Utente 100XXX
Mio padre ha effettuato una cistectomia radicale lo scorso novembre, la sua età è di 70 anni e volevo conoscere la sua opinione circa la necessità o meno di una chemioterapia adiuvante visto che a tal proposito ho havuto opinioni diverse.
Espongo di seguito il referto dell'esame istologico:
l'esame istologico ha dimostrato a carico della vescica la presenza di una neoplasia uroteliale di stadio T3b e grado G3, NO, Mx, con diffusa linfangite carcionomatosa intra ed extratumorale; a carico della prostata la presenza di un adenocarcinoma prostatico stadio pT2c, NO, Mx, gleason score 4+3=7, con margini chirurgici plurifocalmente interessati da neoplasia (R1) a livello apicale.
Vi sarei veramente grata se potete gentilmente darmi una vostra opinione a proposito

grazie mille
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

direi che una chemioterapia adiuvante appare indicata. Non vi sono ad onor del vero dati certi circa l'utilità in quanto le neoplasie uroteliali risultano resistenti ai farmaci antiblastici a nostra disposizione ma vi è tendenza nel dire che possano apportare un qualche beneficio. E' importante, se si decide di fare, agire il prima possibile, quando ancora siamo in presenza di eventuale malattia minima residua. Per quanto riguarda la neoplasia della prostata è opportuna una ormonoterapia senza dubbio (anche in considerazione dei margini chirurgici positivi). Si può valutare l'opportunità anche di una radioterapia adiuvante localmente (cogliendo entrambe le neoplasie). In aggiunta a tutto questo delle applicazioni di ipertermia capacitiva possono potenziare ulteriormente l'efficacia locale degli antiblastici e della radioterapia (eventuale).

Sempre a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it