Utente 756XXX
Buongiorno a tutti.
Vorrei chiedere un parere in merito ad una situazione a quanto pare assai delicata.
Per diverso tempo accusavo dolore ad un molare dx giò otturato e incapsulato parecchi anni fa.
il dolore durava una settimana al massimo, per un paio di volte all'anno e poi spariva.
Premetto che sono un ragazzo di 30 anni, con insufficienza renale cronica in Les, ho sempre avuto altre cose a cui pensare, e sicuramente questo dente è stato da me colpevolmente trascurato.
Allora mi sono deciso a fare una panoramica che evidenzia "iniziale rarefazione strutturale ossea periapicale in corrispondenza dell'elemento 6 - Esito di terapia odontoiatrica. Incluso l'ottavo superiore di destra".
Nella visita il dentista riscontra la macchian nera sotto il molare evidenziato dalla panoramica, ma mi consiglia di eseguire una TAC arcata dentaria inferiore.
eseguita 2 giorni fa dice "Ampia formazione cistica conivolge entrambe le radici di 46 con lisi della trabecolatura spongiosa; le corticali conservano spessore regolare e normale densità.
Il canale mandibolare decorre inferiormente, non interessato dalla cisti"
Il dentista, mio coetaneo, ha così indicato il "da farsi", che prevede l'estrazione di 2 denti, molare e premolare, con eliminazione della cisti e innesto di osso. Impiantologia fra 6 mesi circa.
Vorrei capire che è proprio necessario estrarre 2 denti, visto che nella tac l'unico dente interessato sembra il 46, cosi come nella panoramica, e la cisti sfiora appena una delle radici del premolare.
il dentista mi ha inoltra prescritto i seguenti farmaci: Elazidin punture intramuscolo da eseguire per i 3 giorni successivi all'invervento, Boffin 600 antidolorifico e Rifocin uso orale.
Per i miei problemi renali seguo già una terapia con deltacortene, enapren e zyloric.
sono compatibili i farmaci indicati dal dentista? mi è sembrato sottovalutare il mio problema.
Vi ringrazio moltissimo.
Saluti

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[#1] dopo  
Dr. Cataldo Palomba
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Gentile Paziente,
non si può non tenere conto della sua patologia principale, pertanto parto subito dicendo che sarebbe meglio eseguire l'intervento presso un centro ospedaliero,considerando che dovranno essere usati farmaci come gli anestetici locali(in questo caso assolutamente senza vasocostrittori) ed antibiotici,che andranno scelti tenendo conto della loro emivita, delle possibili interazioni, ecc. Sinceramente non conosco i farmaci Elazidin e Boffin 600, che ho cercato anche in rete presso l'AIFA, ma non ho trovato traccia: pertanto non assuma nessun farmaco diverso da quelli che già assume, se non su consiglio dei medici che la seguono per il LES e l'insufficienza renale cronica.Per quanto riguarda la parte odontoiatrica, non è necessario estrarre alcun dente, a meno che non ci sia mobilità dell'elemento:si esegue prima la devitalizzazione degli elementi coinvolti direttamente, e per il premolare vanno prima eseguite le prove di vitalità e se vi è risposta, si potrebbe risparmiare, ed eventualmente devitalizzarlo, successivamente se dovesse diventare pulpitico. Si esegue un intervento in an.loc. con apertura di una breccia ossea a livello del molare, si enuclea la cisti, che può essere anche di dimensioni minori rispetto all'area di radiotrasparenza, poichè le cisti nella loro attività osteolitica presentano un'attività espansiva ma tendono anche a restingersi,
apicectomia delle 2 radici dei molari, eventualmente con otturazione retrograda con cemento dedicato, curettaggio e lavaggio della cavità ossea residua con Rifocin o povidione-iodato(ma io valuterei bene per entrambe per la sua condizione di insufficienza renale cronica),infine punti di sutura e terapia antibiotica di supporto, da valutare.
Considerando il Les, eviterei interventi d'accademia,come innesti, impianti, ecc., che potrebbero essere controproducenti.
[#2] dopo  
Utente 756XXX

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Egr. Dot Cataldo, La ringrazio per la cortese risposta.
Probabilmente i farmaci li ho scritti in modo errato, carcando di interpretare la scrittura del dentista. Ho già chiesto al nefrologo e non ci sono problemi per quanto riguarda le punture (antibiotico), mentre non mi è possibile prendere nessun antidolorifico. Questo vorrà dire che sarà costretto a sopportare il dolore, salvo l'uso di tachipirina.
Lei dice di evitare innesti, ma quale soluzione esisterebbe?
Il molare 46, è ridotto male, già devitalizzato,dovrebbe essere estratto e sostituito in qualche modo.
A mio avviso è il premolare che puo' essere salvato, ma chiaramente non sono un medico.
Il dentista dice che l'intervento è da fare urgentemente, in quanto la ciste è ampia (2 cm circa) e potrebbe arrivare a breve a toccare i nervi con conseguente perdita di sensibilità della zona.
Il buco lasciato dalla cisti nell'osso non va riempito con innesto?
Sapreste dirmi se è disponibile in Milano un Vostro collega in grado di valutare senza impegno la mia situazione, prendendo visione delle radiografie e della tac che ho?

Grazie mille,
Buona giornata.
[#3] dopo  
Dr. Cataldo Palomba
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Gentile Paziente,
come ha detto bene, è necessario come sempre, avere una visione diretta della situazione: poichè la sua patologia principale è caratterizzata dalla produzione di autoanticorpi diretti, tra l'altro contro il collagene,riterrei ad alto rischio di fallimento un evetuale innesto di osso autologo, o tentativi di rigenerazione ossea con prodotti di origine animale. Tenga presente che Lei già assume cortisonici, per tenere sottocontrollo il sistema immunitario, ma che nello stesso tempo tengono basse le difese immunitarie, e quindi con il rischio d'infezioni.E' sicuramente necessaria l'enucleazione della cisti, ma per quanto riguarda il ripristino del 46, vi potrebbero essere altre soluzioni, soprattutto protesiche, prima di arrivare agli impianti.
Penso che a Milano ne abbiate 'parecchi' di centri specializzati, a cominciare dalle facoltà universitarie, alle quali le consiglio di rivolgersi anche per l'intervento di cistectomia.
La breccia ossea residua all'enucleazone della cisti in un soggetto senza il Les di solito non viene sottoposta a terapia rigenerativa a meno che non si debba fissare un impianto, nel suo caso vale quello detto sopra. Sarei + sicuro con una protesi, un perno-moncone con corona in metallo-ceramica sul 46 se la situazione o permette, o un ponte tra 45 e 47, al limite utilizzanto la radice distale del 46, se proprio questo dente deve essere sacrificato.
[#4] dopo  
Utente 756XXX

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Egr. Dott Palomba,
La ringrazio ancora una volta per l'interesse rivolto al mio caso.
Mi informero' su queste facoltà universitarie di cui parla, nel frattempo ho preso un appuntamento per domani mattina con un professore di "chiurgia orale avanzata" presso l'Ospedale San Raffaele di Milano.
La cosa che meno mi convince è l'inesperienza di questo dentista 30enne (ma questo a dire il vero potrebbe anche essere un pregio) che sicuramente sa fare il suo lavoro, ma che a mio avviso ha preso troppo alla leggera la mia condizione generale, con la soluzione drastica di eliminare non uno, ma 2 denti, e non ricordandosi nemmeno il perchè io assuma giornalmente deltacortene.
Mi ha anche prescritto un antidolorifico senza tener conto degli effetti collaterali, quando ho sempre saputo che non posso prendere nemmeno un aulin.
Un po' superficiale diciamo.
Tra l'altro quando gli ho chiesto se esiste la possibilità di rigetto con l'innesto di un osso animale, mi ha escluso l'eventualità, che Lei invice ritiene plausibile.
Grazie ancora,
mi auguro di trovare la soluzione migliore, che non puo' prescindere in medicina come nella vita, dalle persone migliori.

Saluti.
[#5] dopo  
Dr. Cataldo Palomba
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Gentile Paziente,
penso che stia facendo la scelta giusta, visto che l'Ist S.R. costituisce un esempio di sanità d'eccellenza.
Rinnovando la mia disponibilità, mi piacerebbe sapere quale sarà la terapia che le verrà consigliata, e che penso sceglierà di seguire.
[#6] dopo  
Utente 756XXX

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Egr. Dottor Palomba
sono stato visitato stamattina dallo staff di odontoiatria dell'ospedale san raffaele.
E' stato eseguito un test di vitalità sul premorale, che è risultato positivo.
Giovedì p.v. sarò sottoposto ad intervento chirurgico che prevede l'estrazione del solo molare 46 che "balla" nella cisti, pulizia della zona con eliminazione della cisti.
Non si farà alcun tipo di innesto, in quanto mi è stato detto che l'osso si rigenererà da solo (me lo conferma? non lo sapevo..) nel giro di qualche mese. Successivamente si procedera' con un impianto.
Comunque sia è sconsigliabile, in ogni caso, eseguire l'innesto nel momento stesso dell'eliminazione della cisti, in quanto possibili residui potrebbero compromettere la riuscita dell'operazione (cosa che l'altro dentista era intenzionato a fare)
Il molare va estratto comunque, soprattutto perche lasciandolo potrebbe tendere a riformare la cisti fra qualche anno.
C'e' il rischio che durante l'intervento venga toccato qualche nervo o capillare del premolare, che in questo caso rimarrebbe devitalizzato, ma comunque in sede.
Niente punture o antidolorifici di nessun genere, solo Velamox e Tachipirina se serve.
Il cortisone che prendo giornalmente tendera' a ritardate la cicatrizzazione della ferita e la rigenerazione dell'osso.
Ho disdetto l'appuntamento presso l'altro centro.
Gradirei avere un suo parere in merito.
La ringrazio per il Suo gentile interessamento.
[#7] dopo  
Dr. Cataldo Palomba
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Gentile Paziente,
Sostanzialmente penso di aver preannununciato nelle risposte percedenti ciò che le è stato prospettato nel consulto di oggi:evidentemente la stabilità del 46 è compromessa a tal punto da doverlo estrarre, eventualità che avevo ipotizzato nella prima risposta, così come il 45 invece può e va consevato.
Le cisti possono riformarsi se non viene effettuato un attento curettaggio della cavità, poichè anche piccoli residui di cisti possono essere il nucleo di sviluppo di nuove formazioni. Le consiglio quindi di sottoporsi dopo 6 o + dopo l'intervento ad un opt di controllo, eventualmente digitale, per verificare il riformarsi della trabecolatura dell'osso spugnoso, che costituisce la parte + interna;per quanto riguarda l'osso compatto, che verrà fresato per avere accesso alla cisti, ci vorrà + tempo, considerando anche la terapia farmacologica di base che svolge. L'osso dopo una cistectomia si riforma, per questo è inutile un innesto di materiale rigenerativo, a meno che non si debba procedere ad un impianto post- estrattivo: probabilmente nel suo caso le condizioni non sono state considerate favorevoli. Lei potrà comunque nel prossimo futuro tentare un impianto, deve considerare che i rischi di fallimento sono però da considerare + elevati, anche nel tempo, per i motivi già detti (perimplantiti, mobilità x riassorbimento osseo).
La terapia che le è stata preventivata è sottoscrivibile,considerando che i colleghi hanno potuto avere una visione diretta della situazione: penso che stia facendo la scelta giusta.
[#8] dopo  
Utente 756XXX

Iscritto dal 2008
Bungiorno Dott. Palomba
quindi Lei dice che l'osso che si riformerà sarà comunque più fragile di quello originale, con difficoltà future di un eventuale impianto?
Grazie ancora.

Cordiali saluti
[#9] dopo  
Dr. Cataldo Palomba
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Gentile Paziente,
non dico questo,ci vorrà + tempo, come le è stato detto anche dai colleghi del SR, e contemporaneamente ci sarà un riassorbimento fisiologico, (che avviene in tutti) in senso verticale ed orizzontale nella zona della mandibola dove c'è il 46,dopo l'estrazione. Le ricordo la sua malattia principale, e le terapie cortisoniche a cui è sottoposto,e quindi è soggetto + di altri ad infezioni batteriche o virali: l'impianto dopo che è stato posizionato potrebbe sviluppare una perimplantite dovuta all'infiammazione dei tessuti che lo circondano, di solito di origine batterica, con successiva mobilizzazione dell'impianto.
Queste sequele comunque sono possibili ma non certe, pertanto si sottoponga alla terapia consigliata con serenità e fiducia,e per gradi.
[#10] dopo  
Utente 756XXX

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Egr. Dottor Palomba,
io la ringrazio ancora una volta per la disponilità e le competenze dimostrate.
Il cortisone è comunque a dosaggi relativamente bassi, 7,5 mg dì..ho avuto anche punte di 100, ma è passato e spero rimanga tale.
Mi incuriosiva il punto da Lei scritto nei giorni scorso, che suggeriva di lasciare la radice distale del 46 in modo da poter essere utilizzata per un ponte.
Non so esattamente cosa sia un ponte, ma è una possibilità che puo' essere considerata al posto dell'impianto, anche estraendo il dente nella sua interezza (radici comprese)?

Cordiali saluti.
[#11] dopo  
Dr. Cataldo Palomba
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Gentile Paziente,
poichè le è stato consigliato di estrarre il 46, il mantenimento della radice non sarà più possibile (era ovviamente un'ipotesi da avvalorare con l'esame clinico):il ponte sarebbe una protesi fissa composta di 3 capsule unite tra loro e dalla forma e colore dei denti naturali, una sul premolare 45, un'altra sul 47, che fungono da pilastri, e poi una capsula in estensione (a ponte)che sostituisce il 46.In questo caso vanno 'limati' il 45 ed il 47.
Sono comunque possibilità terapeutiche che deve vagliare con il suo dentista di fiducia