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Aids trasmissione hiv

Rapporti sessuali e AIDS: come misurare il rischio

Esiste una unità di misura per calcolare la probabilità di contagio? Sicuramente no, ma una disamina anche grossolana dell'intensità del rischio di contagio da HIV nei diversi approcci sessuali, dal rischio altissimo dei rapporti penetrativi non protetti al rischio pressoché assente del bacio, può aiutare a non rischiare.

Dr. Mario Corcelli Data pubblicazione: 05 giugno 2011 Ultimo aggiornamento: 02 agosto 2022

Nei consulti che arrivano su Medicitalia.it gli utenti espongono frequentemente domande sulla probabilità di rischio di trasmissione da HIV nei diversi tipi di rapporto sessuale: è utile, quindi, un breve riepilogo.

Trasmissione HIV: la situazione attuale

Innanzi tutto, è opportuno sottolineare che, purtroppo, i dati più recenti denotano un aumento dei casi con valori che non si registravano da circa 30 anni. In questa fase critica nella lotta al contagio, in occasione della Conferenza internazionale sull'Aids che si è tenuta a Montreal a luglio 2022, sono state annunciate le nuove linee guida per la prevenzione della trasmissione dell'HIV definite dall'Organizzazione mondiale della Sanità una "opzione di prevenzione sicura e altamente efficace per le persone a sostanziale rischio di infezione da HIV". Si tratta di una profilassi pre-esposizione (PrEP) consigliata a soggetti con un potenziale rischio di esposizione al contagio, come i tossicodipendenti, lavoratori del sesso, detenuti [1].

HIV: come avviene il contagio?

L'HIV si trova con alta carica virale in:

  • sangue
  • liquido pre-eiaculatorio e sperma
  • fluido vaginale
  • latte materno

Tutte le mucose del corpo sono esposte a rischio di contagio: glande e cute interna del prepuzio, vagina, congiuntiva, interno dell'ano, narici e interno del naso, bocca. La saliva contiene una carica virale non significativa: in teoria, questa carica può aumentare in presenza di gengiviti, parodontopatie, ferite sanguinanti della gengiva.

Le modalità di contagio possono quindi essere le seguenti:

  • scambio di siringhe e aghi usati in tossicodipendenti
  • rapporti sessuali non protetti anali, vaginali e oro-genitali
  • contatto diretto tra sangue infetto o sperma e ferite sanguinanti
  • contatto diretto tra sangue o sperma e congiuntiva degli occhi
  • trasmissione verticale da madre a figlio durante gravidanza, parto e allattamento.

Tra le avvertenze è importante ricordare che sieropositività HIV e AIDS non sono la stessa cosa e che esistono anche altre Malattie a Trasmissione Sessuale dalle quali proteggersi.

Per approfondire:AIDS e dintorni: le malattie a trasmissione sessuale o MTS

Come riconoscere l'HIV?

Il contagio da HIV solitamente non dà alcun sintomo o non dà sintomi specifici, pertanto il solo modo di verificare l'eventuale trasmissione del virus è fare il test-HIV.

Quando effettuare il test?

Il periodo-finestra dell'HIV dura 90 giorni, dopo un rapporto a rischio conviene fare 3 test:

  • al tempo 0,
  • a 30 giorni,
  • a 90 giorni.

In caso di profilassi antiretrovirale, è opportuno ripetere un test anche a 180 giorni. In ogni caso conviene fare il test almeno una volta, se in passato ci sono stati rapporti a rischio.

Come si misura il rischio di trasmissione HIV?

Una prima e più generica classificazione delle pratiche sessuali può essere questa:

  • sicure: masturbazione reciproca,
  • abbastanza sicure: rapporti protetti da profilattici e baci,
  • pericolose: rapporti non protetti.

Per entrare più nel dettaglio e per facilitare la comprensione, ho adottato una scala di 5 valori di rischio: altissimo, alto, medio, basso, assente.

Rapporti sessuali

  • rapporto anale sia attivo che passivo: rischio altissimo.
  • rapporto vaginale: per il maschio rischio alto, per la femmina rischio altissimo (per la lunga permanenza dello sperma in vagina). Se la donna è mestruata, anche per il maschio il rischio è altissimo.
  • eiaculazione sulla faccia: rischio alto per contatto dello sperma con la mucosa orale e gli occhi.

Rapporti oro-genitali

  • fellatio attiva o rapporto orale attivo "bocca-pene": rischio medio-alto. Se l'eiaculazione avviene nella bocca: rischio alto.
  • cunnilingus attivo o rapporto orale attivo "bocca-vagina": rischio alto. Se la donna è mestruata: rischio altissimo. In presenza di gengiviti, parodontopatie, ferite sanguinanti: rischio altissimo.
  • fellatio passiva o rapporto orale passivo "pene-bocca": rischio basso.
  • cunnilingus passivo o rapporto orale passivo "vagina-bocca": rischio basso. In presenza di gengiviti, parodontopatie, ferite sanguinanti: rischio medio.
  • anilingus o rapporto orale "bocca-ano": sia per il soggetto attivo che per quello passivo, rischio assente.

Per approfondire:Sesso orale e malattie sessualmente trasmissibili

Altri contatti

  • bacio: rischio assente. In presenza di gengiviti, parodontopatie, ferite sanguinanti: rischio basso.
  • leccate sul corpo, ad esclusione delle parti intime: sia per il soggetto attivo che per quello passivo, rischio assente.
  • masturbazione maschile: sia per il soggetto attivo che per quello passivo, rischio assente. L'eiaculazione nella mano o su altre parti non intime del corpo non comporta alcun rischio, perché la pelle è una efficace barriera protettiva. Si raccomanda di lavarsi accuratamente le mani o la parte del corpo contaminata da sperma prima di tornare a toccare le parti intime, la bocca e gli occhi. In presenza di mani con pelle non del tutto integra il contatto con lo sperma ha rischio basso.
  • masturbazione femminile: sia per il soggetto passivo che per quello attivo: rischio zero.
    In presenza di mani con pelle non del tutto integra: rischio basso.
  • contatto con sudore o con lacrime: rischio assente.
  • rapporti personali, familiari e sociali: rischio assente. Esempi: abbraccio, bacio sulla guancia, stretta di mano, bere dallo stesso bicchiere, mangiare con la stessa posata, mangiare nello stesso piatto, sdraiarsi o dormire nello stesso letto, usare la stessa spazzola per capelli, asciugarsi con lo stesso asciugamano, starnuti, tosse, sports o giochi di contatto, convivenza in scuole, asili e ambienti di lavoro, eccetera. Unica avvertenza: non usare lo stesso rasoio o lo stesso spazzolino da denti.

Rapporti sessuali: come proteggersi?

Per evitare la trasmissione dell'HIV (e in generale per proteggersi dalle MST) durante i rapporti sessuali è fondamentale l'utilizzo del preservativo. Ci sono 3 tipi di profilattici: condom (maschile), femidom (femminile), dental dam (barriera dentale).

E se il preservativo si rompe?

Il rischio non si annulla, ma può diminuire sensibilmente seguento questi accorgimenti:

  • interrompere subito il rapporto, lavarsi accuratamente il pene e cercare di urinare;
  • quanto alla donna, non vi è concordanza sul fatto che una lavanda vaginale immediata sia benefica o al contrario pericolosa sull'alterazione del pH vaginale;
  • se lo sperma o il sangue mestruale finisce nella bocca, non ingerire ma sputare subito e sciacquarsi accuratamente la bocca.

Per approfondire:Dieci regole sicure per evitare l'HIV

Fonti:

  1. ANSA - Salute: Aids: Oms, stallo per la prevenzione, nuove linee guida sui farmaci

Autore

mariocorcelli
Dr. Mario Corcelli Medico legale, Medico igienista

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1974 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 15857.

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