Utente 398XXX
Buongiorno a tutti.
dovrei essere sottoposto ad intervento di ernia inguinale bilaterale in laparoscopia ed il medico mi ha detto che dovrà farmi una anestesia generale.
Ora, giacchè io ho una vera e propria fobia degli aghi, vorrei gentilmente porvi alcune domande: 1) è possibile farsi addomentare solo a mezzo di anestesia gassosa tramite maschera, salvo poi, addormentato, farmi inserire le flebo necessarie?; 2) è possibile farsi rimuovere le flebo e l'eventuale catetere vascicale (se necessario) prima del risveglio, così da non accorgersi di nulla?; 3) è possibile poi controllare fin da subito il dolore post intervento mediante dei farmaci per via orale?; 4) giacchè mi risulta che l'intervento non dovrebbe essere particolarmente lungo (mi hanno detto circa un'ora) ritenete sia il caso di utilizzare un catetere vescicale e l'intubazione?; 5) la terapia mediante iniezioni di seleparina è necessaria in una intervento del genere?.
Vi ringrazio fin d'ora per le risposte che mi verranno date.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
36% attività
20% attualità
20% socialità
()
Rank MI+ 76
Iscritto dal 2008
Buona sera, l'induzione inalatoria in un paziente adulto non è impossibile in senso stretto, ma lunga e molto fastidiosa perchè bisognerebbe respirare, non brevemente, una miscela gassosa che non è inodore e può risultare irritante per le prime vie respiratorie: Assolutamente sconsigliabile.
Fino a che il paziente non è sveglio ed anche nelle prime ore dopo l'intervento è necessrio e consigliabile mantenere una via venosa per la sua sicurezza: io l'ago non lo rimuoverei.
Il dolore postoperatorio si può controllare con più di una metodica ma la via orale non si usa propio perchè si tiene un ago in vena.
Il catetere vescicale può anche non essere necessario talvolta e l'intubazione dipende dalla scelta dell'anestesista che potrebbe anche optare per una maschera laringea in alternativa.
Anche l'uso della seleparina dipende da variabili legate ad eventuali problematiche del paziente e dalle scelte dei medici.
Spero di essere stata esauriente, cordiali saluti.Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 398XXX

Iscritto dal 2015
Gentilissima Dottoressa, innanzitutto La ringrazio sentitamente per il Suo interessamento e la risposta.
A tal proposito, fatto tesoro del suo pensiero, mi trovo a dover affrontare una situazione da cui non riesco più ad uscirci (e così che mi sta venendo anche una sindrome depressiva) in quanto la fobia degli aghi, unita al terrore dell'intervento, mi rendono impossibile accedere all'evento e, nello stesso tempo, è orami giunto il momento di subire detto intervento.
Ne ho parlato con lo psicoterapista che mi segue per questa fobia e mi ha detto che, forse, c'è la possibilità di procedere con una sedazione assai significativa (mi parlava di un farmaco dal nome Seroquel, assunto in dose importante) prima dell'intervento, per far si che io non abbia più la percezione di ciò che accade intorno a me e dunque non percepisca né gli aghi, ne il post operatorio fino alla rimozione degli aghi stessi.
Peraltro lo stesso medico mi ha detto che si tratta di una mera ipotesi che deve essere vagliata ed approfondita con l'anestesista che verrà scelto, ferma restando la necessità di richiedere allo stesso se vi è comunque la possibilità, post intervento, di ricorrere ad analgesici per via orale che facciano abbondantemente effetto in quanto, i timori che mi perseguitano, ragionevolmente potrebbero farmi percepire un doloro maggiore rispetto al reale.
Lei cosa ne pensa?
Ed inoltre, Lei sarebbe eventualmente disponibile a seguirmi professionalmente nell'anestesia ed analgesia successiva nella struttura presso cui lavora o altrove, di Suo gradimento?
Tenga presente che le mie necessità derivano da una profonda fobia degli aghi (causa trauma infantile) e da un altrettanto profonda paura dell'intervento chirurgico, con la conseguenza che la Vs.attività professionale (Sua e dello psicoterapeuta) dovrebbe essere finalizzata a "consentirmi di arrivare" all'intervento, di "non vedere né sentire aghi" e di superare il dolore post operatorio con efficaci farmaci da assumere per via orale o comunque non a mezzo aghi.
Grazie per le risposte che mi vorrà dare.
[#3] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
36% attività
20% attualità
20% socialità
()
Rank MI+ 76
Iscritto dal 2008
Buona sera, io penso che il suo psicoterapeuta dovrebbe aiutarla se non a guarire completamente almeno a cercare di razionalizzare, riconducendo entro limiti accettabili questa sua così importante fobia, prima di pensare ad operarsi. Tenga presente che Lei è in buona compagnia in quanto sono molte le persone che soffrono della stessa paura, ma riescono alla fine ad operarsi.
Non per sminuire il problema ma quanto lui propone, io non credo sia accettabile da nessun mio collega.
Per tutto il resto rimane valido quanto già scritto nel post precedente.
Saluti.
[#4] dopo  
Utente 398XXX

Iscritto dal 2015
Gentilissima Dottoressa, La ringrazio infinitamente per la Sua generosa disponibilità.
Prendo atto della Sua risposta e spero tanto che lo psicoterapeuta di mia fiducia riesca a farmi superare questi immensi terrori, che mi impediscono di avvicinarmi ad un ago e di riuscire ad ipotizzare un intervento chirurgico.
A tal proposto, mi consola sapere che non sono il solo ad avere queste enormi paure e, soprattutto, che si dovrebbe riuscire a superarle.
Ma a Lei, nella Sua attività professionale, e' già capitato di assistere a situazioni simili?
Alla fine si sono risolte tutte?
Non le nego che sono in preda allo sconforto.
La ringrazio ancora e Le auguro un buon 2016.