Utente 269XXX
Buongiorno, recentemente sono stato sottoposto ad un esame diagnostico e sono rimasto veramente deluso.
L'esame in se per se, si può eseguire senza sedazione, con sedazione cosciente o con sedazione profonda. Io inizialmente avevo optato per non ricevere alcuna sedazione, poi la dottoressa mi ha detto che per questo tipo di esame è prevista per forza la sedazione (cosa non vera); a quel punto messo alle strette sia dalla dottoressa che dall'anestesista ho optato per una sedazione cosciente ed ho firmato dei fogli (ero alquanto stranito) e risposto a brevi domande su allergie,uso di stupefacenti ecc.
Firmati i fogli mi hanno fatto distendere su un lettino, l'infermiere mi ha messo un ago e l'anestesista mi hainiettato tramite una siringa del liquido biancastro,tipo latte.
Tempo pochi secondi, mi si annebbia la vista e poi mi risveglio quando tutto ormai era finito.
Mi consegnano il referto e leggo propafol (non mi pareva infatti una sedazione cosciente!).
La cosa che mi fa più stranire è che sono consapevole di aver parlato e conservo un ricordo confuso di domande che mi faceva l'infermiere ed io che rispondevo (non erano domande simpatiche, almeno per me, per loro si).
Vengo al quesito:
E' possibile che sotto l'effetto di tale farmaco io possa aver parlato e risposto a domande senza avere la consapevolezza di ciò? Inoltre è possibile che io conservi il ricordo, seppur confuso e sbiadito, di una piccola parte della conversazione?
Il tutto si è concluso con un ciao ciao chiacchierone e risatine varie. Mi sento veramente DELUSO.

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[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Gentile Utente, purtroppo solo chi era presente all'evento può darle certezza nella risposta al suo quesito. Perché se è pur vero che il suo vago ricordo potrebbe avvalorare ampiamente il fatto che l'accordo di una sedazione cosciente sia stata rispettata è anche vero che il propofol ha una attività onirica non indifferente e lei possa averlo anche sognato. Da ciò il ricordo confuso.
Lei non precisa che tipo di esame ha eseguito, dai suoi post precedenti mi sono fatto l'idea di una endoscopia (colon?). Ma probabilmente l'evento è proprio come da lei descritto visto che ha la consapevolezza di aver parlato e un ricordo se pur confuso.
Spesso l'effetto degli ipnotici soprattutto quando utilizzati a basso dosaggio per la sedazione cosciente, è quello di una riduzione dei nostri freni inibitori e una maggiore ..."facilità" nella parola che magari da perfettamente svegli e coscienti non ci sogneremmo di fare mai.
Comunque non capisco il perchè della sua "delusione". Io personalmente do per scontato che al di la della situazione e delle domande (forse imbarazzanti per lei?) che le sono state poste tutto si sia svolto nel maggiore rigore professionale anche per quanto riguarda la privacy e il segreto professionale.
Saluti cari
[#2] dopo  
Utente 269XXX

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Gentile Dr. alvino, la ringrazio molto per la disponibilità, gentilezza e professionalità che mi ha dimostrato.
L'esame in questione è proprio quello che Lei ha intuito, la dose del farmaco utilizzata è di 100 mg.
Per quanto riguarda la sedazione, io ero partito con l'intento di non voler assumere alcun medicinale , l'ho confermato al momento del colloquio con il medico e di questo ne sono certo e sicuro.
Addirittura giorni prima avevo chiamato in clinica per avere conferma del fatto che si potesse praticare tale esame senza sedazione.
Purtroppo prima dell'esame, il medico si è rifiutato di effettuare l'indagine nella modalità che avevo richiesto, a quel punto seppur contrariato ho optato per procedere (sinceramente abbandonare la cosa dopo tutta la trafila preparatoria dell'intestino un pochino mi scocciava,) ho richiesto l'uso di benzodiazepine , mi hanno fatto le solite domande di rito ed ho firmato dei fogli in modalità "facciamo a fidarci" ovvero senza leggere.
Fino a questo punto sono certo e cosciente delle mie scelte.
Il seguito della storia, lo conosciamo già.
La mia delusione sta nel fatto che non è stata rispettata una mia richiesta specifica, volevo essere vigile ed invece ho ricevuto un'anestesia, ritengo la cosa già di per se grave.
Non vorrei approfittare troppo della sua gentilezza, ma per caso, data l'esperienza maturata, in genere la fase degli sproloqui si protrae per tutto il tempo dell'anestesia (20/25 min) oppure è solo nella fase iniziale, finale o altro?
Chiedo questo poichè ricordo solo qualche frase e un paio domande.
Grazie ancora
[#3] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Dunque procediamo con ordine. Il dosaggio di propofol somministrato è per una sedazione che dopo un iniziale sonno di qualche secondo (dipende anche dalla velocità di somministrazione e dal fatto che sia stato somministrato in dosi refratte o in unico bolo) tende a far riemergere il paziente ad un livello di coscienza e respiro spontaneo. Se il paziente riapre gli occhi potrebbe essere in grado anche di rispondere a delle domande semplici o anche non avendo freni inibitori lasciarsi andare anche ad una certa...loquacità. Tra l'altro spesso, avendo il propofol una proprietà onirica potrebbe facilitare l'una e l'altra (un po come se parlasse nel sonno) mischiando la realtà con il sogno....
Certo molto dipende dalla soggettività del paziente perché non tutti hanno lo stesso effetto. Al termine dell'esame non essendoci più lo stimolo alquanto doloroso o fastidioso sia della sonda sia dell'aria insufflata nell'ansa intestinale per meglio visualizzare l'interno del viscere è chiaro che può prevalere per qualche secondo il solo benessere sedativo del propofol per cui il paziente si riassopisce per qualche secondo per poi essere risvegliato dall'Anestesista. Da questa ultima fase nasce la sensazione di essersi svegliato in quel momento e di percepire come offuscato ricordo, come un sogno, quello successo in realtà. I giorni successivi i ricordi possono affiorare un po più chiari ma fino ad un certo punto. Se è stata somministrata anche una benzodiazepina c'è la probabilità di una amnesia persistente dell'evento. Tutto termina comunque all'uscita dall'ambulatorio. In questa fase il paziente è perfettamente cosciente e vigile (anche se un po addormentato) ma perfettamente in grado di controllare anche l'eventuale involontaria loquacità...
Sottolineo e ribadisco il fatto che l'esame da lei effettuato (non so se fosse la prima volta) è un esame fastidioso se non proprio doloroso che richiede la sedazione del paziente per una sua migliore collaborazione. Spesso cedendo alle insistenti richieste del paziente di non essere sedato ci si deve poi fermare durante l'esecuzione dell'indagine perché va addormentato in quanto non riesce a stare fermo e tranquillo sul lettino come l'operatore vorrebbe e questo determina un inutile allungamento dei tempi ambulatoriali.
Penso che ci si possa ritrovare abbastanza fedelmente e in buona parte nella descrizione delle sequenze degli eventi così descritti, no?
In ultimo spererei, anzi voglio essere sicuro, che qualsiasi domanda a lei rivolta in questa fase fosse comunque attinente alla sfera della sua salute.
Saluti.
[#4] dopo  
Utente 269XXX

Iscritto dal 2012
Gentile Dr. Alvino, la sua descrizione è fedele e precisa, ricordo di aver chiuso gli occhi, ma di averli riaperti poichè ho vaghe immagini. Inoltre ho la consapevolezza di aver parlato e anche molto, infatti appena risvegliato la mia prima frase è stata "ma quanto ho parlato?".
Inoltre ricordo di aver sentito proprio durante il risveglio lo stumento che usciva e la dottoressa che mi ha detto "abbiamo finito".
Per quanto riguarda le domande che mi sono state rivolte, purtroppo devo deluderla affermando che non riguardano la sfera della salute e nemmeno la mia persona in maniera diretta, posso dirle,senza scendere nei dettagli, che l'infermiere aveva qualche curiosità riguardo la mia fidanzata che mi aveva accompagato e aspettava all'esterno.
Dopo il risveglio non ero addormentato, anzi molto attivo.
Ho trattato male l'infermiere in questione mentre mi accompagnava in una saletta con delle poltroncine,appena riacquisito l'equilibrio, ho tentanto di rientrare nella stanza poichè volevo vedere l'anestesista e chiedergli cosa mi avesse fatto, poi ho inveito contro di lui quando l'ho visto passare, ho tentato d strapparmi l'ago che mi è stato prontamente tolto da un'infermiera poichè me ne volevo andare, insomma ero inferocito.
Si sono sbrigati a consegnarmi il referto e me ne sono andato.
In genere io sono un tipo molto discreto, educato e mi controllo bene, non capisco il perchè di questa reazione, ma ero arrabbiatissimo. Il malumore poi mi è rimasto anche in seguito,per un paio di giorni ho avuto tachicardia e per i nervi sentivo i muscoli di braccia e gambe fibrillare.
Insomma il propofol non fa per me!!!
Sto valutando di mettere nero su bianco e fare un reclamo alla direzione sanitaria, il problema è che non ho prove concrete per dimostrare la mia richiesta di non voler ricevere farmaci, la loro opposizione, di aver poi concordato una leggera sedazione e aver ricevuto un diverso trattamento, per non parlare poi delle domande dell'infermiere, che dimostro! nulla!