La salute, a quanto pare, non è neutra, ma segue il genere sessuale.

Esistono delle malattie psico-fisiche che colpiscono di più gli uomini ed altre le donne, ed ancora, terapie che si coniugano meglio al maschile ed altre al femminile.

Uomini e donne, senza dubbio, siamo biologicamente differenti, ed evidentemente, ci ammaliamo prima e ci curiamo dopo, con modalità diverse.

Noi donne abbiamo malattie e disagi dovuti al menarca, al parto ed al dopo parto, problematiche psichiche relative alla possibile depressione post-partum ed alla sua risoluzione, ed ancora, problematiche uro-ginecologiche spesso invalidanti e strettamente correlate al concetto di salute sessuale.

Per non parlare poi di disfunzioni sessuali come il vaginismo, la dispareunia e problematiche ginecologiche come la vulvodinia.

Senza dimenticare l'osteoporosi ed il tumore al seno, con le sue variabili chirurgiche, psichiche e di coppia.

Anche l'infertilità viene vissuta e gestita con modalità differenti dall'uomo e dalla donna.

Per questi motivi da diversi anni, ed adesso anche in Italia, si parla di "medicina di genere", una sorta di medicina intelligente che si coniuga agli uomini ed alle donne garantendo la massima attenzione alla differenziazione sessuale, in fase diagnostica e di cura.

 

Dal 2007, grazie al lavoro svolto dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna, ogni anno vengono premiati con il bollino rosa gli ospedali che sono particolarmente attenti a patologie al femminile.

Il nuovo network è composto da ben 230 ospedali suddivisi in tutta Italia: www.bollinirosa.it

L'attenzione, la competenza e la cura è garantita ed il bollino rosa sta a significare che l'ospedale ha superato tutta una serie di test volti a garantire la massima efficacia ed empatia del servizio offerto.

L'università di Padova vanta la prima cattedra di Medicina di genere del nostro paese, la seconda in tutta Europa (gendermedicine.org), con lo scopo di formare e di formare i clinici su tematiche così complesse e sfaccettate come la medicina di genere.

Segue il gruppo italiano di Roma e di Bari, giseg.org.

In un momento storico caratterizzato dal "sesso liquido", dalla teoria dei gender e da tantissimi altri livelli di fusione e confusione tra i sessi, uno sguardo attento alla biologia ed alla differenziazione sessuale, mi sembra un vero traguardo.

 

Una medicina ed una psicologia attente al genere sessuale.

Un altro fattore da non sottovalutare è la comprensione di come uomini e donne - per educazione ricevuta, per bagagli esperenziali ed esistenziali, per cultura e per genere sessuale - reagiscano con modalità differenti al dolore ed alle malattie, attivando o meno, risorse e resistenze.

La medicina di genere - mai disgiunta dallo studio della psiche del paziente - approfondisce le differenti modalità con cui uomini e donne si relazionano alla malattia, analizzando gli "stili di coping" (il coping è quel processo messo in atto dal paziente, rappresentato da un insieme di strategie mentali, emozionali e comportamentali attuate per fronteggiare una certa situazione, spesso drammatica come una malattia, e non sempre sono di tipo adattivo).

Oggi numerosi organismi ed importanti istituzioni internazionali (OMS, ONU, FDA, NHI, Commissione Europea) dedicano all’argomento "medicina di genere" svariati progetti di ricerca, ed anche la letteratura internazionale evidenzia la necessità di mostrare una particolare attenzione alle problematiche inerenti il genere sessuale, per l'aspetto epidemiologico e psico/sociale.

Gli studi al femminile sono sempre stati affetti dalla "sindrome da bikini", si sono cioè concentrati sul seno e sull'apparato uro/ginecologico della donna, ma la donna ha tanti altri organi ed anche una psiche! (senza mai dimenticare la dimensione della maternità).

Il primo aspetto della prevenzione è sicuramente quello correlato al concetto di “promozione di salute”.

La “promozione di salute al femminile” si estende a svariati ambiti:

salute generale, salute sessuale, salute uro-ginecologica, prevenzione di MST, visite gratuite al seno e visite ginecologiche, un'adeguata contraccezione, la prevenzione - mediante campagne di educazione emozionale e sessuale - di IVG (interruzione volontaria di gravidanza) o dell'assunzione a cuor leggero della pillola del giorno dopo ed una promozione, soprattutto per le adolescenti, di una sessualità consapevole.

Da donna, oltre che da clinico, questo sguardo al femminile, certificato dal bollino rosa, mi fa davvero sentire protetta.