Due casi di HIV scuotono l'industria del Porno: i controlli sanitari sono sufficienti?

Dr. Luigi LainoData pubblicazione: 06 settembre 2013Ultimo aggiornamento: 09 settembre 2013

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Inutile nascondersi dietro ad un dito: l'industria della pornografia è una - se non la prima - delle più floride aziende per fatturato, in tutto il globo terrestre.

In america, questa economia macina migliaia di miliardi di dollari all'anno e anche in Italia i fatturati stimati superano di gran lunga le nove cifre (in euro..).

La notizia di queste ore, che ha causato un vero e proprio terrremoto, ha interessato uno dei più floridi nuclei produttivi statunitensi, ove due famose pornostar (un uomo ed una donna) sono risultati positivi al test HIV.

La moratoria imposta e gli ulteriori accertamenti - con ogni probabilità - saranno utili ad arginare, almeno per questo momento lo spread infettivo, ma sicuramente diversi altri attori risulteranno nel prossimo futuro positivi a questo terribile virus.

La riflessione che vogliamo porre, ad oggi, da medici specialisti in malattie sessualmente trasmissibili è la seguente:

In un ambito di assoluta promiscuità sessuale, possono ritenersi sufficienti i controlli sanitari preventivi per arginare il fenomeno delle MST ed in particolare dell'HIV?

La mia personale risposta è: assolutamente, NO!

Nonostante i nuovi test anticorpali (di IV generazione) dispongano di una sensibilità molto alta già all'interno del primo mese di contagio, il rapporto fra periodo finestra e frequenza di rapporti, moltiplicato per il numero di partner sessuali, dice chiaramente che con ogni probabilità esiste un margine di rischio significativo, perchè un paziente HIV positivo possa sfuggire al controllo ed infettare un nuovo partner.

Le 2 domande che le Istituzioni - a livello mondiale - dovrebbero porsi (ricordo che esistono in ogni nazione specifci e plurimi Istituti che hanno il compito di regolamentare qualsiasi apparato industriale e che debbono erigersi a tutela delle persone e dei lavoratori) sono le seguenti:

Perchè non viene imposto, all'interno dell'azienda della pornografia su scala mondiale (quella controllata e regolamentata, la quale fornisce la stragrande maggioranza dei prodotti) l'utilizzo del dispositivo profilattico?

Perchè questa semplice regola comportamentale non viene imposta nell'ambito lavorativo riconosciuto più esposto - alle malattie sessualmente trasmissibili?

Nessuno parli di "..alterazione del prodotto finale.." poichè non c'è scusa che tenga, quando un lavoratore, viene contagiato da una grave malattia professionale, nel proprio ambito lavorativo: e sebbene questa comparazione possa apparire eccentrica..di questo si parla! L'HIV in tal caso è una malattia professionale.

Se debbono esistere le "le mascherine, le scarpe e gli elmetti antinfortunistica" dovranno altresì essere imposti i "profilattici antinfortunistica" con le stesse modalità e con la medesima severità legislativa.

 

FonteLaStampa.it

Autore

luigilaino
Dr. Luigi Laino Dermatologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso UNIVERSITA' LA SAPIENZA di ROMA.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 50938.

10 commenti

#1
Specialista deceduto
Dr. Giorgio Cavallini

a rafforzare:
indagini su MST in attori porno hanno evidenziato una prevalentza dieci volte maggiore rispetto alla popolazione generale.

#2
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Confermo il dato di Giorgio ed aggiungo che sebbene l'HIV sia la malattia più temibile, molteplici sono le MST soprattutto NON sierologiche, ovvero non rilevabili agli esami del sangue (da qui la fondamentalita' dei controlli venereologici clinici)
La profilassi primaria però in questo ambito è e deve rimanere il dispositivo profilattico, unica arma efficace contro l'HIV, le epatiti, la chlamidia e la gonorrea in primis.

#3
Dr. Fernando Bellizzi
Dr. Fernando Bellizzi

Però qualcuno ha fatto notare che non c'è certezza che il contagio sia avvenuto in *orari di lavoro*, e quindi non c'è certezza che il contagio sia avvenuto nel set.
Spesso l'industria della pornografia non è altro che un grosso spot pubblicitario per l'attore\attrice che arrotonda facendo serate private.
Parliamo comunque di persone che hanno probabilmente una vita sessuale molto intensa, anche lontano dalle telecamere.
Chissà che dosaggi ormonali hanno per quanto riguarda la sessualità.

#4
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Nonstante la simpatica adozione del "badge" per certificare il momento del contagio,caro Fernando, non hai c'entrato il problema:

il SET probabilmente, potrebbe non essere per forza la causa della prima infezione, ma QUALUNQUE attore che contrae in qualsiasi modo l'HIV, entrando in un set, senza protezione alcuna, diviene EGLI stesso veicolo di trasmissione dell'HIV = spread infettivo.

Pertanto è proprio nell'ambito lavorativo che bisogna preservare la salute degli operatori e - di conseguenza - di tutti coloro i quali avranno contatti sessuali con i medesimi..

#7
Dr. Chiara Lestuzzi
Dr. Chiara Lestuzzi

Questa notizia mi fa ripensare a un altro 3D, quello sulle "case chiuse" che ufficialmente non esistono, e sulla prostituzione selvaggia.
Qualche collega mi ha attaccato duramente per la proposta di legalizzare la prostituzione imponendo controlli sanitari, come se ciò umiliasse le donne (perché solo le donne?) e fosse improponibile dal punto di vista legale.
Che differenza pratica c'è tra prostitute/i e pornoattrici/attori? Sono due categorie di persone che si accoppiano in vari modi per ricavarne proventi. I primi lo fanno singolarmente, per le strade o in luighi definiti in vari modi (ma NON bordelli, per carità!), non hanno controlli sanitari, non pagano le tasse e possono essere clandestini e schiavizzati. I secondi fanno una professione riconosciuta, immagino che paghino le tasse e vengono controllati. Per fare il loro lavoro però sono necessarie doti estetiche e fisiche che non tutte/i hanno. Ma a parte questo, dov'è la differenza? Perché non si possono traslare le regole dell' industria del porno alla prostituzione? Sono attività che possono piacere o no, a cui probabilmente la maggioranza di noi non vorrebbe si dedicassero i propri figli, ma hanno un mercato, per cui proibirle non ha senso. Allora vadano regolate al meglio!

#8
Dr. Chiara Lestuzzi
Dr. Chiara Lestuzzi

Dimenticavo... ovviamente SONO ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO CON L'IMPOSIZIONE DI TUTELE CONTRO LA MALATTIA PROFESSIONALE!

#9
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Assolutamente concorde ancora una volta con Chiara. Ma sembra che si parli di un altro mondo.

#10
Dr. Lucio Piscitelli
Dr. Lucio Piscitelli

Potrà sembrare banale, ma vista la diffusione della produzione porno e la vastità dei fruitori, l'adozione del profilattico potrebbe rivestire anche un ruolo "educativo" per il pubblico, che al momento assiste invece ad esibizioni che non ne fanno ritenere indispensabile l'utilizzo.

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