciso di dedicare un po del mio tempo giornaliero a questa pratica ho effettivamente ,come gia detto,riscontrato un piccolo aumento dimensionale piu evidente allo stato flaccido perfettamente in linea con i possibili risultati ipotizzati da un esperto che suggerisce tale tecnica.Al di là del legittimo scetticismo(sicuramente motivato da riscontri sperimentali o quantomeno da solide basi teoriche) di molti medici volevo semplicemente saperne di piu in merito ad eventuali danni che questa pratica potrebbe provocare ai vasi sanguigni dell'apparato genitale.Le manovre contemplate dal jelquing ,una sorta di trazioni decise ma non troppo energiche,dell'asta hanno a che fare unicamente con il pene o in qualche modo hanno degli effetti anche sul funicolo,il plesso pampiniforme e le altre strutture annesse?Potrebbero questi esercizi provocare un varicocele o una prostatite ?Tornando invece alla mia storia clinica mi pare di intuire che una possibile controindicazione possa essere il fato che durante tali esercizi sia necessario procurarsi un'erezione anche se parziale che però poi non deve essere seguita dall'eiaculazione cosa che il medico mi aveva raccomandato di non fare.Sarei molto grato a tutti se poteste fornirmi nei limiti della recettività di una persona non laureata in medicina delle spiegazioni in merito ai miei quesiti.La mia richiesta di spiegazioni non è dettata dalla mancanza di fiducia ci mancherebbe altro so che tutti voi siete grandi professionisti stimati ma credo che quando vengano fornite spiegazioni la percezione del paziente aumenti e il paziente stesso riesca a vederle da un altro punto di vista.La mia richiesta di spiegazioni è inoltre dettata dal fatto di aver appreso che esiste qualche andrologo quindi un professionista competente che sostiene la validità di questa tecnica.
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

se ha la pazienza, visto anche il periodo relativamente vacanziero che incombe, di consultare più attentamente il nostro sito, in particolare la sezione "Andrologia" ed "Urologia", troverà materiale in abbondanza su cui scatenarsi e quindi maturare il sue future e meditate decisioni e prospettive su tale controverso argomento andrologico.

Nel frattempo la invitiamo a dare sempre retta al suo andrologo che, dalle poche cose da lei riferiteci, ci sembra persona ben informata.

Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Utente 214XXX

Iscritto dal 2011
Purtroppo da qualche settimana non vivo piu in Italia e non ho possibilità di farvi ritorno almeno fino all'inizio del nuovo anno.L'andrologo che mi ha seguito ha dimostrato grande professionalità affrontando in maniera seria quei problemi che mi affliggevano e riuscendo a raggiungere tutto sommato dei risultati soddisfacenti perchè se è vero che qualche fastidio lo avverto ancora ho avuto modo di apprendere che le epididimiti sono veramente difficili da risolvere e il fatto che si sia "rifiutato" di seguirmi nella pratica del jelquing è una scelta che non condanno perchè so essere evidentemente motivata da profonde conoscenze del campo urologico ed andrologico che lo portano a non accreditarla come utile.Tuttavia il fatto che qualche esperto sostenga l'efficacia di questa pratica con risultati comunque molto contenuti non può lasciarmi indifferente. Ho avuto modo di leggere vari articoli in merito all'argomento e in molti viene sostenuta la completa inutilità di questa pratica,però riguardo a possibili danni lamentati da avventurosi pazienti molti medici non indicavano l'esistenze di nessuna relazione con il jelquing sostenendo insomma che a niente serve ma male non dovrebbe fare,insomma è inutile.Qualcuno pero' parlava di fibrosi della tunica albuginea dovuta ai traumi ,riduzione della sensibilità ,qualcuno notava la possibiltà di comparsa di petecchie emorragiche alla base del pene. Sono indotto a pensare che il fatto che nessun medico abbia annoverato tra i possibili danni quelli alla circolazione nei testicoli ,alla prostata e altre strutture annesse indichi che danni non ce ne possono essere.Forse le sembrerà strano ma le chiedo dei chiarimenti in merito semplicemente perchè seppure non ottenessi nessun incremento dimensionale significativo che tra l'altro non rincorro,il senso di rilassatezza dopo gli esercizi la trovo una sensazione piacevole e se non corro il rischio di rompere qualcosa (per questo volevo capire se vi fosse qlke relazione con quei fastidi che noto durante gli esercizi) non vorrei interromperli.Questi fastidi che avverto (tra l'altro non sempre) durante gli esercizi somigliano molto a quelli che avvertivo durante una prolungata masturbazione quando ritardavo l'eiaculazione.
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

dia retta al suo bravo ed informato andrologo e non continui a pasticciarsi.

Ancora un cordiale saluto.

[#6] dopo  
Utente 214XXX

Iscritto dal 2011
La sua posizione mi sembra chiara e la terrò presente;credo proprio che smetterò di fare quegli esercizi.Volevo invece un suo parere sull'evoluzione della sintomatologia dolorosa con tutti i limiti che l'assenza di una constatazione clinica da parte sua pone.Il mio andrologo ha spesso insistito sullo stile di vita in particolare sull'attività sessuale e la necessità di eiaculare piu spesso e di compiere un'attivita sportiva regolarmente.Da tempo ormai mi alleno con una certa frequenza(fitness senza mai utilizzare pesi) e ho notato che mentre all'inizio avvertivo il fastidio-dolore al testicolo destro quando facevo degli sforzi ora non avverto piu fastidio nemmeno quando eseguo gli esercizi per gli addominali.Un'amica medico aveva storto un po il naso quando le avevo detto che l'andrologo mi aveva rassicurato sul fatto di poter fare qualsiasi esercizio e che la pressione endoaddominale non centrasse nulla con il pavimento pelvico.L'andrologo si era addirittura complimentato quando visitndomi aveva notato la mia ottima forma fisica.In assenza di dolore quindi posso stare tranquillo che compiere degli sforzi non faccia male al sistema urogenitale?Perchè all'inizio quando il dolore al testicolo era forte si acutizzava compiendo degli sforzi mentre ora non piu?In presenza di una prostatite l'attività fisica dovrebbe essere limitata ad una corsa lenta, a lunghe passeggiate o si puo praticare anche body building?Personalmente anche se compio degli sforzi notevoli allenandomi alla sbarra o facendo piegamenti non utilizzo i pesi.L'indicazione piu utile che posso fornirle è forse il fatto che questi fastidi scompaiano dopo l'eiaculazione mentre sono piu evidenti(ma comunque ad oggi sono lievi fastidi) nella fase che precede l'erezione.In particolare ho trovato grande sollievo e un utilissima strategia terapeutica potrei definirla quella suggeritami dal mio andrologo consistente nell fare dei bagni caldi e soprattutto inserendo un dito nel sedere.Faccio sia precedere che seguire la masturbazione da un bidet caldo, mi dà grandissimo sollievo.Anche qui vorei un chiarimento,L'acqua troppo calda puo far male? Grazie sempre per la tempestività della sua risposta dottor Beretta e ringrazio anche altri medici che eventualmente volessero intervenire.
[#7] dopo  
Utente 214XXX

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Volevo inoltre rivolgerle un'altra domanda .Al di là delle ovvie differenze tra la masturbazione e un rapporto sessuale con una partner,dal punto di vista proprio del sistema urogenitale e soprattutto in presenza di una prostatite vi sono delle differenze sostanziali riguardo al benessere che ne puo derivare?La maggiore incidenza della prostatite in uomini non coniugati rispetto a quelli sposati è frutto di una minore attività sessuale(presumibilmente) oppure è in parte legata alla diversa modalità dell'eiaculazione?
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore ,

tutte le sue domande sono da un miliardo di dollari o euro, ormai ci si avvicina al cambio e possono avere una significativa risposta solo ad personam e valutando quello che esattamente lei fa..

Le dico solo che sull'evoluzione della sintomatologia dolorosa, da lei riferita, è difficile dire qualcosa di preciso e concreto perché non esistono casistiche o lavori scientifici significativi a questo proposito.

Cordiali saluti