Alcune femmine hanno il pene!

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 03 maggio 2014Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2014

Tranquilli e rilassatevi!  Si tratta per il momento solo di femmine che appartengono ad una particolare specie di insetti del genere Neotrogla (Psocodea: Prionoglarididae), detti anche “insetti delle grotte”, scoperti in Brasile e studiati da un gruppo di ricercatori provenienti dal Giappone, dalla Svizzera e, appunto, dal Brasile, i quali hanno recentemente pubblicato i loro risultati su Current Biology.

giovanniberetta_Insetto_femmina_con_pene_Neotrogla_curvata
Neotrogla- Insetto delle grotte

Gli insetti valutati hanno i loro genitali a sesso invertito, cioè le femmine hanno il pene mentre i maschi hanno un organo genitale esterno che ricorda una vagina.

Anche il rapporto sessuale quindi avviene con modalità rovesciate: cioè la femmina introduce il suo pene , chiamato anche gynosoma, nella vagina, piuttosto stretta, del maschio ed inizia un rapporto che può durare anche 2-3 giorni (per queste femmine niente eiaculazione precoce!); una volta penetrato il maschio, il pene della femmina si gonfia e con alcune strutture, a forma di “spina”, si aggancia tenacemente alle pareti della vagina maschile; fatto questo, il gynosoma assorbe lo sperma, presente nella vagina del maschio, in quantità importanti per fecondare i propri ovociti; in sintesi tutta la complessa fase dell’accoppiamento è sotto lo stretto controllo della femmina mentre il maschio è completamente passivo.

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Pene di femmina di Neotrogla (Yoshizawa et al.)

I ricercatori, a questo punto, si sono fatti alcune domande: perché questi animali avrebbero sviluppato, nel loro ciclo evolutivo, organi sessuali “invertiti”? Perché questi insetti con femmine attive ed “aggressive” hanno a loro disposizione peni così complessi ed “elaborati”?

Le risposte certe, a queste domande, ancora non sono state trovate ma alcune ipotesi sono state già formulate; la più importante di queste è che durante il rapporto sessuale molto prolungato (dalle 40 alle 70 ore) una buona quantità di eiaculato, prodotto dalla vagina maschile e ricco di sostanze nutrienti, venga trasferito dal maschio alla femmina; questo fornirebbe così elementi importanti, in un ambiente molto povero di risorse, sia per il loro nutrimento sia per la produzione dei gameti femminili, cioè gli ovociti. Altra ipotesi è che in questi insetti l’evoluzione rovesciata dei genitali è guidata anche da una selezione sessuale rovesciata dovuta, sembra, alla presenza di femmine aggressive le quali competono appunto per ottenere le sostanze “nutrienti”, presenti nel liquido seminale.

Altre analisi genetiche, studi di fisiologica comparata e ricerche comportamentali con insetti simili, quasi sicuramente porteranno a chiarimenti ed informazioni più precise e corrette; rimane a noi la curiosità di aver trovato delle femmine, anche se appartenenti al mondo degli insetti, con un pene.

 

Fontehttp://www.cell.com/current-biology/abstract/S0960-9822(14)00314-5

Per approfondire:

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

23 commenti

#1
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Anche le femmine umane hanno il pene, si chiama clitoride. Il fatto che non avvenga la penetrazione femminile nella specie umana non impedisce alle femmine umane di avere il pene. Ce l'hanno ma non lo usano, o meglio lo usano in altro modo. Persino il numero delle terminazioni nervose è uguale a quelle del pene maschile. Ed il clitoride può essere a riposo oppure eretto a seconda dell’eccitazione sessuale così come il pene dell'uomo.
Anzi qualcuno dice che è il clitoride a causare l’orgasmo femminile, così come nell’uomo è il pene; le donne che parlano di orgasmo vaginale sono perciò un po’ confuse, il punto G è una baggianata mediatica che forse ricorda lo spot di biscotti d’altri tempi.
Si vede che Freud non se n’è mai accorto, visto che cianciava di invidia del pene delle donne.

#2
Utente 344XXX
Utente 344XXX

PS
Questo qualcuno è per es. il dr Vincenzo Puppo.

#3

Se è vero che dopo la morte ci si trasforma in animali, spero di trasformarmi in una femmina Neotrogla :-)))

Mi sembra di aver capito che comunque è la femmina poi a condurre la gravidanza e a partorire, altrimenti perchè l'<essere> con il pene dovrebbe essere definito "femmina" e quello con la vagina "maschio"?

Per l'utente 344617: l'invidia del pene, sostenuta da Freud, va intesa come invidia della penetrazione e, per diversi aspetti psicologici, l'invidia della supremazia dell'uomo sulla donna.

Seppur è controversa l'identificazione anatomica del punto "G", esso sarebbe stato identificato internamente, pressappoco dietro il clitoride, in una struttura al tatto simil-spugnosa che, in effetti, se stimolata, aumenta di molto l'eccitazione facilitando l'orgasmo femminile, (in assenza, ovviamente, di situazioni cliniche e psicologiche avverse).

Buona giornata

#4
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,
il clitoride è una struttura anatomica che forse ricorda un piccolo glande, senza uretra, incapace a penetrare e comunque non è la struttura complessa, vista in questi insetti femmine, capace di penetrare l'organo sessuale vaginiforme dei loro "insetti maschi".
Sul punto G la rimando alle sintetiche ma sostanzialmente corrette informazioni, fornite dal collega Migliaccio.
Una buona domenica.

#5
Utente 344XXX
Utente 344XXX

"Hans e io siamo passati davanti a un cavallo che orinava e lui ha detto 'Il cavallo ha il pipino di sotto, come me'. Mentre osservava la sorellina di tre mesi, che faceva il bagno, ha detto con tono di compassione: 'Ha il pipino piccolo piccolo'. Gli abbiamo dato una bambola per giocare. Lui l'ha spogliata, l'ha esaminata accuratamente e ha detto: 'Anche lei ha un un pipino piccolissimo".
(La psicoanalisi infantile. Freud)

Gentile dr. Beretta
in fondo è solo questione di definizioni, lei lo chiama clitoride, qualcun altro pene femminile. Il fatto che non abbia funzione penetrativa nè eiaculativa non significa nulla, perchè qualunque maschio ha un pene a prescindere dalla penetrazione e dall'eiaculazione, anche un bambino ha un pene, nessuno discute questo fatto. E non è che si possa dire che la femmina umana adulta abbia un pene infantile visto che avviene il rigonfiamento della parti intime eccitate. Questo organo non rappresenta dunque un pene passivo, ancorchè non possa penetrare nè eiaculare.
Saluti.

#6

Allora è solo questione di definizione? Il clitoride si può chiamare pene femminile come il pene si può chiamare clitoride femminile?
Quindi se qualunque maschio ha un pene, possiamo anche dire che qualunque maschio ha un clitoride?
Però la definizione che distingue tra pene e clitoride non è solo anatomica, ma soprattutto fisiologica per cui esse sono strutture diversissime sia anatomicamente che fisiologicamente.

Un'altra analogia è quella delle mammelle. Anche l'uomo ce le ha, ma sono piccole, quindi la differenza (solo esterna) è solo anatomica per forma e dimensioni?
No di certo! Le funzioni e le strutture anatomiche ad esse correlate sono diversissime, esattamente come la differenza tra pene e clitoride.

#7
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Dal punto di vista dell'orgasmo e dal piacere sessuale che ne deriva queste due appendici anatomiche non sono poi così differenti, E non si capisce perchè il discrimine funzionale e anatomico debba prevalere su quello del piacere sessuale, sempre che l'orgasmo non abbia alcuna funzione.

#8
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Anche se la scienza discrimina la funzione di una parte anatomica in un modo, non impedisce che il discrimine oggi prevalente sia di altra natura. La stimolazione del pene nell'uomo e nella donna del clitoride ottiene il medesimo voluto effetto, ed in questo qualsiasi discrimine è vanificato. Sono perciò due prospettive ugualmente valide: nella prima il corpo della donna viene descritto quale ricettacolo di vita, nell'ultima come fonte di piacere per la stessa donna.

#9
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,
purtroppo devo ricordarle che, sia dal punto di vista dell'orgasmo che del piacere sessuale, queste "due appendici anatomiche" nell'uomo ed in generale nei mammiferi, purtroppo sono molto differenti; pensi solo alle modalità in cui un uomo ha la sua regolare risposta sessuale, orgasmo finale , stop e poi una fase di recupero con latenza riposo assoluti che purtroppo aumentano con l'età.

#10
Dr. Chiara Lestuzzi
Dr. Chiara Lestuzzi

Mi ha fatto venire in mente il film "L' uomo che cadde sulla terra" con David Bowie. Se ben ricordo: Quando l' alieno rivela alla ragazza che si è innamorata di lui di appartenere a un'altra specie e lei gli chiede di fare l' amore come lui è abituato a fare, lui la porta in una vasca e lo sperma gli esce da tutti i pori, per essere poi assorbito dalla femmina. Lei scappa schifata...

#11

Mi permetto di aggiungere che la donna può avere più orgasmi durante un rapporto sessuale e più rapporti sessuali anche a breve distanza uno dall'altro.
Nell'uomo, anche per il gigolò con la migliore permormance, non è possibile.
Gentile Utente, è solo una questione di terminologia anatomica?

#12
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Gentile Giovanni Beretta
questo è un discrimine quantitativo e non qualitativo che semmai fa crollare definitivamente la credenza che l'uomo sia più ipersessuato della donna, ovvero che il primo possa godere del piacere sessuale nudo e crudo senza affetti a differenza dell'ultima. Idem per gli orgasmi multipli della donna. Il fatto che la causa anatomica dell'orgasmo femminile sia individuata nel clitoride, ci dice che questa parte anatomica femminile corrisponde al pene maschile, secondo la categoria del piacere sessuale. E guarda caso questa parte somiglia anatomicamente alla controparte maschile molto più della vagina, costituendo cmq una protuberanza che, se non mi sbaglio, si sviluppa ontogeneticamente allo stesso modo.
E questa evidenza prescinde dal numero di orgasmi consecutivi possibili, dalla latenza, dalla funzione procreativa del sesso o da altro, che restano legati alla funzione procreativa del sesso e non, diciamo così, alla ricreativa, la cui importanza per una specie ipersessuata come quella umana non è secondaria.

#13
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Dr Chiara Lestuzzi
il discrimine di genere del piacere sessuale quantitativo con gli orgasmi multipli delle donne e l'assenza del periodo di riposo necessario all'uomo, dimostra che la donna resta spesso, non schifata, ma insoddisfatta del rapporto sessuale, in quanto predilige la quantità alla qualità, a differenza degli uomini. Se fosse così sarebbe il contrario di ciò che si è sempre creduto; inoltre la donna incolperebbe ingiustamente per la sua insoddisfazione l'uomo per non ammettere questa evidenza. Ancora non siamo così maturati evolutivamente da sentire una donna confessare di aver mollato una scoreggina in ascensore (è sempre colpa di un uomo o di un bambino), figuriamoci ammettere una cosa del genere, soprattutto in Italia dove vige il mito della donna-madre-tuttofare-chioccia.
Saluti.

#14
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile utente,
l'affermazione che lei sviluppa: "il fatto che la causa anatomica dell'orgasmo femminile sia individuata nel clitoride, ci dice che questa parte anatomica femminile corrisponde al pene maschile", non è esatto il o la clitoride è il o la clitoride come il pene è il pene con caratteristiche anatomiche e funzionali tutte particolari e specifiche per entrambe le strutture considerate.
Anche la sua informazione: ..."si sviluppa ontogeneticamente allo stesso modo." purtroppo non è sufficiente per renderle strutture anatomiche equivalenti; sarebbe come dire che la vagina è uguale all'otricolo della prostata!
Cordiali saluti.

#15
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Gentile dr Giovane Beretta
In effetti la sua ultima affermazione è esattamente ciò che sostiene il dottore di cui dicevo, suo collega anatomista o quello che è, ripeto dr. Vincenzo Puppo che pare abbia fatto delle pubblicazioni a tal proposito. E si spinge anche oltre, ma qui vedo che parliamo due linguaggi affatto diversi. Il sottoscritto non è Puppo nè un anatomista nè un medico, ma un semplice uomo. Ma è possibile che voi scienziati non vi rendiate conto della valenza metafisica del corpo ed in particolare di certi suoi organi?
Voi credete di aver sconfitto definitivamente la metafisica quando invece ci annaspate dentro senza rendervene conto.
Funzionali alla procreazione, va bene ammettiamolo anche che il pene abbia questa innegabile funzione che il clitoride non ha. Ma una volta ammessa questa evidenza possiamo spingerci oltre l'animale uomo decidendo di discutere altrettanto scientificamente da uomini e da donne, visto che persino nei bonobo nella sessualità è multifunzionale, non riducendosi certo alla sola generativa?
Saluti.

#16
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,
grazie per il "Giovane" ma nelle sue argomentazioni vengono presi in considerazione ed esaminati molti aspetti della sessualità umana ed altro ancora ma su piani diversi (organici, "metafisici" ...) che esulano da questa news. Per altro le sue informazioni non sempre mi sembrano lineari e con qualche inesattezza a partire dal definire il collega Puppo un anatomista; a quello che mi risulta è un medico divulgatore, che si occupa di problematiche sessuologiche che per altro esulano non poco da questa mia news, e non ha alcuna specialità dichiarata in anatomia, forse questa è una informazione diretta che lei ha in quanto suo parente o collaboratore.

#17
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Gentile dr. Giovanni Beretta (stavolta ho azzeccato nome e cognome)
Innanzitutto vorrei precisare che non sono parente nè collaboratore del dr Puppo nè di qualsiasi altro medico. Diciamo che sono capitato qui per caso. Il fatto è che il suo incipit mi ha fatto pensare alla teoria del dr Puppo, dove lei vorrebbe tranquilizzare noi uomini che il pene femminile riguarda solo l'anatomia di questi insetti, e magari di altri, ma non di certo dell'uomo. Ebbene il dr Puppo, che si occupa eccome di anatomia, almeno delle parti intime sessuali, con tanto di disegnini esplicativi di comparazione tra i genitali maschili e femminili, sostiene esattamente il contrario. Evidentemente vuole agitarci o innervosirci quando parla di pene e scroto femminile e di vagina maschile, affari suoi, sta di fatto che in qualità di medico non anatomista e suo collega sostiene cosà, mentre lei sostiene così. Allora da che parte sta la ragione? Il mio unico peccato è la curiosità, ed ho portato un mio punto di vista che vorrebbe mediare le opposte posizioni che, se non mi sbaglio, tali rimangono. Lasciamo perdere la metafisica, ma se per metafisica si intende una visione complessiva della natura, dell'uomo e del rapporto con i suoi simili, che stabilisca i limiti entro cui elaborare teorie ed eseguire esperimenti, anche la scienza vuole la fede di un mondo particolare.
Saluti.

#18

Egr. signor 344617,
mi permetto ulteriormente di intervenire chiedendoLe quale importanza ha definire il clitoride, un pene femminile e il pene, un clitoride femminile.
Siamo d'accordo che entrambe le strutture procurano piacere, ma questo non è sufficiente per affermare (quanto meno a livello scientifico) che sono due organi sovrapponibili, anatomicamente e, soprattutto, fisiologicamente.
Per mio limite, non riesco a capire la finalità del Suo discorso o quello del tale dr. Puppo, da cui mi sembra Lei attinga.

Avevo accennato alle mammelle maschili e femminili, ma Lei, forse in attesa di consultare il dr. Puppo, non ha dato alcuna risposta.
Eventualmente ci illumini!

Buona serata

#19
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Mi sembra che il dibattito qui sollevato abbia un pò trasceso le informazioni contenute nella mia news.
Non ci sono posizioni contrapposte ma quelle sollevate dal nostro lettore sono questioni molto diverse e d anche complesse.
In estrema sintesi il clitoride non è un pene ed anche la struttura anatomica "peniforme" del nostro insetto femmina non è l'organo genitale "vaginiforme" del maschio di neotrogla.
Le posizioni metafisiche, sostenute dal nostro lettore e forse dal collega Puppo, qui poco ci azzeccano.
"La scienza non ha bisogno di fedi!" Come Galileo Galilei ammoniva.

#20
Utente 344XXX
Utente 344XXX

Gentile dr Giovanni Beretta
Se vogliamo irrigidirci sulla funzione univoca di un dato organo allora dovremmo chiederci a che serva il capezzolo dell'uomo visto che evidentemente non ha alcuna funzione di allattamento nè di altro genere. E qualcuno potrebbe dire lo stesso del clitoride, ovvero chiedersi che ci faccia quell’appendice sul corpo della donna visto che non le è riconosciuta alcuna funzionalità scientifica. Eppure nonostante tutto continua a restare lì dov’è senza apparente ragione funzionale. Vale lo stesso ragionamento per il petto dell’uomo munito di “inutili” capezzoli.
Inoltre anche se volessimo partire dall’assioma che il piacere non sarebbe una funzione riconosciuta scientificamente, o perlomeno che non abbia la medesima dignità di altre, nessuno può negare la fondamentale importanza che il piacere sessuale abbia nella prosecuzione della specie e nei rapporti umani e perciò nelle cosiddette scienze umane. E poi perchè l'eventuale mappatura anatomica del livello di piacere debba aver minore dignità scientfica di quella classica, non è dato di sapere. Mettiamo di confrontare le mappature anatomiche dei due sessi assegnando un punteggio del piacere, misurabile oggettivamente, alle diverse parti anatomiche. Negli organi con misurazione equivalente assegnamo una denominazione aggiungendo una lettera finale per identificare il sesso di appartenenza (M per maschio e F per la femmina). Siamo certi che il clitoride non sarà allora chiamato “pippoF” ed il pene “pippoM”? E se questa non è scienza, o almeno una scienza, allora cos’è?
Saluti.

#21
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,
la confusione regna sovrana nelle sue argomentazioni e mi fa sostenere cose che non mi sognerei mai di dire! "Funzione univoca", "funzionalità scientifica", "il piacere non sarebbe una funzione riconosciuta scientificamente", "la fondamentale importanza che il piacere sessuale ha nella prosecuzione della specie e nei rapporti umani" sono parole e frasi un pò sparate a caso in un contesto che nulla hanno a che fare, le ripeto, con la mia news.
Si rilassi e legga o meglio si rilegga il suo autore preferito!
Cordiali saluti.

#22
Ex utente
Ex utente

Ma il dott. Puppo chi è? Quello che sulla sua pagina facebook linka continuamente il ridicolo sito femminista/misandrico comunicazionedigenere?? Utente 344617, dai retta a me: tornatene da dove sei venuto e smettila di insozzare gli articoli del dott. Beretta con le tue teorie del politicamente corretto femminista a tutti i costi.
Ne approfitto anche per dire che non sono per nulla d'accordo col dott. Migliaccio, quando afferma che la donna può avere più orgasmi consecutivi. Prima di tutto l'orgasmo femminile è molto diverso da quello maschile e secondo non credo che esistano studi che confermino la teoria del multi-orgasmo femminile (almeno io non ne ho mai letti). Mi sembra un pò come la teoria del punto G propagandata per anni ed anni, teoria che poco tempo fa fu totalmente smentita http://www.lastampa.it/2012/06/13/scienza/benessere/un-indagine-conferma-che-il-punto-g-non-esiste-e-stato-inventato-anni-fa-senza-basi-scientifiche-bnjW2x7Dt8R0bAl6N138VJ/pagina.html

#23

#22
Il mio è ovviamente un concetto riduttivo della fisiologia dell'apparato genitale femminile.
Se per orgasmo femminile si vuole intendere l'acme del piacere esattamente sovrapponibile a quello maschile, sono d'accordo con Lei.
E' però indubbio che la donna può avere più rapporti sessuali consecutivi provando piacere, mentre l'uomo no.
La donna può avere più rapporti sessuali anche senza provare un piacere soddisfacente (ed anche fingere), mentre per l'uomo ciò non è possibile in quanto, come saprà, per iniziare e completare l'atto sessuale è necessaria una erezione valida.
La donna può subire violenza sessuale, mentre l'uomo no.

Una cosa però non mi torna, gentile 345283: Lei si domanda <Ma il dr. Puppo chi è?> e poi cita un suo articolo o riferimenti alle sue teorie?
Vi sono molte affermazioni vaghe ed errate come la possibilità di ampliare chirurgicamente l'ipotetico punto G, possibilità che il dr. Puppo giustamente esclude.
Citare una procedura anatomicamente e chirurgicamente impossibile, ammesso che qualcuno ne abbia descritto la tecnica ( e se lo ha fatto è solo per ottenere una qualche visibilità), ritengo però sia un grossolano espediente per riempire le pagine di qualche articolo, cui si vorrebbe dare dignità scientifica.

Sul punto G, quindi le discussioni e le teorie si sprecano, ma è indubbio che vi sono dei "punti" all'interno della vagina che, se stimolati, aumentano il piacere e contribuiscono a raggiungere un orgasmo molto intenso uguale o superiore a quello che si ottiene con la stimolazione del clitoride.

L'uomo e la donna sono, per fortuna di entrambi, sessualmente diversi e non si comprende quale vantaggio possa portare all'uno o all'altra, alla società, all'umanità, volerli equiparare.

L'uguaglianza va raggiunta nei diritti civili, nel lavoro, nella libertà individuale e collettiva.
Quella anatomica e sessuale lasciamola così com'è!

Buona G iornata

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