I polipi del collo dell'utero, rappresentano una delle più frequenti patologie benigne dell'apparato genitale femminile.

Cosa sono i polipi del collo dell'utero?

I polipi del collo dell'utero, rappresentano una delle più frequenti patologie benigne dell'apparato genitale femminile.Si riscontrano più frequentemente in donne di età compresa tra i 40 e i 50 anni.Hanno una forma più o meno allungata, possono essere singoli o multipli, la loro lunghezza varia da pochi millimetri a 2-3 centimetri, eccezionalmente possono raggiungere dimensioni maggiori, e hanno un colore che va dal rosa al rosso scuro.

 

Quali sono i fattori che possono favorire l'insorgenza di questi polipi?

Esistono svariati fattori che possono favorire la comparsa di queste formazioni, come le infiammazioni croniche, traumatismi e stati di iperestrogenismo (aumento degli estrogeni) cronico.

 

I polipi possono diventare maligni?

La degenerazione maligna è possibile, ma avviene raramente, nel 0,2-4% dei casi, per questo motivo, una volta diagnosticati, è meglio asportarli il prima possibile.

 

Quali sono i sintomi dei polipi?

Nella maggior parte dei casi, sono asintomatici, e la loro diagnosi avviene occasionalmente nel corso di una visita ginecologica di routine, o per fare un pap test, a volte invece, specie se sono maggiormente vascolarizzati, si possono creare processi ulcerativi sulla superficie, che determinano la comparsa di perdite di sangue, specialmente dopo i rapporti sessuali, o dopo aver fatto lavande vaginali. In alcune pazienti possono verificarsi abbondanti perdite vaginali di colore bianco giallastro (leucorrea).

 

Come si effettua la diagnosi?

Si effettua appunto tramite una visita ginecologica, che mette in evidenza la presenza di queste formazioni che protrudono dal collo dell'utero. La diagnosi va poi completata però tramite l'esecuzione di un'isteroscopia, che è un esame che consente, attraverso l'introduzione di uno strumento, l'isteroscopio, di visualizzare perfettamente l'interno del collo e della cavità uterina.

In questo modo, è possibile individuare la presenza di altri polipi più interni e quindi non visibili dall'esterno con la semplice visita, e di altre patologie uterine, come fibromi o iperplasia endometriale, con cui i polipi cervicali possono essere associati.

 

Una volta fatta la diagnosi, quale è la terapia consigliata?

La terapia è di tipo chirurgico, e consiste nell'asportazione del polipo. La tecnica chirurgica ottimale è la resezione per via isteroscopica, fatta cioè con lo stesso strumento utilizzato per fare la diagnosi, l'isteroscopio.

Con questa tecnica, non invasiva, è possibile avere una visione diretta dell'interno dell'utero, e questo consente di asportare completamente il polipo con la sua base di impianto.

E' molto importante sottolineare l'asportazione della base di impianto, perchè in passato, quando ancora non c'era l'isteroscopia, i polipi venivano asportati per torsione con delle pinze ad anelli in ambulatorio, o tramite raschiamento, ma in questo modo spesso succedeva di lasciare la base di impianto, proprio perchè non si aveva una visione completa del polipo, che poi a distanza di tempo si riformava.