Vibratore in menopausa: migliora il sesso e la secchezza vaginale

Dr.ssa Vincenza De FalcoData pubblicazione: 20 gennaio 2014

Oggi voglio parlarvi di una notizia che è apparsa qualche mese fa sulla stampa americana, e riguarda una nuova possibilità di cura, non a base di farmaci, per eliminare il problema della secchezza vaginale che purtroppo si verifica in menopausa.

Il nuovo rimedio, per migliorare la secchezza vaginale e favorire una vita sessuale migliore in menopausa, è uno stimolatore erotico, il vibratore.


Foto by taliesin

Vi ricordo che la secchezza vaginale in menopausa è dovuta alla carenza degli ormoni femminili, gli estrogeni, e a differenza delle vampate che comunque sono un disturbo temporaneo, è un problema che è destinato a peggiorare nel tempo se non adeguatamente e tempestivamente trattato.

La secchezza vaginale è caratterizzata da sintomi come dolore ai rapporti sessuali, bruciore vulvovaginale, a volte perdite di sangue, che possono quindi compromettere seriamente la vita sessuale e di coppia in menopausa.

Le cure che ci sono attualmente a disposizione sono a base di estrogeni in forma di creme, gel o ovuli vaginali, la terapia ormonale sostitutiva, lubrificanti, idratanti e altri presidi per via vaginale a base di varie sostanze tra cui ricordiamo l’acido ialuronico, gli isoflavoni di soia, ecc., fino ad arrivare al più recente trattamento per l’atrofia vulvovaginale che è l’osfemifene.

Per ulteriori informazioni sulle varie terapie per la secchezza vaginale in menopausa vi consiglio la lettura di questi articoli:

 

La novità per un possibile miglioramento di questo disturbo è stata studiata da una ginecologa americana, la prof.ssa Mary Jane Minkin, che è docente all’Università di Yale.

La prof.ssa Minkin ha cominciato a far usare a un gruppo di pazienti con problemi di secchezza e atrofia vaginale che erano state operate per cancro all’utero, un particolare tipo di vibratore, fatto di silicone per uso medico senza sostanze chimiche nocive per la salute, che può essere caricato tramite un cavo USB, e poi ha esteso la prescrizione del vibratore anche a donne in menopausa non affette da cancro, ma con lo stesso tipo di problema.

I risultati sono stati positivi in più della metà delle pazienti.

La prof.ssa Minkin ha rilasciato queste dichiarazioni sull’argomento alla stampa americana:

“La mancanza di estrogeni che si verifica quando una donna va spontaneamente in menopausa o quando subisce un intervento chirurgico di asportazione delle ovaie ad esempio per un cancro, diminuisce l’afflusso di sangue nella regione pelvica.

Questo comporta secchezza e atrofia vaginale o un indebolimento del tono muscolare che può portare a disfunzioni sessuali e sesso doloroso.

I vibratori possono migliorare la salute sessuale e pelvica perché stimolano l’afflusso di sangue nella regione pelvica e vulvovaginale aumentando l’umidità vaginale e migliorando il problema delle secchezza.

La vagina va tenuta sana come un muscolo, tenendola cioè in esercizio regolarmente e costantemente, bisogna usarla altrimenti si perde la sua funzione.

Non a caso le donne che hanno pochi o nessun rapporto sessuale sono quelle che lamentano più disturbi.

L’uso terapeutico del vibratore anche e soprattutto nelle donne che non hanno una vita sessualmente attiva, con una frequenza di 3-4 volte a settimana, migliora questo disturbo, e può essere associato a lubrificanti, o anche a creme a base di estrogeni, se non ci sono controindicazioni.

Nel giro di un mese di applicazioni costanti si notano già miglioramenti e durante le visite di controllo spesso le pazienti riferiscono che non hanno bisogno di estrogeni, perché l’uso del vibratore favorisce una maggiore produzione di secrezioni vaginali e non c’è più secchezza.

Il vibratore è una grande soluzione senza effetti collaterali, e il mio obiettivo è quello di educare le donne che i vibratori non sono qualcosa di imbarazzante di cui ci deve vergognare, il sesso non è sporco o immorale, ma possono aiutare veramente da un punto di vista medico ed essere anche piacevoli e divertenti migliorando la vita di coppia anche in menopausa.”

Che posso dirvi quindi a proposito di questa nuova possibilità proposta dalla prof.ssa Minkin?

Anche se ancora non sono stati pubblicati studi su riviste scientifiche al riguardo, il concetto che per mantenere giovane e in buona forma il nostro corpo è necessario l’uso e quindi il movimento e l’esercizio fisico è assolutamente vero, e vale anche per il pavimento pelvico e la vagina.

Su questo argomento vi suggerisco questi otto consigli per migliorare la secchezza, il desiderio sessuale e la vostra sessualità in menopausa:

http://menopausaserena.altervista.org/otto-regole-per-migliorare-il-sesso-in-menopausa.html

Non avendo il vibratore nemmeno controindicazioni o effetti collaterali, potrebbe forse essere una possibile alternativa per chi non può assumere estrogeni?

Vale la pena…provare!

 

Fonte: http://www.huffingtonpost.com/2013/08/16/vibrators-menopause-symptom-treatment_n_3312974.html

 

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Autore

defalcovincenza
Dr.ssa Vincenza De Falco Ginecologo

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso università la Sapienza di Roma.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 43654.

1 commenti

#1
Dr.ssa Vincenza De Falco
Dr.ssa Vincenza De Falco

Qualche notizia in più sulla prof.ssa Mary Jane Minkin, docente di ginecologia presso la facoltà di medicina dell’Università di Yale.
Esperta di menopausa, è un membro attivo della North American menopause Society.

Da sempre ha avuto molto a cuore la salute sessuale delle donne, anche e specialmente in menopausa:

http://medicine.yale.edu/about/profiles/maryjane_minkin.profile

Voglio aggiungere ancora qualcosa su questo argomento.

Questa idea del vibratore per migliorare la secchezza vaginale, anche se può sembrare ad alcuni singolare o stravagante, nelle donne operate di cancro ad esempio all’utero o alle ovaie, che quindi a causa dell’asportazione delle ovaie vanno in menopausa chirurgica, o quelle che a causa della chemioterapia, o della radioterapia pelvica vanno in menopausa “iatrogena” e non possono assumere ormoni della terapia sostitutiva, può aiutare.

E’ importante per me sottolineare i problemi che vengono vissuti a livello della sfera intima e sessuale delle donne operate di cancro, spesso giovani, che vanno precocemente in menopausa chirurgica o iatrogena a causa di chemio o radioterapia.

Improvvisamente si vedono crollare il mondo addosso, con la paura della malattia, della morte, e con l’impossibilità di avere una vita sessuale accettabile con il loro partner.

Trovare quindi metodi alternativi alle terapie ormonali che ad oggi comunque rimangono quelle più efficaci per i problemi di secchezza e atrofia vulvovaginale, è un impegno ammirevole, che va portato avanti e incoraggiato sempre, senza mai dimenticare questo importante aspetto della sessualità, con i risvolti fisici e anche psicologici, delle donne che hanno avuto un cancro e dei loro partner.

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