test  
 
Utente 119XXX
gentili dottori cercherò di essere il più breve possibile.
Il 14 dicembre 2017 ho avuto un rapporto con una prostituta che lavora in strada.
Durante il rapporto c’è stata la rottura del preservativo, di cui questa ragazza si è accorta (dice immediatamente).
In ogni caso appena mi sono reso conto della rottura ho provveduto allo sostituzione del preservativo e il rapporto si è concluso regolarmente.(ci tengo a precisare che anche nel caso in cui questa donna si fosse resa conto tardi della rottura, la penetrazione “scoperta” può essere durata al massimo 30 secondi).
Da quel momento in poi il panico totale, ho vissuto ogni singolo giorno dopo questo rapporto nell’ansia piu totale, ho vissuto delle festività natalizie con un tarlo nella mente, pregando, maledicendomi e sperando di non aver contratto l’hiv.
Peraltro vivo anche un senso di colpa tremendo verso la mia ragazza.
In preda all’ansia il 9 gennaio 2018 (erano trascorsi 25 giorni pieni dal rapporto, quindi era il 26 esimo giorno post rapporto) mi sono recato presso un ospedale della mia città e ho effettuato il test hiv presso un centro di medicina trasfusionale.
Il test che mi è stato effettuato penso non sia di ultima generazione, né tantomeno combinato.
Infatti nel referto ritirato oggi c’è scritto “ANTI HIV 1 e 2” sono risultato negativo, il mio parametro è di 0.08 in un range in cui da 0 a 1 viene ritenuto negativo, al di sopra di 1 viene ritenuto positivo.
Alla luce di quanto detto avrei delle domande da farvi:
1) secondo voi il tipo di test che mi è stato effettuato, avendolo effettuato al 26 esimo giorno post rapporto, pur non essendo definitivo, può comunque avere una minima validità ? O 25 giorni sono veramente pochi ?
2) quel parametro di 0.08 in un range da 0 a 1, cosa significa ? Perché non si sono limitati a scrivere “negativo” o “positivo” ? Perché ho il timore che con il passare dei giorni quel valore possa crescere.
Vi ringrazio anticipatamente per le risposte e vi chiedo scusa se mi sono dilungato troppo.
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
non è facile a chi non abbia almeno rudimenti di Medicina di laboratorio spiegare perchè viene messo un valore oltre il quale il test viene considerato dubbio o positivo.
Il suo test è risultato negativo e tale va considerato.
Tuttavia a 25 gg la sua probatività è pari al 95%.
Pertanto per avere un risultato definitivo deve ripetere un test HIV Combo (di IV generazione) a 40 gg dal rapporto a rischio e considerare quel risultato definitivo.
Sarebbe bene che lei effettuasse anche lo screening per la Sifilide che può essere effettuato al momento del prelievo per il test HIV eseguendo una VDRL e un TPHA.
Ovviamente la comparsa di ulcere o escrescenze sull'asta o nella regione perineale va sottoposta alla valutazione di un infettivologo.
Cordiali saluti.
Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 119XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dr Caldarola la ringrazio per la tempestiva risposta.
Effettuerò il test hiv combo (di IV generazione) a 40 giorni dal rapporto.
[#3] dopo  
Utente 119XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dr Caldarola, sono in attesa dei 40 giorni per poter effettuare il test di (IV generazione).
Intanto pero' la mia ansia è salita in quanto tre giorni fa (giorno 29 post rapporto) ho iniziato ad avvertire un crescente mal di gola, con dolore nella deglutizione e rossore della parete della gola, non ho preso alcun farmaco e dopo 2 giorni il mal di gola è passato, trasformandosi in un raffreddore (naso intasato).anche il raffreddore sta via via svanendo e in questi giorni non ho mai avuto la febbre (la misuro più volte al giorno).
l'ansia mi sta divorando, quindi vorrei chiederle se sulla base della sua esperienza, ritiene che questi sintomi possano essere segnali di una sieroconversione che sta avvenendo dopo il test di terza generazione (solo anti hiv) fatto al 25esimo giorno ?
mi scuso per questa domanda ma come potrà immaginare sono ormai 32 giorni che convivo con l'ansia di aver contratto l'hiv.
la ringrazio in anticipo per la risposta.
[#4] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
ritengo che lei abbia un banale raffreddore.
Si tranquillizzi.
Buona serata.
Caldarola.
[#5] dopo  
Utente 119XXX

Iscritto dal 2009
Gentile dottore ho ritirato oggi test "ANTI-HIV1/2- Ag p24 - 4° generazione" NEGATIVO (metodo ELISA)
il rapporto risale al 14 dicembre 2017, il test è stato fatto il 16 gennaio 2018.
il test è stato fatto dopo 32 giorni pieni quindi al 33° giorno.
secondo lei posso finalmente mettere la parola fine a questa questione e tirare un sospiro di sollievo ?
[#6] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile Utente,
io sarò anche leggermente minorato psichicamente ma non riesco a capire perchè si scelga di eseguire un test prima del tempo minimo stabilito dalle linee guida ufficiali che lo prevedono a 40 gg dopo il rapporto a rischio. Dico questo perchè come lei fanno altri pazienti.
E poi si chieda la conferma se si possa stare tranquilli e tirare respiri di sollievo.
E' chiaro che un test HIV è difficile che si positivizzi dopo otto giorni, ma le costava tanto aspettare otto giorni ed eseguirlo al 40 esimo gg?
Io, anche per ragioni medico - legali la devo invitare a ripetere il test almeno 40 gg dopo l'evento a rischio.
Anche se ovviamente è verosimile che il risultato sarà negativo.
Saluti.
Caldarola.
[#7] dopo  
Utente 119XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dr Caldarola lei ha perfettamente ragione e mi rendo conto che per lei, il mio comportamento possa sembrare totalmente illogico.
Purtroppo ho vissuto giorni di ansia e paura tremendi che non mi hanno permesso di attendere i 40 giorni e mi hanno spinto ad effettuare l’ultimo test in cerca di una ulteriore (seppur non definitiva) rassicurazione.
So che le linee guida ministeriali parlano di 6 settimane e quindi a quelle mi dovrò attenere.
La saluto e la ringrazio per le risposte tempestive e la pazienza avuta.
[#8] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Di nulla!
Cari saluti.
Caldarola.