Infertilità di coppia e life style

Prof. Lamberto CoppolaData pubblicazione: 02 ottobre 2014

Sono in crescita le coppie che si trovano ad affrontare problematiche di infertilità. Secondo le ultime stime ISTAT, solo in Italia sono ogni anno tra le 60.000 e le 80.000, rappresentando all’incirca il 20-25% delle 300.000 nuove unioni. Un dato confermato anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che attesta il fenomeno in circa il 15-20% di coppie nei paesi industriali avanzati.

Le cause dell’infertilità, sia femminile che maschile, sono numerose e di diversa natura. Possono essere correlate a specifiche patologie – quali obesità (che specie nel maschio possono influenzare anche erezione e libido), infezioni da malattie a trasmissione sessuale (sifilide, gonorrea, chlamydia), endometriosi, policistosi ovarica – ma anche a fattori sociali (la ricerca di un figlio in tarda età) o allo scorretto stile di vita (l’uso di droghe, l’abuso di alcool, il fumo, le condizioni lavorative, l’inquinamento).

Fra quest’ultima serie di fattori, un ruolo importante ha anche l’alimentazione.

Al fine di favorire la fertilità non si può prescindere dallo stile di vita e dall’alimentazione che sono le basi non solo per la salute generale e ginecologica della donna, ma anche, in caso di gravidanza, per la salute ed il corretto sviluppo del feto.

Occorre perciò, facendo prevenzione primaria, puntare su una corretta alimentazione poiché il peso corporeo può giocare un ruolo fondamentale. Essere normopeso rappresenta infatti la condizione ideale per portare avanti la gravidanza in maniera ottimale; di contro donne sottopeso o coloro che praticano un’intensa attività fisica possono avere difficoltà di ovulazione, e dunque di concepimento, con ricadute sui rischi per la crescita del feto. più generali che possono favorire la fertilità.

Per quanto riguarda l’infertilità maschile, recenti evidenze hanno sottolineato che 1 giovane su 3 in Italia è a rischio di infertilità.

Un ruolo importante è svolto dall’eccessivo aumento ponderale (spesso causa di uno squilibrio ormonale con riduzione del principale ormone maschile, il testosterone, e un aumento degli ormoni “femminili” gli estrogeni) e dalla sedentarietà, associati ad abitudini alimentari non appropriate.

Una dieta equilibrata, completa e ricca di antiossidanti, e il contenimento dei fattori di rischio (mantenendo cioè un peso adeguato, facendo attività fisica moderata e costante, stile di vita salubre, assenza di consumo di sostanze d’abuso e dopanti) rappresentano poche e semplici regole utili per ottimizzare la fertilità e la sessualità di coppia e per preservare l’organismo in salute.

 

Autore

lambertocoppola
Prof. Lamberto Coppola Ginecologo, Andrologo, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Bari.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Lecce tesserino n° 2378.

2 commenti

#1
Utente 360XXX
Utente 360XXX

Ho 35 anni e sono affetta dalla nascita della malattia ittiosi lamellare, sono sulla 10 sertimana di gravidanza e non ho ancora trovato delle risposte chiare da parte delle ginecologhe che fin'ora ho visto.... m'hanno prescrito di andare al riparto "gravidanza a rischio" a Careggi ma sinceramente non mi va di farmi dieci milla analisi per capire che tutto sta andando bene con la mia gravidanza. Voglio semplicemente essere seguita come una donna normale che aspetta u figlio serenamente. 4 diversi dermatologi in precedenza m'hanno confermato che l'ittiosi lamellare NON è transmissibile ai mie figli... posso stare tranquila????
Grazie

#2
Prof. Lamberto Coppola
Prof. Lamberto Coppola

Gentile Signora, personalmente non mi occupo in modo specifico della problematica da Lei esposta, ma posso consigliarle di rivolgersi alla Unione Italiana Ittiosi, scrivendo una mail al Presidente che è il Signor Flavio Minelli, sicuramente le potrà essere utile.
Questi sono i suoi recapiti:
flavio@ittiosi.it, presidente@ittiosi.it, info@ittiosi.it
Telefono: 339 7969785 / 06 56196755
In bocca a lupo e mi faccia sapere
Lamberto Coppola

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