Utente 690XXX
Ho 40 anni sono incinta alla 14° sett. Il 25 gennaio mi è stato asportato un neo in viso all'altezza della mandibola ed il giudizio diagnostico è stato: Edidermide lentigginosa caratterizzata da una proliferazione a livello della giunzione dermo-epidermide e lungo i follicoli pliferi di melanociti atipici opergigmentati con ampi aloni chiari a disposizione irregolare. il derma superficiale si presenta omogenizzato e basofilo con un modesto infiltrato linfoistiocitario e con alcuni melanofagi. La neoformazione risulta compresa nei margini di e exeresi sulle sezioni e sul piano di sezione esaminate. Proliferazione melanocitaria intraepidermica atipica con alcuni aspetti suggestivi di lentigo maligna (melanomia in situ).
Purtroppo, per colpa mia, ho ritirato solo il 27/05 l'esame istologico è mi è stato comunicato che era necessario intervenire per poter ampliare la ferita per una migliore asportazione. Ma dopo tre mesi dall'inteervento non si poteva più fare.
Mi hanno prescritto un ecografia all'addome superiore ed una ecografia latero cervicale bifacciale (non sono però sicura di quest'ultima perchè la dott.ssa purtroppo scrive in modo per me incomprensibile) e nessuna radiografia a causa della mia gravidanza Visita con esami fra un mese.
Non mi è stato spiegato nulla, non so se mi devo preoccupare ma soprattutto non capisco perchè se dovevo fare un ulteriore intervento non mi abbiano chiamata (questo non mi giustifica del fatto di non essere andata a ritirare l'esito) e poi perchè non posso fare ora l'intervento e 2 mesi fa si?
Sono molto in ansia anche per la mia gravidanza.
Grazie per la risposta.

[#1] dopo  
Dr. Alessandro Benini
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OSTRA (AN)
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Gentile Utente, entrare tramite internet in una stadiazione di melanoma in situ è per noi difficile, certamente un allargamento sarebbe risultato utile a completamento di tale iter.A questo punto segua le indicazioni dei Colleghi e non si faccia scrupoli a chiedere delucidazioni in merito.Per quanto mi riguarda, pur con tutte le limitazioni del caso visto che ci stiamo confrontando in sede telematica,posso in un certo qual modo rassicurarla sia per il suo futuro che per quello del nascituro.
Cari saluti
[#2] dopo  
Dr. Luigi Laino
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ROMA (RM)
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Gentile utente,

Mi sembra suo diritto ben comprendere lo stato della sua situazione:

dalla lettura telematica del suo referto istologico, possiamo dedurre - in via del tutto non vincolante nè diagnostica - che il quadro non è - allo stato dei fatti - preoccupante, poichè trattasi, seppure nell'ordine di una situazione che merita rispetto, del Melanoma più superficiale esistente (quello appunto, in situ)

in tutti questi casi (melanoma in situ), la strada dettata nell'ambito delle linee guida per la stadiazione del melanoma è verosimilmente (e secondo parere personale, quella che dovrebbe essere approcciata per la massima serenità) la seguente:

- allargamento chirurgico della sede precedentemente interessata dalla lesione [possibile in gravidanza]

- ecografia dei linfonodi tributari locoregionali (e ancor meglio iuxtaregionali, se la sede è localizzata al tronco o al collo, ad esempio) [possibile in gravidanza]

- Rx del torace (naturlamente non eseguibile in gravidanza)

- eventualmente, (ma non necessariamente) TC total body o RMN total body (dopo la gravidanza)

Se le refertazioni sono tutte negative, si procede con il Follow- up (visite periodiche con lo specialista dermatologo da effettaure mediante l'utilizzo dell'epiluminescenza e della videodermatoscopia) della durata di 5 anni [possibile in gravidanza].


Questi dettami, non possono essere approcciati dal paziente, ma debbono esser presi in considerazione SOLO e soltanto assieme al proprio DERMATOLOGO di fiducia.

pertanto è proprio in tal sede che la inviamo con la massima serenità dettata dal quadro (che abbiamo commentato senza alcun vincolo e criterio diagnostico - da tal sede è impensabile) che ci ha descritto.

cari saluti e lieti di riaggiornarci quando vorrà.