Utente 970XXX
a mia cognata (35 anni) è stato diagnosticato un carcinoma mammario. siamo piuttosto allarmati e mi piacerebbe quindi avere un vostro parere a proposito. Riporto brevemente quanto scritto nel referto

STADIAZIONE ATTUALE: pT3, pN3a, M0, Stadio IIIC
INTERVENTO CHIRURGICO: mastectomia radicale SX + DA SX completa
E.I.= carcinoma duttale infiltrante di 9 cm G2 associato a componente in situ (pari al 20%) di tipo cribriforme con necrosi e cancerizzazione dei lobuli. Presenza di plurifocale invasione neoplastica peritumorale. Sono presenti microcalcificazioni. Capezzolo indenne da neoplasia. Presenza di metastasi in 17/22 linfonodi asportati. Invasione vascolare neoplastica nel tessuto adiposo perilinfonodale.

G2 pT3 (9cm) pN3a (17/22)
ER= 90% PR= 90% ki67= 25% c-erbB-2=0

negativi scintigrafia ossea e ecografia addominale

VALUTAZIONE POST-OPERATORIA:
chemioterapia sistemica precauzionale con epirubicina e ciclofosfamide per 4 cicli seguiti da terapia con taxani (eventuale taxotere trisettimanale per 3 cicli). Si consiglia di iniziare contestualmente con terapia ovarosoppressiva con LhRh analogo.
Al termine farà raditerapia precauzionale loco-regionale e ormonoterapia precauzionale con soppressione dell'attività ovarica e tamoxifene per almeno 5 anni.

- mi date un vostro parere sulla terapia prescritta?
- quali sono le probabilità che il tumore si ripresenti?
- in un quadro del genere, ci sono fattori prognostici favorevoli?
- perchè, nonostante l'intervento chirurgico radicale verrà fatta radioterapia?

ringrazio anticipatamente per la disponibilità
grazie!
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

come avrai compreso si tratta di una situazione assai delicata. In tutto ciò la nota positiva è la forte positività dei recettori ormonali che rendono la neoplasia molto responsiva all'ormonoterapia. La terapia prescritta è valida ed energica come una situazione di questo tipo merita. La positività dei linfonodi all'ascella impone anche la radioterapia locale poichè non si può essere certi che non vi sia residuo microscopico nella sede di intervento.


Con un grande in bocca al lupo, un caro saluto

Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 970XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dott. Pastore,
innanzitutto grazie per la risposta tempestiva. Mi rassicura il fatto che la terapia prescritta sia la più opportuna, anche se la forte preoccupazione rimane. Credo che l'aspetto più allarmante riguardi l'ampio coinvolgimento linfonodale e mi chiedo se anche in questi casi sia realistico sperare in una totale guarigione.
Mi perdoni se approfitto della sua disponibilità per porgerle ancora qualche domanda:

- La mia domanda prncipale è: cosa ci possiamo realisticamente aspettare dal decorso della malattia nei prossimi anni? è molto alta la probabilità di comparsa di metastasi?
- Se ho capito bene, l'oncologo ci ha detto che attualmente la probabilità che il tumore dia origine a metastasi in altre organi è del 90% e che tale rischio si ridurrà del 50% dopo il trattamento. è corretto? Questo vorrebbe dire che al termine dei 5 anni avrà ancora il 45% di probabilità di sviluppare un altro tumore?
- Prima dell'intervento, al momento della diagnosi, ci è stato detto che si tratta di una forma tumorale poco aggressiva. Faceva riferimento al parametro che viene definito G2? Può essere considerato un fattore prognostico favorevole o, dato l'ampio coinvolgimento dei linfonodi, non è un fattore che incide sul decorso?
- Mesi fa, a seguito di autoriscontro di addensamento mammario, ha eseguito ECO bilaterale, risultata negativa. Come è possibile? Mi rendo conto che a questo punto è inutile recriminare, ma credo di poter ragionevolmente dire che, se la diagnosi fosse stata fatta in quel momento (guadagnando ben 5 mesi), la prognosi sarebbe potuta essere più favorevole.

Mi scusi per le mille domande, ma credo che l'unico modo per affrontare la situzione con la giusta lucidità sia opportuno avere un quadro chiaro...per avere corrette aspettative, senza catastrofizzare, ma anche per non incorrere in false illusioni.
La ringrazio infinitamente
[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

inutile nasconderci che la situazione è molto seria.. Più che stilare statistiche e parlare di numeri che poi vengono puntualmente disattesi direi che il rischio di recidiva è elevato. Dovrà certamente seguire anche trascorsi i 5 anni (e sperando non si abbia recidiva prima) un ulteriore follow-up oncologico mirato a rilevare recidive tardive. Può accadere che per le caratteristiche strutturali del seno non si riesca a rilevare una massa anche piuttosto voluminosa... Hai ragione quando dici che ora è inutile recriminare ma occorre rimboccarsi le maniche ed andare avanti nell'iter terapeutico. G2 indica il grado di differenziazione cellulare (esso va da G1 (meglio) sino a G3 (anaplastico, peggio)) ma perisce come importanza rispetto alla disseminazione linfonodale ed all'invasione perilinfonodale. Con tutto ciò l'idea di una guarigione completa non rimane una chimera.

Un grande in bocca al lupo, sempre a disposizione

Carlo Pastore
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[#4] dopo  
Utente 970XXX

Iscritto dal 2009
Grazie mille x la chiarezza. La terrò aggiornata e mi riservo di farle ancora qualche domanda se ne avrò bisogno.
Grazie davvero, il servizio che offrite è ammirevole e, le assicuro, di grande aiuto!
un caro saluto
[#5] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Mi fa piacere poter essere utile. Non esitare a chiedere se occorre.

un caro saluto

Carlo Pastore
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