E’ noto che le prime manifestazioni di efficacia di una terapia antidepressiva, che siano facilmente rilevabili clinicamente, emergono dopo almeno 3 settimane di assunzione di un farmaco antidepressivo tradizionale. Alcuni anni fa, è emerso che alcune molecole come la ketamina, un anestetico generale usato illegalmente (e pericolosamente) come sostanza d’abuso, erano in grado di indurre un potente e rapido effetto antidepressivo quando somministrate in particolari condizioni cliniche controllate. Da quel momento la ricerca ha posto particolare attenzione su quali fossero i meccanismi neurochimici alla base di tale effetto, con lo scopo di comprenderne il funzionamento e di sviluppare una nuova classe di farmaci antidepressivi (alcuni dei quali già in fase di sperimentazione) che possano garantire un effetto in pochi giorni, invece che in poche settimane.

In questo panorama si inserisce l’importante studio pubblicato sulla celebre rivista scientifica Biological Psychiatry, effettuato dai ricercatori della Yale University School of Medicine, i quali hanno individuato la molecola chiave che innesca l’azione antidepressiva rapida.

Studiando gli effetti della scopolamina, un antagonista dei recettori muscarinici dell’acetilcolina in grado di indurre (in condizioni cliniche controllate) un rapido effetto antidepressivo, simile a quello della ketamina, i ricercatori ne hanno individuato il mediatore, un complesso molecolare chiamato mTOR (mammalian target of rapamycine, bersaglio della rapamicina nei mammiferi).

L’importanza di questa scoperta sta nel fatto che due farmaci che innescano un’azione antidepressiva rapida, molto diversi tra loro, come la ketamina e la scopolamina, hanno lo stesso meccanismo d’azione. Pertanto, sarà possibile, in un futuro prossimo, elaborare molecole antidepressive che possano avere una rapidità d’azione impensabile sino ad oggi e che agiranno su questo specifico target molecolare, presente in particolare a livello della corteccia prefrontale, una delle aree del cervello particolarmente implicate nella regolazione dell’umore e delle emozioni.

E’ importante ricordare che, al momento, nessun uso clinico delle molecole menzionate è autorizzato, al di fuori delle condizioni sperimentali, rigidamente normate e controllate.

 

Fonte: Bhavya Voleti, Andrea Navarria, Rong-Jian Liu, Mounira Banasr, Nanxin Li, Rose Terwilliger, Gerard Sanacora, Tore Eid, George Aghajanian, Ronald S. Duman. Scopolamine Rapidly Increases Mammalian Target of Rapamycin Complex 1 Signaling, Synaptogenesis, and Antidepressant Behavioral Responses. Biological Psychiatry, 2013; 74 (10): 742 DOI: 10.1016/j.biopsych.2013.04.025