Utente 848XXX
Salve a tutto lo staff. Sono un uomo di 44 anni e da un po di tempo ho problemi a raggiungere l'erezione e a mantenerla. Mi sono recato dal uno specialista che mi ha prescritto di eseguire il Testosterone e la Prolattina basale, nella norma nonostate io abbia un solo testicolo; il destro perso per un orchite da trauma avuta da ragazzo.Inoltre ho eseguito lo studio dell'erettività con PGE1 e anche se duranta l'esame non ho avuto erezione il medico dice che è nella norma. In conclusione l'Andrologo mi ha riferito che il mio problema è di natura psicologica suggerendomi delle sedute dallo psicologo e l'assunzione di cialis 20 mg alla bisogna.
La mia paura e che utilizzando il Cialis possa non riuscire più a farne a meno e inoltre vorrei un loro parere sul mio caso

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
noi, da questa postazione, non possiamo che confermare le conclusioni diagnostiche di chi l'ha potuto valutare direttamente. Segua attentamente a questo punto tutte le sue indicazioni senza inutili paure. Se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=22450.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#2] dopo  
Utente 848XXX

Iscritto dal 2008
Ho seguito il suo consiglio ma anche con l'utilizzo del cialis le cose non sono andate bene, in effetti ho però capito che la mia perdita di erezione è dovuta da una improvvisa perdita del desiderio che mi porta anche a non eiaculare; mentre invece da solo masturbandomi tutto ciò non accade.
alla luce degli esami di cui sopra ho citato è da ritenere un problema fisico o un blocco psicologico e inoltre mi consiglia di continuare l'utilizzo del cialis?
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
da come ci descrive il suo problema sembra esserci una forte componente psicologica. A questo punto riconsulti il suo andrologo e per il momento sospenda pure l'assunzione del farmaco che per altro era indicato al bisogno.
Un cordiale saluto

Giovanni Beretta
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[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

personalmente non credo molto alle problematiche psicologiche che impediscano ad un maschio di 44 anni di conseguire una rigidità accettabile ed un mantenimento della erezione per un tempo adeguato quando prima fosse stato possibile
Spesso gli esami doppler dinamici danno dati abbastanza certi sulla situazione arteriosa ma sono meno conclusivi sulle condizioni della circolazione veno-occlusiva cavernosa la cui mancata funzione potrebbe determinare proprio disturbi simili ai suoi
cari saluti
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
non per contrastare le posizioni del collega Pozza ma, se ci fosse un problema vascolare di natura veno-occlusiva, questo dovrebbe presentarsi sempre anche durante una masturbazione mentre il suo problema si presenta solo durante i rapporti sessuali e si scatena dopo "una improvvisa perdita del desiderio", come da lei scritto , e questo fa pensare ad altri problemi funzionali, relazionali, psicologici , ecc.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#6] dopo  
Utente 848XXX

Iscritto dal 2008
Gentile staff in effetti vorrei precisare che con la mia patner non riesco ad eiaculare neanche se è lei che mi masturba; devo continuamente sforzarmi per non perdere il desiderio. Sto letteralmente impazzendo non so che fare, da solo invece, guardando qualche clip hard, tutto ciò non accade. Datami un consiglio che faccio.
[#7] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

la stimolazione manuale del pene determina una vasodilatazione arteriosa che contribuisce ad iniziare e mantenere una erezione fino a quando si stabilisce un equilibrio tra il sangue che affluisce all'interno dei corpi cavernosi e quello che fisiologicamente esce attraverso il sistema venoso.
Appena cessasse la stimolazione manuale, in genere particolarmente intensa e diretta, l'equilibrio tra sangue arterioso che entra e sangue venoso che esce si modifica portando alla progressiva apertura degli spazi albuginei attraverso cui le strutture venose escono dagli spazi cavernosi portando ad una progressiva inesorabile detumescenza con senso di panico, ansia, incapacità a concludere il rapporto sessuale, angoscia di "non potercela fare", stato di stress, produzione degli ormoni tipici della risposta Stressante ( adrenalina e noradrenalina) che portano alla blocco della dilatazione arteriosa e fine del'erezione con detumescenza.
Spesso tali processi possono essere sovvertiti se si stimolano le arterie in maniera sovramassimale ( con dosi di PGE1 molto elevate) tanto da determinare erezioni anche durature nei soggetti con Disfunzione Veno Occlusiva Cavernosa in fase iniziale, non conclamata.
In tali condizioni la perdita del desiderio potrebbe diventare una specie di meccanismo di tutela evitando l'inizio del rapporto sessuale di cui non si ha certezza del risultato.
Trent'anni fa, quando non si conosceva molto sul meccanismo vascolare dell'erezione si parlava molto del "complesso di Edipo" di quel soggetto che diceva di avere buone, accettabili erezioni fintanto che si masturbava o veniva stimolato manualmente dalla partner durante i preliminari al coito ma con improvvisa detumescenza appena il soggetto, cessate le stimolazioni manuali dirette dei preliminari, si apprestava alla penetrazione.. Si diceva che tale soggetto in realtà non "voleva penetrare l'immagine della propria madre" e quindi sviluppava una improvvisa detumescenza. Gli studi sui Meccanismi Veno Occlusivi Cavernosi sviluppati a Boston agli inizi degli anni '90 hanno portato a chiarire l'esistenza delle patologie veno occlusive .
cari saluti
Queste sono, ovviamente, mie opinioni.
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
la discussione "accademica" con il collega Pozza le dice come sull'argomento ancora oggi ci sono molti problemi aperti e non completamente risolti. Questo poi, da un punto di vista clinico, non deve portarla ad abbandonare la rivalutazione attenta del suo problema che dovrà fare con il suo andrologo di fiducia.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#9] dopo  
Utente 848XXX

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Io sinceramente non riesco a capire la risposta del prof.Ponza poi volevo chiarira che il mio andrologo dopo i risultati degli analisi da lui suggeriti, vedi sopra, mi ha liquidato dicendo che il mio problema è di natura psicologica .
invece se ho capito bene il prof. Ponza sostiene che il mio problema potrebbe essere di natura fisiologica mentre il prof.Beretta è concorde col mio andrologo. In effetti sono più confuso di prima.
[#10] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
questo le dice che il suo particolare problema, come in molti casi simili al suo, difficilmente potrà essere capito fino in fondo semplicemente attraveso una valutazione a distanza, cioè senza poter fare una valutazione clinica diretta. Ancora più complessa è poi darle delle indicazioni di tipo terapeutico. Quello che possiamo fare, da questa postazione, è discuterlo basandoci sulle nostre conoscenze, sulla nostra particolare esperienza maturata in questi anni di lavoro clinico e soprattutto su quello che ci racconta lei nei suoi interventi.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#11] dopo  
Dr. Stefano Garbolino
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Gentile utente,
l'ipotesi di una problematica psicosessuologica richiede una consulenza in tal senso.
Le consiglio pertanto una valutazione presso un esperto sessuologo (meglio se in collaborazione/contatto con l'andrologo che ha già valutato il problema dal punto di vista biosessuologico) al fine di approfondire e diagnosticare correttamente il disturbo.
Cordialmente