Utente 186XXX
Genilissimi Dottori,
la stima per voi e la gratitudine per il vostro generoso supporto mi spinge a chiedere il vostro parere su una questione molto delicata.

A mia nonna è stato diagnosticato un aneurisma dell’aorta ascendente, con uno spessore pari a 55/56mm (scorso anno era 49, ma forse ha condotto vita stressante negli ultimi mesi). Lei ha 85 anni, ha sofferto fino ad adesso di pressione alta, che sta correggendo con una apposita cura (tuttavia lo stress e l’emotività, dopo quasi un mese di pressione stabile, la stanno facendo riassestare sui 150/160 come valori massimi).

Le opinioni tra i medici sembrano contrastanti circa la possibilità e la riuscita dell’intervento. Lei, poverina, ha 85 anni e NESSUNO di noi è laureato in Medicina, per cui non possiamo fornirle gli strumenti ed i parametri oggettivi di rischio/successo che una tale patologia può comportare. Per cui vi chiedo un parere basato sulla vostra esperienza passata e su quelle che possono essere le prospettive in una situazione come la sua. Premetto e ribadisco che non ci si aspetta alcuna valutazione concreta e puntuale, non conoscete né avete visitato la paziente per cui l’unico motivo del consulto è comprendere - in base alla vostra esperienza e conoscenza - cosa conviene fare.

1) Si può sopravvivere tranquillamente?
2) L’intervento ha più possibilità di insuccesso o di successo in linea di massima? Vorremmo capire quale sia il male minore...
3) abbiamo chiesto di fare un esame per conoscere lo stato e lo spessore delle pareti ma ci è stato negato. Pensate sia una cosa sensata? Quale esame rivela questo dato?

In definitiva, avrei davvero bisogno di capire ed avere qualche strumento in più per decidere. La decisione spetta a lei e vorrei che fosse davvero informata.

Vi riporto alcuni dati tratti dagli esami:

- Aneurisma dell’aorta ascendente con insufficienza valvolare di grado moderato;
- Aorta: Cuspidi fibrose con jet di rigurgito centrale con grado moderato associato a perdita giunzione ST (VC 0.47cm, assenza di rev olodiast in Ao disc).
- Mitrale: minimo rigurgito
- Atrio sn: nei limiti (vol 35 ml)
- Ventricolo dx: dimensioni nei limiti, funzione sistolica normale
- Polmonare: minimo rigurgito
- Tricuspide: minimo rigurgito
- Atrio dx: nei limiti

Grazie di cuore...
[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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La crescita dell' aneurisma è stata nell' ultimo anno significativa. Questo, con il fatto assodato, della pressione arteriosa mal controllata farebbe pensare alla tangibile possibilità di rottura.

Nessuna persona è nessun esame diagnostico può prevedere quando e se mai questo possa succedere.

I rischi dell'intervento esistono, e' estremamente più probabile che l'intervento riesca, ma ad 85 anni qualsiasi piccolo problema può rendere un decorso postoperatorio più lungo e complicato.

Molto dipende dalle condizioni cliniche e psicofisiche della signora.

Nella mia esperienza sono nettamente maggiori gli 85 enni a cui sconsiglierei il trattamento chirurgico.

GI
[#2] dopo  
Utente 186XXX

Iscritto dal 2010
Gentile Dottore,

grazie per la risposta!

1) Alla luce di questo, qualora ci si impegnasse a mantenere la pressione arteriosa sotto controllo, potrebbe attutirsi l’impatto? A parte i due/tre giorni in cui le ho scritto, con la cura faramlogica e il “Cardura” riesce ad assestarla sui 130/140.
C’è qualche consiglio che può darci dal punto di vista della pressione?

2) Inoltre, dal punto di vista dell’intervento, lei pensa - ovviamente solo ed esclusivamente in base alla sua esperienza (mi rendo conto che non può esprimere giudizi su mia nonna, ma ogni “esperienza” è preziosa per capire), che è estremamente più possibile che riesca, ma che lei lo sconsiglierebbe a questa età. Come mai?

3) Da ultimo, anche a me ha preoccupato tantissimo la crescita significativa, ma è possibile che ciò sia stato dovuto al fatto che - non essendone a conoscenza - ha abusato e condotto stili di vita sregolati (sforzi, cibo)? È estremamente anomala una tale crescita? Ho letto che i rischi di rottura seri iniziano a 9/10...come comportarci?

Grazie di cuore e, perché no, magari proverò a vedere se mia nonna può raggiungerla per un consulto di presenza in futuro.
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Attutire l'impatto è un termine non corretto.
Si può ridurre il rischio rottura con una adeguata terapia.

Si può con associazione di farmaci diversi o incrementando il dosaggio di quelli gia' in terapia ridurre la pressione, e rendere meno probabile che l'evento avvenga.

Una crescita di questo tipo porta a pensare ad un rischio rottura più alto.

E' raro trovare aorte sane di diametro superiore a 6 cm.

Detto questo, l'aspettativa di vita di un 85 enne lei stesso la conosce.

L'ospedalizzazione di un mese circa nella migliore delle ipotesi a questa età è di per sé un aspetto da considerare.

Questo tipo di intervento poi non mira a modificare la qualita' di vita, ma solo ad evitare un eventuale morte in seguito a rottura.

Io stesso sulla mia pelle a quest' età in tutta franchezza propenderei per godere appieno del tempo che mi viene concesso evitando una intubazione, una anestesia generale, lo sterno aperto, drenaggi, cateteri vari ed un mese lontano dalla mia famiglia.

GI
[#4] dopo  
Utente 186XXX

Iscritto dal 2010
Grazie Dottore, adesso abbiamo più elementi ed è quello che speravo di ottenere.

Mi permetto solo di chiederle una cosa aggiuntiva, giusto per avere un quadro completo. Mia nonna mi chiede se esiste un esame non invasivo per scoprire lo spessore delle pareti dell’aorta.
Ci Sembrava un dato importante per capire lo stato e la gravità di una possibile rottura e tempo fa qualcuno ce ne parlò.

La ringrazio ancora di vero cuore.

un carissimo saluto.
[#5] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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La risonanza magnetica puo' dare delle informazioni a questo riguardo.

Conoscerlo non credo cambierebbe la strategia e le decisioni però.

GI
[#6] dopo  
Utente 186XXX

Iscritto dal 2010
Ha ragione, forse perché - qualora dovesse essere sottilissimo - si potrebbe prendere il rischio. Ma tutta la mia famiglia - me compreso - ci sentiamo rincuorati dalle sue parole, perché forse in fondo è quello che pensavamo.

A tal proposito, consiglia un cardiologo o cardiochirurgo per l’innalzamento e l’adattamento della cura farmacologica?
Procederemo immediatamente.

Grazie mille ed una buona Domenica.
[#7] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Senza dubbio un cardiologo