Definire la causa per cui è comparsa la diarrea è fondamentale per una terapia efficace

A tutti almeno una volta nella vita è capitato un episodio di diarrea, in genere di breve durata e a risoluzione spontanea; il problema tuttavia può essere ben più serio se pensiamo alla diarrea infettiva infantile come causa di mortalità infantile nei paesi in via di sviluppo.

diarrea 1La diarrea può essere definita come emissione di feci liquide o semiliquide tre o più volte al giorno.

E' essenziale distinguere la forma acuta, che compare improvvisamente ed in genere non dura più di 5-10 giorni, dalla forma cronica di lunga durata.

Esistono cinque meccanismi completamente diversi secondo i quali può comparire diarrea e spesso due o più meccanismi possono essere presenti nello stesso paziente, in particolare si distingue:

  • diarrea secretoria: in questo caso l’ intestino riversa più liquidi al suo interno o ne assorbe meno sia a livello dell’ ileo, sia a livello del colon. E’ in genere causato da malattie infettive quali ad esempio il colera.

  • diarrea osmotica:una quantità eccessiva di acqua viene richiamata dal sistema circolatorio nel lume intestinale per la presenza di sostanza contenute nel lume stesso (intolleranza al lattosio ad esempio) o assunzione di lassativi osmotici.

  • diarrea motoria: l’ aumento della motilità intestinale è il meccanismo alla base del fenomeno con conseguente ridotto tempo di assorbimento come succede ad esempio nel colon irritabile

  • diarrea infiammatoria: la mucosa intestinale è infiammata come conseguenza in genere di un’ infezione o di una malattia infiammatoria intestinale cronica (morbo di Crohn, colite ulcerosa) o di varia natura

  • dissenteria associata in genere a sangue e conseguente a infezioni da Salmonella, Shigella o Entoameba hystolitica

 

Il problema fondamentale della diarrea soprattutto acuta è che può provocare anche rapidamente disidratazione con conseguenze serie soprattutto nel bambino e nel paziente anziano.

 

Cause di diarrea

Le cause possono essere svariate e molto diverse tra loro, riassumibili in sintesi in:

  • infezioni batteriche (ad esempio tifo)
  • infezioni virali (comuni nel bambino)
  • infezioni parassitarie (ad esempio Giardia Lamblia)
  • malattie intestinali funzionali (classica la sindrome dell’ intestino irritabile)
  • malattie infiammatorie croniche intestinali (colite ulcerosa e morbo di Crohn)
  • intolleranze alimentari ( al lattosio, celiachia)
  • secondarie a farmaci (antibiotici, chemioterapici, antiacidi contenenti magnesio ad esempio)
  • esiti di interventi chirurgici (resezioni ileali ad esempio )
  • cause endocrine ( ipertiroidismo, diabete)
  • cause vascolari (insufficienza mesenterica)
  • neoplasie (linfomi, carcinomi intestinali)
  • malattie immunitarie ( gastroenterite eosinofila)

ed altre cause meno comuni.

 

In modo vario alla diarrea si possono associare dolori addominali a crampi, nausea,febbre con brivido e a volte perdite ematiche.

I segnali di allarme che possono indicare disidratazione ai quali prestare attenzione sono la sete, la ridotta emissione di urina in genere di colore scuro, la pelle secca, la debolezza i capogiri .

In questi casi, oltre che quando la diarrea persiste per più di due giorni, è presente febbre, dolore addominale, sangue o pus misto a feci è indicato rivolgersi al medico anche dopo un singolo episodio acuto.

La valutazione medica e specialistica gastroenterologica comprenderà un' anamnesi ed esame obiettivo, in genere una o piu' coprocolture, esami ematici mirati in base al quadro clinico, esami endoscopici ed ulteriori accertamenti specifici al singolo caso.

Al di fuori della fase acuta, dove la terapia deve mirare soprattutto a compensare l' equilibrio idroelettrolitico, la terapia della diarrea cronica sarà mirata al meccanismo per cui si è determinata.

Infine frequentemente la diarrea è il sintomo di esordio di una patologia sottostante non diagnosticata non necessariamente a partenza gastrointestinale, è quindi l' occasione per porre una diagnosi precoce ad esempio di un ipertiroidismo.