Utente 987XXX
gentili dottori, a mia madre 65 anni è stto effettuato un primo intervento in data 3.12.08 per l'asportazione di una neoformazione del solco sottomammario destro, la cui diagnosi istologica è stata: carcinoma duttale infiltrante ben differenziato esteso al derma ed al margine di resezione . ER:> 80% PgR: > 80% Ki67: basso CerbB2: positivo(+++)
in data 29.12.2008 e stata eseguita la quadrantectomia e l'asportazione dei linfonodi: è risultato un residuo di carcinoma duttale infiltrante, sono risultati positivi due linfonodi ascellari ed uno sottoclavicolare. l'ecografia addominale e la scintigrafia ossea sono risultate negative, mentre la Tc torace evidenzia una lesione di un centimetro del lobo superiore sinistro di natura dubbia, anche perchè per problemi di allergie al mezzo di contrastro iodato le è stata effettuata una tc semplice.
mia madre soffre di cisti alla tiroide, ha subito nel 2004 una ovariectomia per cisti ovarica. soffre di ipertensione (lieve) ma è in in trattamento per osteoporosi.
abbiamo consultato due oncologi, entrambi ci hanno chiesto di eseguire la Pet con glucosio e di far revisionare i preparati istologici per una eventuale conferma della iperpressione di HER2.
sono confusa e preoccupata perchè abbiamo avuto informazioni differenti, ad eccezione della comune indicazione che si tratta di un tumore 'aggressivo', e mi addolora tntissimo dirlo nessuna attenzione umana per mia madre.
mi rivolgo a voi forse soprattutto per questo..per la grande attenzione e per il conforto che ho letto in tutti i vostri consulti, anche nelle situazioni più serie.

1)un oncologo ci ha consigliato la pet corporea , l'altro anche quella cranica, dicendoci che la testa è un possibile luogo di metastasi, che fare?
2) in caso di confermata iperespressione del HER2 (siamo ancora in attesa della nuova lettura) il primo oncologo ci ha consigliato chemioterapia adiuvante secondo schema AC x 4 seguito da trastuzubab per un anno e terapia endocrina con Letrozolo per 5 anni al termine della chemioterapia (con monitoraggio del metabolismo osseo) + terapia complementare.
il secondo oncologo da noi consultato però ci a detto di non essere daccordo, non ci ha ancora indicato la terapia da seguire ( vuole aspettare i risultati dei vetrini e della pet che a suggerito anche cranica)ma ci ha anticipato che per lui la terapia è troppo 'leggera' e che vorrebbe inserire mia madre in un protocollo di sperimentazione in cui il trastuzumab viene dato solo per tre mesi ma in concomitanza con i cicli di chemioterapia, e poi eventualmente (se ricordo bene) associato con un altro farmaco (tamoxifene??) + ormono terapia per cinque anni. Ci ha spiegato che ci sarebbero più effetti cardiotossici ma essendo inserita in un gruppo di sperimentazione sarebbe più monitorata.
inoltre ci ha detto che i tempi per l'inizio della terapia decorrono comunque dal secondo intervento, quello di dissezione ascellare, e che avremmo tempo fino a fine febbraio mentre il primo oncologo ci ha suggerito di iniziare quanto prima perchè il primo intervento di asportazione del carcinoma è stato eseguito il 3.12.08.
non sappiamo cosa decidere. vi chiedo quali sono le reali possibilità di sopravvivenza di mia madre ( è sempre stata così piena di vita che è impossibile considerarla malata..anche se ultimamente avverto che si sente spacciata) e quale secondo voi la terapia da seguire.
mi scuso se sono stata sconnessa e prolissa...ma davvero la malattia di mia madre è stata estremamente destabilizzante.
vi ringrazio e confido nella celerità di un vostro parere.


[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Cara Amica,

certamente occorre accertare la natura della formazione polmonare. Non vedo la necessità di eseguire una revisione dei vetrini e darei per buona l'iperespressione dell' her2. La terapia a mio avviso dovrebbe essere EC (epirubicina + ciclofosfamide) x 4 + docetaxel x 4 ed a seguire trastuzumab per un anno con ormonoterapia successiva. Fondamentale quindi procedere con una TC total body con mdc (eseguendo una premedicazione per scongiurare il pericolo allergia, in genere si impiega cortisone ed antiistaminico nei giorni prima e dopo la TC) ed una scintigrafia ossea. Questo per essere sufficientemente sicuri delle sedi di malattia eventuali. Per le prospettive future molto dipende dall'eventuale estensione della malattia ad altri organi. E' una battaglia da combattere con fiducia e facendo sentire a mamma il calore e l'affetto di tutti.

Sempre a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
[#2] dopo  
Utente 987XXX

Iscritto dal 2009
gentile dott. Pastore, innanzitutto grazie per avermi risposto così celermente. Le vorrei chiedere la differenza tra il protocollo ac x 4 e quello da lei consigliato. la scintigrafia ossea è stata già fatta ed è negativa così come l'ecografia addominale.
purtroppo dovremo aspettare la pet, prevista per il 6 febbraio, poichè la allergia di mia madre al mezzo di contrasto della tac è tale da consigliare di evitarla per capire la natura della macchia polmonare.
mia madre proprio stamattina mi ha comunicato di non voler essere inserita nel gruppo di sperimentazione... asserendo che ciò la farebbe sentire 'malata terminale'.
almeno a ripreso a decidere della sua vita...
le farò sapere i risultati degli esami ed il protocollo che seguirà...anche se davvero la scelta del paziente è inevitavilmente viziata dalla sua ignoraranza ed è affidata soprattutto alla fiducia che un medico riesce a dare.
la ringrazio ancora e le auguro buona giornata.


[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Cara Amica,

ok.. io resto a disposizione. La differenza tra AC e ciò da me suggerito è nella forza. Il trattamento EC x 4 + docetaxel (taxotere) x 4 è più energico ma anche più efficace.

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
[#4] dopo  
Utente 987XXX

Iscritto dal 2009
grazie dottor Pastore. Per la competenza e per l'umanità. le chiedo ancora un parere....i tempi per la decorrenza della chemio decorrono dal primo intervento di eliminazione del carcinoma (3.12.08) o dalla dissezione ascellare del 29.12.08?
sono confusa..il primo oncologo ci dice dal primo, e che la chemio va iniziata immediatamente anche senza aspettare l'esito della Pet..il secondo ci dice che bisogna è meglio capire la natura della macchia polmonare e che c'è tempo fino alla fine di febbraio.
scelto il protocollo di cura, quali sono e quanto tempo è necessario per gli esami di routine che precedono la chemio?
so che mi risponderà presto..la ringrazio per questo e la saluto.
[#5] dopo  
Prof. Claudio Verusio
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Il caso della Signora è serio , ma non così grave come
sembra sia sato recepito. La neoplasia mammaria è caratterizzata da un'alta espressione dei recettori ormonali,che rappresentano un dato prognostico favorevole. E vero che è c-erbB2 3+ e questo dovrebbe indicare un dato prognostico sfavorevole, ma oggi sappiamo che con l'uso del trastuzumab questo svantaggio viene colmato dal trattamento con l'anticorpo.
Il trattamento con AC+ taxotere+ herceptin + inibitore dell'aromatasi rappresenta oggi il miglior standard possibile, anche se in paziente in postmenopausa con 2 linfonodi interessati dalla malattia e recettori ormonali positivi molti eviterebbero il taxano. Non credo che alcune , poche, settimane di ritardo abbiano alcuna influenza negativa sulla cura( il tumore è una malattia cronica e quella della signora in oggetto è iniziata anni fa)
la partecipazione a protocolli di ricerca è e deve essere demandata alla volontà del paziente, anche se molte volte la paura di partecipare a studi clinici non è giustificata. La sperimentazione in un trattamento adiuvante è sempre vagliata da un comitato etico formato non solo da medici, ma anche da avvocati, magistrati, rappresentanti del tribunale dei malati, infermieri, statistici ecc che valutano attentamente e rigorosamente che la sperimentazione non provochi alcuno svantaggio alle pazienti. lo studio viene accettato e ritenuto etico solo se il trattamento previsto offre come minimo le stesse probabilità di cura e la speranza, scientificamente valutata, di un progresso. Quindi pur comprendendo le remore della paziente , mi sento sicuro di affermare che se la sperimentazioen è stata approvata dal comitato etico, la paziente non dovrebbe avere nessuno svantaggio, ma forse qualche vantaggio dal partecipare allo studio. La terapia adiuvante ad un trattamento chirurgico nel carcinoma mammmario ha come obiettivo quello di aumentare le probabilità di guarigione, quindi la signora non deve assolutamente sentirsi terminale , ma pronta e convinta a lottare ,in ogni caso ,per la sua guarigione ed in questo preciso caso le probabilità di guarigione sono molto buone.
[#6] dopo  
Utente 987XXX

Iscritto dal 2009
prof. Verusio grazie di cuore.
la sua risposta mi ha tranquillizzato.
i dubbi circa l'inserimento nel protocollo sperimentale sono legati essnzialmente all'associazione contemporanea di chemio e transtuzumab, che ci hanno detto essere molto più cardiotossica.
approfitto della sua cortesia e le chiedo quali sono i pro ed i contro del taxano, perchè lei dice che molti lo eviterebbero? mi pare di capire che anche nel protocollo di cura suggerito a mia madre non ci sia...
la ringrazio ancora e le auguro buona giornata.
[#7] dopo  
Prof. Claudio Verusio
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gentile Signora,

il taxano è uno dei farmaci più efficaci nel carcinoma mammario metastatico. Nella trattamento adiuvante però bisogna fare un bilancio tra vantaggi terapeutici e tossicità. Non dimentichiamo che la terapia adiuvante vuole trattare una ipotetica malattia micro metastatica, ma appunto una ipotetica e non certa malattia metastatica. I pareri differenti di vari oncologi spesso sono legati ad una soggettiva valutazione del rapporto costo beneficio, cioè mentre per uno il vantaggio prodotto dal farmaco giustifica le tossicità da subire, per un altro oncologo lo stesso vantaggio terapeutico non giustifica le tossicità da subire. In questi casi è sempre determinante sentire il parere del paziente, faccio un esempio: se dico che il taxano produce una maggior probabilità di guarigione del 3% a fronte della caduta dei capelli, di una neuropatia, di un prolunganmento della chemioterapia di altri 3 mesi ecc per una paziente può essere sufficiente per fare la terapia, per un'altra paziente la tossicità è troppa rispetto ad un vantaggio terapeutico del 3%( negli stati uniti, in un'indagine su donne operate di cancro mammario l'80% riteneva giustificata la terapia se vi era un vantaggio nella guarigione superiore all'1%). Spero di non averle confuso le idee.
Per quanto riguarda lo studio sperimentale l'associazione taxano + herceptin in contemporanea è forse più cardiotossica , ma è di sicuro il modo più efficace di somministrare i due farmaci( dato confermato da diversi studi clinici).

Claudio Verusio

[#8] dopo  
Utente 987XXX

Iscritto dal 2009
gentili dottori,
mia madre ha iniziato la chemio..lo schema che la struttura dove abbiamo trovato posto ha deciso di effettuare è EC x 4 + taxotere x 4. Farà seguito la radio e l'assunzione del letrazolo. Dalla revisione dei vetrini e dalla Fish, contrariamente ad ogni aspettativa, non è risultata la iperespressione del HER2. Anche la PET ha eliminato i dubbi sul nodulo polmonare. Ci hanno comunicato che questa terapia potrebbe avere effetti permanenti a livello cardiaco, infatti oggi effetuerà la scintigrafia cardiaca e domani la "prova da sforzo", perchè dai primi esami eseguiti vi è il dubbio di un'ischemia cardiaca. Il vostro sostegno umano e la vostra competenza ci sono stati di aiuto in un momento davvero difficile,di sconforto e confusione.
ANCORA GRAZIE.

[#9] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Cara Amica,

opportuno indagare bene la funzione dei vari organi prima di intraprendere una energica e corretta terapia. Un grande in bocca al lupo

Sempre a disposizione

Carlo Pastore
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