Utente 771XXX
Buongiorno, ho un caso, a mio avviso, davvero strano da sottoporvi: quasi un mese fa ho iniziato un'operazione di devitalizzazione del sesto inferiore destro che mi faceva male di tanto in tanto ed era sensibile al caldo e al freddo. Il dente era già stato curato tanti anni fa ed aveva una otturazione in amalgama. Una volta aperto il dentista mi ha detto che la dentina era molle (scusate riporto quanto capito/memorizzato) e ha dovuto iniziale la devitalizzazione: ha iniziato a trapanare, poi ha "pulito" le radici, ha effettuato dei lavaggi e mi ha messo una medicazione dicendomi di tornare dopo una settimana. Al controllo successivo gli ho detto che il dente i primi giorni non mi ha dato fastidio ma dopo ha iniziato a pulsare e a farmi male, il dolore sembrava quello che si sente quando si ha una gengiva graffiata. Poi il dolore si è acutizzato assomigliando di più ad un dolore di denti e saltavo anche solo sfiorandolo. Questa fase acuta è durata una sola serata. Allora lui ha ri-ispezionato le radici, ha rifatto il lavaggio e ha rimesso la medicazione dicendomi di tornare dopo 2 settimane... Durante la prima settimana sono stata bene ma sono stata particolarmente attenta a lavare delicatamente il dente e a non masticarci mai sopra, poi questa attenzione è calata e subito è tornato tutto quello già detto su. Attualmente sento il dente pulsare, è come se la gengiva fosse graffiata e sento che il dente si sta sempre più sensibilizzando, mi aspetto che da un momento all'altro riavrò la fase acuta che mi impedisce anche di parlare. A tutto questo aggiungo anche un dettaglio che la prima volta avevo attribuito al caso: il dolore sembra allungarsi alla gola prendendo una tonsilla! Temo che il dottore ignorerà questa sintomatologia, perché già tendeva a farlo alla prima visita di controllo, e proseguirà con la chiusura del dente. Cosa mi consigliate di fare se intende concludere la devitalizzazione? Grazie davvero tanto.
[#1] dopo  
Dr.ssa Giulia Bernkopf
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Buoingiorno.
E' difficile esprimere un parere senza poter controllare direttamente la situazione.
Mi viene da chiedere se , ad ogni medicazione , il Collega provveda a chiudere il dente con una otturazione provvisoria o se lo lasci aperto, il che potrebbe spiegare ciò che lei riferisce.
Purtroppo, comunque, solo il suo dentista può darle una risposta adeguata.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 771XXX

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Grazie dottoressa. Intanto ho chiamato il dentista che, al telefono, ha ipotizzato che la medicazione fosse andata in pressione e mi ha suggerito di toglierla. Io, non volendo rimanere col dente totalmente scoperto, l'ho solo sollevata in parte. Intanto approfitto per specificare che quando il dottore mi ispezionava le radici con quell'ago a spirale, una delle radici mi faceva un po' male quando effettuava pressione e che mi sembra sia lo stesso punto che ora mi fa male. Lui questo dolore l'ha identificato come una sorta di riflesso del nervo principale perché nella radice non ha trovato infezioni o altro. Grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr.ssa Giulia Bernkopf
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Buongiorno, non c'è nulla di più sbagliato di lasciare un dente, medicato o no, 'aperto'. La prassi del passato di 'mette il cotone' così il cibo non entra non tiene infatti conto che la saliva, liquido certamente molto carico di batteri, è di per se' sufficiente ad infettare i canali puliti e medicati. Quindi il dente, provvisoriamente per cambiare la medicazione o definitivamente una volta conclusa la cura canalare, deve sempre essere chiuso ermeticamente. cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Paolo De Carli
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A quanto ben detto dalla Dott.ssa Bernkopf, aggiungo che in una terapia canalare (devitalizzazione) o in un ritrattamento endodontico è imprescindibile l'uso della diga di gomma, come suggerito da tutte le Scuole di Endodonzia.

Questo per evitare possibili contaminazioni salivari (batteriche) durante la cura, mi auguro che sia stata utilizzata nel suo caso.

Qui può trovare qualche utile informazione
http://studiodecarli.com/1/conservativa_379886.html