Utente 283XXX
Spett.le staff,
A seguito della scoperta di positività al test RPR in data 2.1.12 (HIV:negativo) - a fronte di sospette eruzioni cutanee su tronco, piedi, mani, genitali e rigonfiamento evidente dei linfonodi del collo - ho provveduto ad eseguire la corretta terapia di rito (2 compresse al dì di bactrim per 2 giorni + iniezione di penicillina intramuscolo in un'unica seduta su entrambi i glutei), con la conseguente scomparsa dei sintomi in maniera progressiva. Soltanto i linfonodi del collo si sono sgonfiati nell'arco di 6 mesi, ma a giudizio del medico dell'MTS, assolutamente normale.
Chiaramente ho tenuto monitorata la situazione ripetendo il test, come da suggerimento medico, dopo 3/6/9 mesi, potendo riscontrare il progressivo abbassarsi del valore di positività (il penultimo effettuato in data 8.08.12 recava la dicitura 'debole positività' con RPR 1/1), fino al risultato dell'ultimo test, effettuato in data 19.12.2012, positivo con RPR 1:4.
Ovviamente, messo in guardia dal primo caso di positività, ho ridotto drasticamente la mia attività sessuale - non avendo un partner fisso da alcuni anni-, che peraltro è sempre stata protetta: imputo infatti l'aver contratto la sifilide tramite un rapporto orale non protetto (a quanto pare costato caro!). La mia domanda è: essendo cosciente del fatto che un'oscillazione del parametro del RPR dopo corretta terapia è del tutto normale e che ho avuto un paio di partner occasionali con cui non c'è stato un rapporto sessuale orale, quante probabilità ho di aver contratto nuovamente la malattia?
Effettivamente ho potuto notare che i linfonodi sul collo sono tornati ad infiammarsi in maniera modesta e - senz'altro, complice la suggestione, pur non essendo un soggetto ipocondriaco - mi pare che le cicatrici delle macchie, che avevo sul tronco dopo la terapia siano tornate leggermente ad arrossarsi. Mi domando anche se la terapia sia stata davvero efficace.
Ad ogni modo il medico dell'MTS mi ha spiegato che potrebbe trattarsi di un'oscillazione normale oppure di un possibile reinfezione, cosa che, come detto, mi sento di escludere: mi invitava pertanto ad eseguire nuovamente il test a distanza di 15/20 giorni per eliminare ogni dubbio in merito.
Attenendo un Vostro cortese cenno per una mia maggiore tranquillità.
Cordialmente

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente i test che ha effettuato per la sifilide non sono sufficienti:

ritengo che per avere un quadro chiaro della situazione è necessario approfondire questi test sierologici con esami molto più specifici
ne parli con il suo dermatologo venereologo

molti cari saluti
[#2] dopo  
Utente 283XXX

Iscritto dal 2012
Gentili Dottori,
Come da vostra indicazione ho provveduto ad effettuare i test per il treponema e per avere un quadro clinico più preciso dell'evoluzione della terapia, come da messaggio precedente.
Premetto che essendomi affidato al centro MTS del policlinico di Milano, tuttavia non mi era mai stato consigliato di approfondire la situazione, pertanto ringrazio del consiglio.
Da esami clinici effettuati in data 7.01.13 ne sono risultati i seguenti valori, che sottopongo al vostro parere:
1. TPHA: positivo 1/2560
2. TREPONEMA PALLIDUM
IGG+IGM: 31.60
(Esame effettuato il 28.12.12 e ripetuto con conferma il 7.01.13)
3. IGM: negativo 0.35 (compatibile con infezione treponemica pregressa).
Alla luce di questi risultati si può evincere la guarigione dalla malattia e quindi la riuscita della terapia?
Li chiedo anticipatamente a Voi, anche se sarà mia cura rivolgermi ad un venereologo, non appena torno da un viaggio di lavoro.
Attendo un Vostro cortese cenno per una maggiore tranquillità,
Cordialmente