Utente 347XXX
Salve, cercherò di essere breve e di non dilungarmi.
In data 21/04/2014, durante un'improvvisata partita di basket ho riportato una frattura spiroide del terzo metacarpo mano SX, la quale mi è stata diagnosticata nella tarda serata del giorno stesso attraverso delle radiografie. Non essendoci ortopedici di turno quella notte vengo invitato a tornare il mattino seguente, previa immobilizzazione delle ultime 4 dita della mano e del polso attraverso un semplice cartone.
Ritornato in ospedale il mattino seguente, vengo visitato in traumatologia d'urgenza e mi viene detto che, essendo l'edema troppo grande e diffuso, dovrò tornare a distanza di altri 2 giorni. Da qui in avanti le visite avverranno sempre in tale reparto.
Tornato per la terza volta in ospedale, mi viene esaminata la mano e mi viene chiesto più volte di flettere energicamente le dita. A questo punto mi vengono applicate delle fasce imbevute che solidificano in fretta (doccia gessata?) per sostenere una stecca che mi viene applicata esclusivamente al terzo dito. Mi viene prescritto un quarto controllo a distanza di 10 giorni con nuove RX.
Durante la visita di controllo con nuove RX, avvenuta in data 02/05/2014, vengono escluse delle scomposizioni dell'osso e mi viene prescritta una visita per la rimozione del gesso a distanza di 20 giorni.
In data 21/05/2014 viene rimosso il gesso e subito viene riscontrata la presenza di edema; successivamente, mi viene chiesto di effettuare nuove rx in radiologia d'urgenza. Le radiografie evidenziano una mancata formazione del callo osseo, probabilmente dovuta alla dimenticanza della prescrizione di adeguati integratori alimentari a base di calcio. Mi viene dunque applicata una nuova stecca, questa volta non gessata, e mi vengono dati altri 15 giorni di prognosi e mi viene prescritta l'assunzione di Osseokal, 1 compressa per 30 giorni.

Oggi, a 35 giorni dal trauma, avverto ancora fastidi, ridotta sensibilità alle ultime 2 dita e piccoli dolori al polso.
Sono state prese tutte le precauzioni per un recupero corretto? Sono opportuni altri esami per scongiurare complicazioni? Fra quanto tempo potrò tornare ad utilizzare la mano come facevo precedentemente al trauma e riprendere dunque lo sport?

Allego le RX effettuate in data 02/05/2014:

http://s8.postimg.org/ydhkqx81x/IMG_0001_00001_Copia.jpg

http://s8.postimg.org/5mkr0v285/IMG_0002_00001_Copia.jpg

Vi ringrazio infinitamente per l'aiuto.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

gli integratori a base di calcio non servono a nulla ai fini di una più precoce calcificazione del callo osseo.

Sono invece molto utili i cicli di magneto-terapia, specie quella domiciliare, da effettuare svariate ore al giorno (ad es. durante la notte).

Le immagini mostrano la mancanza di un callo osseo calcificato: ciò non esclude affatto la presenza di un callo osseo (ancora non calcificato).

Ai fini di un buon recupero funzionale, conta una sola cosa: flettendo il dito, esso non si deve "incrociare" con un dito adiacente (questa è una tipica complicanza di queste fratture spiroidi).

Se tale complicanza non è presente, direi che dal 21 aprile a oggi (25 maggio), alla sua età, è praticamente impossibile che non ci sia un callo osseo (ovviamente se il dito è stato tenuto ben fermo in questo mese....).

Buona serata.
[#2] dopo  
Utente 347XXX

Iscritto dal 2014
Gentilissimo Dott. Leccese la ringrazio per la sua risposta, chiara ed esaustiva.
Provvederò presto a cicli frequenti di magneto-terapia e continuerò a prestare un'adeguata attenzione alla mano nelle prossime settimane.

Le chiedo infine tra quanto tempo, approssimativamente, potrò tornare a svolgere attività sportive quali la pallavolo ed il sollevamento pesi. L'osso risulterà esposto a maggiori pericoli se sottoposto a forze di rotazione piuttosto che di compressione come nel sollevamento pesi?

In attesa di una Sua risposta, Le porgo i miei più cordiali saluti e ringraziamenti.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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La magneto sarebbe stata molto utile all'inizio, per formare il callo osseo.

Non so a questo punto quanto le possa giovare, dato che a oltre un mese di distanza dovrebbe già esserci un callo.

La ripresa dell'attività sportiva è condizionata dalla solidità del callo osseo: direi non prima di 2-3 mesi dalla frattura.
[#4] dopo  
Utente 347XXX

Iscritto dal 2014
Lo terrò presente.
Ho prenotato la visita di controllo per la rimozione della steccatura per mercoledì 4 giugno in ospedale, spero che tutto si risolva per il meglio.

La ringrazio ancora per la sua disponibilità e gentilezza,
Cordiali saluti.
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Di nulla.