Utente 148XXX
Da circa quattordici anni soffro, senza soluzione di continuità, di rinite vasomotoria, diagnosticata e confermata da più specialisti. La terapia prescrittami quattordici anni or sono - e confermatami da diverso specialista circa tre anni anni fa - consiste nell'assunzione quotidiana di antistaminici (zaditen sro) e, quando questi non sono sufficienti, come mi accade in occasione di infiammazioni acute naso-gola, con cortisonici a rilascio prolungato.
Lo scorso dicembre 2002, dopo una iniezione del cortisonico prescrittomi (kenacort 40mg)- in passato ero già ricorso al "celestone cronodose" - e trascorsi i quindici giorni durante i quali il farmaco spiega il suo effetto, non ho avuto più bisogno di ricorrere ad alcuna terapia, in quanto i sintomi della rinite, spontaneamente, non si sono più presentati. Tale situazione é durata ininterrottamente fino al mese di aprile 2003, allorché, così improvvisamente come erano scomparsi, i sintomi stessi sono ricominciati, e da allora non se ne sono più andati. Pertanto, ho dovuto riprendere l'assunzione quotidiana dell'antistaminico.
Uno specialista mi ha consigliato l'intervento chirurgico ai turbinati, precisandomi però che ciò potrebbe migliorare la situazione, ma non risolverla.
Gradirei indicazioni sulle cause della rinite vasomotoria e sulle possibili terapie, e magari anche delucidazioni sulla temporanea - e purtroppo provvisoria -"guarigione" di cui più sopra. Lo stesso specialista che ebbe a consigliarmi l'intervento chirurgico ai turbinati mi disse pure che l'assunzione di ansiolitici potrebbe ridurre di molto o addirittura risolvere il problema, peraltro aggiungendo che in tal caso, però, il rimedio sarebbe stato peggiore del male. Corrisponde al vero che l'assunzione di ansiolitici risolverebbe la rinite vasomotoria? Ed in caso affermativo, perché? E' forse la rinite vasomotoria legata in qualche modo ad uno stato di stress? Per quanto mi riguarda, preciso che non ho mai fatto uso di ansiolitici.
Ringrazio sin da ora il cortese professionista che gentilmente vorrà riscontrare la mia richiesta.

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[#1] dopo  
Dr. Michele Schiappoli
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Dalla sua storia non risulta se ha mai fatto delle prove allergiche. Oltre all'allergia andrebbe anche esclusa la presenza di un reflusso gastroesofageo. Dal punto di vista terapeutico le consiglierei di valutare l'uso di steroidi topici in quanto quelli sistemici a rilascio prolungato non sono scevri di effetti collaterali ed il chetotifene determina frequentemente sedazione. Per quanto riguarda la terapia chirurgica, ritengo sia l'ultima spiaggia da prendere in considerazione solo nel caso in cui le terapie mediche risultino inefficaci ed i sintomi insopportabili.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Alessandro Roscetti
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RIETI (RI)
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Carissimo,
la rinite vasomotoria, allo stato attuale della scienza medica, se di rinite vasomotoria si tratti, non appartiene a forme allergiche, se non secondariamente alla attività che gli ioni calcio possiedono nella "cascata" di tutti i fattori biochimici legati all'attività dei sistemi di difesa immunitaria, di cui siamo in possesso, atti a riconoscere il non self.
Gli specialisti pertanto di tali quadri clinici sono gli Anestesisti Rianimatori Specialisti in Terapia del Dolore.
Infatti la rinite vasomotoria viene assimilata alle cefalee, ed il trattamento prevede l'utilizzo di farmaci calcio modulatori.
Con questi ultimi infatti è come se si permettesse di "mandare a scuola i capillari del naso", insegnando ai capillari delle vie escretrici nasali a dilatarsi ed a vasocostringersi in modo idoneo, come sarebbero predisposti a fare.
Di solito si fa uso della flunarizina in compresse da 5 o da 10 mg. a seconda del peso della persona ed a seconda dell'imponenza del "fastidio".
Vista anche l'attività centrale, di questa categoria di farmaci, si usa associare un farmaco antidepressivo triciclico, come l'amitriptilina nella dose massima di 8 mg., al solo scopo di antagonizzare l'abbassamento del tono dell'umore, a seguito della iniziale attività calcio inibitoria della flunarizina stessa: mai quindi l'antidepressivo a dose antidepressiva, ma a scopo di antagonizzare i primi ed unici veri effetti collaterali dei farmaci da usare all'uopo.
Molti di Noi, al posto degli antidepressivi, consigliano uno o due biscotti secchi, non grassi, alle ore 19:00, da associare alla assunzione del calcio modulatore.
I biscotti, assunti a quell'ora, mezz'ora più o meno, servono ad aumentare la permeabilità, dell'amminoacido triptofano, a livello della barriera ematoencefalica.
Quest'ultimo aminoacido infatti, già assunto per altri alimenti, è il precursore essenziale per la produzione di serotonina, il neuro-ormone, neurotrasmettitore, di cui si andrebbe a stimolare la maggiore biodisponibilità centrale con l'antidepressivo.
In ultimo non turbi il dato di fatto che, la rinite vasomotoria possa essere trattata in setting psicoterapeutici: infatti più spesso, tale disturbo, si accompagna a vissuti di stati di ansia di prestazione associati.
A livello neurochimico il responsabile è il neuro ormone DBI, che, per eccesso di biodisponibilità di ione calcio centrale, non modulato dalla serotonina, non supporta adeguatamente il sistema ad Acido Gamma-amino Butirrico, GABA, facendo prevalere il sistema Noradrenergico Centrale.
Questo si traduce, sempre a livello neurochimico, in una attività Adrenergica periferica, in tal caso topica, il naso, tale da dar luogo ad una vasocostrizione, a cui seguirà, per compenso, una vasodilatazione vagotonica, colinergica, tale da aumentare la perfusione delle ghiandole escretrici, sempre in questo caso nasali, in grado di promuovere quella costellazione di sintomi che si chiama rinite vasomotoria.


In Fede
A Disposizione

Alessandro Dr. Roscetti
[#3] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Ferma restando l'eccellente interpretazione patogenetica dei Colleghi, non trascurerei il fenomeno della cross-interazione con alimenti ed additivi... Suggerisco l'esecuzione di un test ad hoc per le intolleranze alimentari, oltre ad un approccio immuno-modulante mirato al sistema GALT dell'intestino tenue: Istamina e placche del Peyer in diluizione omeopatica 10 DH.
Saluti.
[#4] dopo  
Prof. Matteo Basso
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GENOVA (GE)
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Concordo con i colleghi.
Saluti
[#5] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Caro amico, ha poi risolto con l'intervento sull'intestino tenue?