Napoli, bimbo soffocato dalla mozzarella

Dr. Lucio PiscitelliData pubblicazione: 20 marzo 2013Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2016

Una notizia di quelle che ti tolgono il respiro e lasciano mille interrogativi:

Come può accadere una cosa simile?

Qual è la sicurezza dei nostri bimbi negli istituti scolastici? Era possibile fare qualcosa per prevenire l’incidente o per salvare il bimbo?

Il dramma si è consumato in pochi minuti in una scuola situata a poche centinaia di metri dal più attrezzato Pronto Soccorso del meridione. Eppure non vi è stato il tempo di intervenire.

Col senno di poi si fanno mille considerazioni e ci si domanda quali manovre (che per altro sembrerebbe siano state anche messe in atto) avrebbero potuto sottrarre il piccolo al tragico destino.

Ritengo utile riportare qui il link ad un filmato nel quale molto efficacemente vengono illustrare le manovre di emergenza per “disostruire” un bimbo che abbia inalato un corpo estraneo e che tutti dovrebbero apprendere:

Credo tuttavia che maggiore attenzione potrebbe essere rivolta nell’addestrare il personale coinvolto anche all'immediato riconoscimento dell’emergenza e a come saper prendere in pochi attimi le giuste decisioni in un momento nel quale il panico e l’angoscia potrebbero rendere difficoltosa la percezione dell’emergenza ed ogni conquenziale decisione.

Autore

luciopiscitelli
Dr. Lucio Piscitelli Chirurgo vascolare, Chirurgo generale, Chirurgo d'urgenza

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso 2a FACOLTA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 13488.

7 commenti

#1
Dr. Stelio Alvino
Dr. Stelio Alvino

La Croce Rossa Italiana sta affrontando da anni l'argomento proprio con il collega Marco Squicciarini che ha "protocollato" tutte le manovre da fare nel bambino in queste drammatiche situazioni. Anche se la scuola era vicina al più attrezzato PS i secondi sono importanti e i minuti persi fatali.
Solo chi assiste all'evento da vicino, oltre che dare l'allarme, può tentare di salvare una piccola vita. Ma le manovre vanno conosciute bene nella teoria e messe in pratica in periodiche esercitazioni almeno da chi, per lavoro, è quotidianamente a contatto con i bambini.

#2
Utente 258XXX
Utente 258XXX

Buongiorno, grazie per il video. Ricordo di aver visto in Tv un servizio su queste manovre, riuscite, messe in atto da un bambino inglese o americano sul fratellino. Si metteva in evidenza che erano stati i genitori stessi gli insegnati del bambino. L'azienda mi ha fatto frequentare il corso anticendio e BLSD, però una cosa è l'intervento simulato, altro è l'ntervento reale; le esercitazioni di "richiamo" saranno fatte a distanza di tre e due anni ( risorse economiche permettendo). Qualche ora in meno di italiano o di geografia impegnate per queste esercitazioni non sarebbero ben impiegate o, pagate extra, ben spese?

#3
Dr. Lucio Piscitelli
Dr. Lucio Piscitelli

D'accordissimo con Stelio che in questi casi la "corsa" al Pronto Soccorso è inutile e dannosa, anche se esso, come in questo caso, è a breve distanza. Solo chi è presente sul posto può fare qualcosa, purché sappia cosa fare e conservi la sufficiente freddezza e determinazione.
Giustissima l'osservazione dell'Utente 258701 "una cosa è l'intervento simulato, altro è l'ntervento reale".
Io credo che la parte più difficile, soprattutto per un non "addetto ai lavori", sia rappresentata dal porre in pochi secondi il sospetto diagnostico (non sempre vi è immediata certezza di quello che sta accadendo) e prendere la decisione di iniziare le manovre di disostruzione. Forse gli sforzi degli istruttori dovrebbero insistere maggiormente su questi aspetti. Apprendere la tecnica delle manovre tutto sommato non è difficilissimo; più complicato apprendere come capire quando è necessario metterle in atto.

#4
Dr. Stelio Alvino
Dr. Stelio Alvino

Ti racconto una vicenda vissuta personalmente ma da testimone. Missione KFOR Kosovo 2011. Piccolo rinfresco organizzato a "Villaggio Italia" residenza del nostro contingente militare nei Balcani a Pec. Un vorace Milite addenta un panino con un boccone un po troppo grosso e improvvisamente diventa blu e porta le classiche mani al collo. Io (Rianimatore) poco distante non mi accorgo di nulla (c'è un po di gente) un suo commilitone, un semplice soldato che però aveva fatto tempo addietro nel suo pese un corso di primo soccorso, senza neanche pensarci due volte lo afferra da dietro e fa due/tre vigorose compressioni sull'addome fino a che dalla bocca del malcapitato non fuoriesce il bolo soffocante, Heimlich docet.
L'ho saputo poco dopo a giochi fatti. Mi sono complimentato con lui e il giorno seguente l'ho proposto per un "elogio" scritto da parte del Comandante che non ha esitato a soddisfare la richiesta. Non so sinceramente se io fossi stato in grado di agire con la stessa prontezza.
Solo per dimostrare che un corso ben fatto insegna anche a semplici persone ad apprendere il momento giusto per fare delle semplici manovre salvavita.

#5
Dr. Lucio Piscitelli
Dr. Lucio Piscitelli

Caro Stelio,
oltre venti anni fa in ospedale durante la pausa pranzo l'improvviso arrivo del primario (che poco gradiva questo tipo di "attività") indusse un "vorace" collega ad ingoiare rapidamente un boccone di carne che lo stava soffocando.
Inizialmente nessuno di noi capì la gravità della situazione ed anzi lo stesso Primario continuava a schernire il collega, finché questi cominciò a divenire cianotico tentando a gesti di farci comprendere quello che accadeva.
Le procedure messe in atto furono: allertamento della Rianimazione (due piani sotto); richiesta di intervento di infermieri e lettiga per il trasporto.
Mentre gli altri colleghi erano intenti in questo tipo di "soccorso", che col senno di poi sarebbe stato probabilmente mortale, volli tentare (devo dire senza porvi nessuna fiducia) la manovra di Heimlich, che allora non era molto conosciuta neanche tra gli "addetti ai lavori" come noi.
Mi riferirono poi di una scena alquanto comica per la posizione di necessità assunta alle spalle del collega, per altro ben più alto e robusto del sottoscritto: sta di fatto che, con mia grande sorpresa, dopo due o tre energiche compressioni il collega si divincolò dall' "abbraccio" portando le mani alla bocca ed espellendo il bolo che lo avrebbe portato a miglior vita.

#7
Dr. Lucio Piscitelli
Dr. Lucio Piscitelli

Ho ricevuto ieri in P.S. una donna alla quale era stata praticata la manovra di Heimlich (evidentemente in maniera impropria e non si sa se sicuramente indicata) con fratture costali.
Ora dobbiamo attenderci un'ondata di "psicosi da soffocamento" e di Heimlich-lesi ?

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