Il piercing è una pratica ormai comune che viene considerata dai più un semplice atto "cosmetico" ma che invece è equivalente di fatto ad un piccolo intervento: può avere complicazioni molto serie...

La moda del piercing risulta ampiamente diffusa soprattutto nelle generazioni più giovani. Una indagine Eurispes condotta nel 2003 su 3000 ragazzi tra i 12 ed i 18 anni, rilevava che oltre il 20% di essi erano portatori di piercing.

A fronte di questa non trascurabile diffusione, facendo valutazioni dal punto di vista sanitario, si ha la percezione che la metodica venga presa in considerazione senza la sufficiente conoscenza ed informazione circa i rischi e le conseguenze ad essa legati,  la competenza dell’”operatore” e quasi sempre in assenza di qualunque garanzia sul rispetto delle norme igieniche.

Ciò appare tanto più incredibile nel momento in cui per atti medici di invasività comparabile, per altro finalizzati al mantenimento o ristabilimento dello stato di salute, l’etica professionale e la legge impongono severe norme e l’ottenimento di un circostanziato consenso informato da parte del paziente.

Sarebbe quindi opportuno che chi decidesse di farsi applicare un piercing fosse reso consapevole che sta per compiere un’azione invasiva che determinerà sul proprio corpo variazioni quasi sempre irreversibili e che resterà esposto, non solo nel corso dell’applicazione ma anche in seguito, alla possibilità di conseguenze e complicazioni anche rilevanti e potenzialmente gravi.

Il Ministero della Salute ed alcune Regioni sono in più occasioni intervenuti sulla questione con l’emanazione di norme operative, nell’impossibilità di individuare specifici atti legislativi per una attività che non è classificabile tra le professioni sanitarie, quanto piuttosto tra le pratiche artigianali.

 

Il Piercer

Nonostante che l’attività di tatuatore-piercer comporti il possesso di una specifica licenza da parte della Camera di Commercio corredata da certificazione della Regione (e quindi della ASL competente), nella realtà chiunque allo stato attuale può accreditarsi la competenza necessaria all’applicazione di un piercing ed effettuare in qualunque ambiente sul corpo di un individuo manovre invasive, che rappresentano veri e propri atti chirurgici, in assenza di comprovata conoscenza dell’anatomia, delle norme di igiene, sterilità ed asepsi, nonché delle capacità tecniche atte ad individuare eventuali complicazioni e sapervi porre rapido ed efficace rimedio.

Molto diffuso è anche il ricorso a familiari, amici o addirittura al “fai da te”.

 

L’igiene

I concetti di sterilità e asepsi sono in realtà assai più complessi di quanto si possa comunemente pensare e richiedono ambienti e strumentari adeguati, oltre che uno specifico percorso di apprendimento e di training.

Troppo spesso invece, a causa di grave disinformazione sulla materia, ci si contenta di affermazioni rassicuranti del tipo “il posto è pulito e il piercer usa anche i guanti…” (!!), quando non si assista alla pratica anche in profumerie, chioschi, fiere, ecc., senza la benché minima precauzione su questo piano.

Il praticare un foro sulla superficie dell’organismo può comportare in questo senso diverse possibilità:

- sanguinamento con possibile contaminazione dell’operatore, dello strumentario e dei successivi avventori;

- contaminazione del sito da parte di microrganismi ambientali o veicolati dall’operatore stesso;

- comunicazione con zone del corpo normalmente settiche;

- contaminazione mediante strumenti non sterili. Basti pensare che il solo uso di aghi non sterilizzati o, meglio ancora monouso,  comporta un rischio del 16% di contrarre l’epatite B, del 12% di contrarre l’epatite C e dello 0,5% di contrarre l’AIDS.

 

Possibili lesioni e complicazioni

Alcune zone del corpo, nelle quali vengono comunemente applicati piercing risultano particolarmente critiche e sono in molti casi sede di formazioni vascolari nervose e cartilaginee, la cui lesione può comportare pericoli immediati oltre che danni anatomici non reversibili con conseguenze funzionali anche importanti:

Arterie del visto e della testa

Arcata sopraccigliare: zona percorsa da arteria sopraccigliare e arteria angolare del naso; la lesione di questi vasi comporta un sanguinamento importante il cui controllo può risultare impegnativo anche per un Chirurgo.

- Orecchio: l'infezione della cartilagine può determinare una pericondrite, affezione difficile da trattare e che, se non curata adeguatamente, provoca un vero ascesso, fino ad arrivare alla distruzione della cartilagine stessa con esiti estetici invalidanti.

piercing orecchio cheloidi

Lingua: rischio elevato di sanguinamento, ostruzione delle vie aeree causata dall'edema  post-inserzione, ulcerazione, alterazione del gusto e della sensibilità, interferenze con il linguaggio e la masticazione, possibile ingestione o inalazione di corpo estraneo.

piercing lingua

- Naso: mettendo in comunicazione le strutture cartilaginee e cutanee con le cavità nasali, sede di flora batterica, le possibilità di infezione e di infiammazione della cartilagine (condrite) sono elevate.

piercing naso

- Labbra: sanguinamento, infezione, infiammazioni e recessioni gengivali, periodontite, rottura di elementi dentari.

Piercing labbra

- Capezzoli: infezione, deformazione o lesione di dotti galattofori con ostacolo all’allattamento.

piercing-capezzoli

- Ombelico: il rischio di infezione in questa sede è elevato; la sua conformazione non sempre è adatta al posizionamento di piercing; l’esistenza di ernie potrebbe non risultare riconosciuta per insufficiente esperienza con pericolo di lesioni viscerali; la presenza del monile può creare problemi in gravidanza, ostacolare alcuni movimenti e interferire con gli abiti.

Piercing ombelico

- Genitali: lesioni uretrali, infezione, disfunzione sessuale, lesioni al partner, lacerazione del preservativo.

 

Altre complicazioni possono essere rappresentate da:

- Reazioni allergiche ai metalli (nichel)

- Lesioni da “strappo”

- Dolore cronico

- Formazione di cheloidi

- Migrazione e/o incarceramento del piercing

- Propagazione di infezioni all’encefalo

- Patologie funzionali del tratto digerente: le sedi di applicazione possono coincidere con punti di agopuntura o auricoloterapia con interferenza riflessologica: i piercing sono infatti per lo più metallici e, come gli aghi da agopuntura, determinano una variazione elettromagnetica locale che, in punti precisi, esplicano effetto a distanza, mediato dal sistema nervoso, sui visceri.

- Complicazioni cardiache:  la ormai grande diffusione del piercing ha permesso di rilevare quanto questa pratica possa essere pericolosa per le persone con disturbi congeniti al cuore, difetti valvolari (stenosi, insufficienza ecc.), ma soprattutto portatori di protesi valvolari; queste condizioni andrebbero preventivamente conosciute o identificate e per queste persone sarebbe ragionevole rinunciare al piercing.

Pircing

Per concludere una panoramica di alcuni dei consulti richiesti sull’argomento dagli Utenti di questo sito:

 

Le immagini sono tratte da: