Utente 991XXX
Salve,sonoo Gianluca scrivo per sapere di più sulla fribrillazione atriale.
L'anno scorso mio padre ha avuto una fibrillazione atriale fù ricoverato in ospedale dove gli ripristinarono il battito cardiaco, dopo aver iniziato la cura dopo circa 1 mese ha avuto ancora la fibrillazione ritornato in ospedale hanno rifatto la stessa cura ripristinando il battito. I medicinaliche gli sono stati prescritti sono:
1 rytmonorm 425mg
2 cardioaspirina
3 losazid 100 mg
4 zanedip 20mg
5 omeprazolo

nonostante la cura mio padre avverte sempre un fastidio all'altezza del cuore (un formicolio leggero ).
ha fatto esami ecocardiografici ma non risulta niente.La PA é sempre molto alta 150/90.
nessun cardiologo è riuscito a trovare la pillola giusta per regolare la pressione arteriosa. molte volte quando si misura la pressione avverte dei battiti non regolari sembra quasi che il cuore si fermi e poi riparta.
cosa ci consiglia di fare per risolvere il problema?
la ringrazio anticipatamente

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[#1] dopo  
9239

Cancellato nel 2008
Bisognerebbe capire se è ancora in fibrillazione atriale, nel qual caso si può scegliere la strada di lasciarlo così adoperando dei farmaci per il controllo della frequenza cardiaca da associare a terapia anticoagulante op se è in ritmo sinusale con extrasistolia. E' una decisione che spetta a un cardiologo che lo visita di nuovo.
[#2] dopo  
Dr. Corrado Gennuso
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Salve Gianluca.
Sarebbe opportuno verificare se suo Padre in atto è in fibrillazione atriale o in ritmo sinusale ( per far ciò basta eseguire una visita cardiologia + ECG ), per l’ipertensione (la pressione arteriosa al di sopra dei valori normali ) il medico procede a tentoni (nessuna terapia è sicuramente efficace), ovvero la maggior parte degli individui risponde bene ad una monoterapia (con un solo farmaco antipertensivo) mentre altri anche con 2 o + farmaci antipertensivi in associazione non ottengono un effetto significativo. Infatti il cardiologo che segue suo padre dovrebbe periodicamente, verificare se la terapia prescritta, risulta essere efficace, cambiando, modificando le dosi o aggiungendo un altro farmaco, sino ad ottenere nei controlli successivi un risultato ottimale nel controllo pressorio.
Tornando al formicolio percepito da suo padre, se per formicolio Lei intende una percezione del battito cardiaco accelerato, allora occorre come già detto prima, verificare se il ritmo cardiaco è sinusale opp. no, ed eventualmente decidere se tentare una cardioversione (farmacologica o elettrica) dell’aritmia a ritmo sinusale, opp. se “cronicizzare” l’aritmia, controllando la frequenza cardiaca in modo da mantenerla al di sotto di 100 batt. a riposo. e valutando se occorre procedere ad una scoagulazione “cronica” (per evitare eventuali trombi all’interno del cuore e quindi potenziali emboli) , per decidere quest’ ultima necessità, al cardiologo basta eseguire un Ecocardiogramma. Ma se per formicolio Lei intende DOLORE al torace, allora occorre indagare su un altro versante di cardiopatie ovvero sulla cardiopatia ischemica per far ciò il suo cardiologo oltre ad eseguire un attenta indagine anamneistica (storia e fattori di rischio) di suo padre le indicherà sicuramente un test provocativo come un test ergometrico (con la cyclete o con il tappeto ruotante) con tale esame si stressa il cuore, saggiandolo sotto sforzo onde svelare un eventuale sofferenza ischemica che verrà rilevata dal cardiologo anche osservando la traccia ecgrafica eseguita “step by step” durante l’esercizio. Quindi riassumendo Le consiglio di affidarsi ad un collega cardiologo della sua zona, e non abbia remore ad esternargli tutti suoi i dubbi e timori.