Utente 754XXX
Gentili dottori,

ho 23 anni e da circa due soffro di prostatite.
Inizialmente maldiagnosticata come cistite, è stata riconosciuta dal mio urologo/andrologo dopo massaggio prostatico e visione al microscopio del liquido prostatico secreto. Mi ha prescritto un ciclo di antibiotico di 30 giorni (ciproxin 500) e visita di controllo dalla quale risultavo guarito. Dopo questa volte, sono stato almeno altre sette/otto volte a farmi visitare per gli stessi problemi.
Essenzialmente io li definirei fastidi, mai un dolore vero e proprio. Lieve bruciore alla punta del pene, aumento della frequenza dell'orinare anche se, per esempio, non mi è mai successo di dovermi svegliare la notte, peso nella zona pubica, lievi dolori per un/due giorni nella zona di ano-perineo. Ai primi segnali del fastidio, comincio subito a bere molta acqua (2/2,5 lt al di).
quando, dopo massaggio prostatico (doloroso!), mi veniva diagnosticata la prostatite batterica cronica, il mio medico mi prescriveva subito antibiotici per almeno 30 giorni (bassado 500, bactrim e altri ancora).
L'impatto psicologico della malattia inizialmente è stato devastante facendo emergere mille insicurezze e vulnerabilità che hanno pesantemente influenzato la mia vita.
Per cercare di uscire da questo "torpore" e responsabilizzarmi, ho chiesto continuamente al mio andrologo/urologo di consigliarmi delle norme comportamentali ma lui ha liquidato le mie richieste dicendomi che questo cose non servono a nulla. Mi sono quindi documentato come potevo, tramite internet o conoscenze ed ho cercato di modificare la mia dieta eliminando cibi e liquidi irritanti e cercando di acquisire una regolarità intestinale. Oltre a ciò, ho cercato di imparare a rilassare i muscoli pubici che, molto spesso, soprattutto nei momenti di nervosismo, contraggo e tengo contratti. Ho notato che queste piccole precauzione insieme a quella di eiaculare con regolarità hanno notevolmente innalzato il mio morale e abbassato il numero delle ricadute.
Vi sono però momenti in cui i fastidi ricompaiono e si manifestano, di solito per alcuni giorni per poi scomparire. Solitamente sono picchi di stress o momenti di relax dopo un periodo continuativo stressante.

cosa pensate che dovrei fare? il mio urologo è un convinto propugnatore di cure antibiotiche ed il solo pensiero di farmi massaggiare/massacrare la prostata un'ennesima volta per poi non ottenere alcun risultato mi lascia dubbioso sul da farsi.
Dato che alcune volte egli non è riuscito a riscontrare una infezione batterica, pensate che possa essere qualcosa di psico-somatico?

dovrei cambiare medico? l'ultima volta che ho descritto i miei sintomi ad un andologo/urologo differente egli, senza visita, mi ha invitato a continuare con la dieta e a cercare di fare più moto senza però ricorrere, almeno per il momento, ad ulteriore terapie antibiotiche.

In sintesi, cosa devo fare?
Un ultima cosa, una prostatite cronica può acutizzarsi? questo è il mio terrore...

Vi ringrazio molto di avermi concesso la vostra attenzione. Aspettando fiducioso una vostra risposta, Vi porgo cordiali ed affettuosi saluti

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,la Sua lunga e "partecipata" militanza nell'"universo prostatite",dimostra la poliedricità di questa patologia ,per tanti versi sindromica,che,tuttora,divide i clinici,particolarmente "quando si entra in seconda battuta",cioé quando un andrologo-urologo (definizione singolare ma diffusa) deve giudicare l'operato del collega che lo ha preceduto.Quindi,in poche parole,o si cambia antibiotico o si cambia strategia,privilegiando il ricorso ad uno stile di vita ed alimentare ricco di giustificate restrizioni.La mia personale opinione é che "la verità sta nel mezzo" e,quindi,in prima istanza, dedico molta attenzione alla diagnosi ed alla sintomatologia clinica mantenendo la "mano leggera" riguardo le terapie antibiotiche prolungate che,com'é noto,modificando la flora batterica intestinale,possono,alla lunga,creare disagio nel comparto perineale-perianale etc.La medesima "attenzione" dedico ai massaggi prostatici la cui utilità,a volte,é enfatizzata,e non sempre utile ai fini diagnostici.Non penserei ad un possibile viraggio della forma cronica in acuta ma,per suffragare le ipotesi formulate,La inviterei a scegliere lo specialista che Le ispira più fiducia...Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 754XXX

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Gentile dottor Izzo,

grazie molto per la sua pronta risposta!
mi consenta di chiederle ancora una cosa, potrebbe indicarmi alcune norme conportamentali per "scoraggiare" o diminuire l'impatto della prostatite sulla mia vita?

cibi da evitare, cibi da mangiare, bevande etc., per suffragare le informazioni che, come accennavo, non vengono da personale qualificato ma da consigli soprattutto "amatoriali".

grazie per la cortesia!
[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...evitare pepe,peperoncino,spezie,insaccati,formaggi grassi,fritture,cioccolata,superalcolici,caffé.Ovviamente mi riferisco ad un uso/abuso contemporaneo.Cordialità.
[#4] dopo  
Utente 754XXX

Iscritto dal 2008
Gentile Dottor Izzo,
ancora grazie per la sua disponibilità.

avrei solo un ultima domanda, che mi permetto di indirizzare a Lei e ai suoi colleghi.

ultimamente mi sono reso conto di avere, a fine minzione, un fastidio sgocciolio.
da quando mi è stata diagnosticata la prostatite cronica, urinare è diventato per me un atto per niente automatico, sono spesso nervoso di sentire fastidio o chissà che sintomo strano.

insooma, volevo solo sapere se questo sgocciolio è un sintomo della mia ormai mitica prostatite o se mi devo ulteriormente preoccupare!
in tutta la mia collezione di esplorazioni rettali il medico non mi ha mai detto nulla!

grazie ancora e buone vacanze


[#5] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...e quindi escluderei la prostatite.Buone vacanze.