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Lo Yoga diminuisce davvero la depressione?

Dr. Mauro ColangeloData pubblicazione: 19 aprile 2020

Nelle religioni originarie dell'India, con il termine Yoga si designano le pratiche ascetiche e meditative che hanno come obbiettivo la realizzazione e la salvezza spirituale.

Quando, in epoche recenti, lo Yoga si è diffuso nel mondo occidentale si è trasformato rispetto alla sua accezione tradizionale in un variegato insieme di attività, caratterizzate da discipline psicofisiche basate su ginnastica ed esercizi della respirazione, finalizzate alla meditazione o al rilassamento.

B.K.S. Iyengar ha dato un enorme contributo alla didattica dello Yoga, rendendolo accessibile a tutti anche grazie all’utilizzo di attrezzi (props) e creando una Scuola, che pone enfasi sulla precisione del movimento attraverso la pratica delle asana (posture) e del pranayama (controllo del prana ossia l’energia vitale che si materializza nel respiro).

Chris Streeter, Professore di Psichiatria e Neurologia alla Boston University School of Medicine, Massachusetts, ha di recente pubblicato su Journal of Alternative and Complementary Medicine il lavoro “Can Yoga Decrease Depression?” che dimostra con quale meccanismo lo Yoga determini un miglioramento del tono dell’umore.

L’acido γ-amminobutirrico (GABA) è un neurotrasmettitore inibitorio, che impedisce cioè che un impulso nervoso sia troppo vigoroso e quindi, rallentando l’attività cerebrale, diminuisce i pensieri indesiderati che alimentano l’ansia e la depressione.

Nei soggetti affetti da disturbo depressivo, i farmaci anti-depressivi conseguono il loro effetto terapeutico correggendo i deficit del sistema GABA-ergico. Tuttavia, nel 40% - 50% dei pazienti depressi i farmaci da soli non ottengono un completo miglioramento del disturbo.

Da tempo era noto che la pratica dello Yoga diminuisce i sintomi del paziente depresso benché non se ne conoscesse l’esatto meccanismo d’azione. Attraverso questa ricerca, il team di Streeter ha evidenziato che lo Yoga aumenta i livelli di GABA.

Sono stati arruolati 28 pazienti, dell’età media di 37 anni, 82% di sesso femminile, omogenei per stato demografico e per condizioni generali di salute, e sono stati randomizzati in due gruppi di studio sulla base del valore del Beck Depressive Inventory (BDI):

  • HDG (high-dose group): (BDI: 24.38) 3 sessioni di yoga di 90 minuti in palestra e 4 sessioni di 30 minuti a casa/settimana
  • LDG(low-dose group): (BDI: 27.73) 2 sessioni di yoga di 90 minuti in palestra e 3 sessioni di 30 minuti a casa/settimana

Ciascuna sessione comprendeva 60 minuti di Iyengar yoga, 10 minuti di rilassamento e 20 minuti di esercizi di respiro (5 respiri/minuto con egual durata di inspirazione ed espirazione). La sessione svolta in casa consisteva di 15 minuti di postura e 15 minuti di respiro controllato.

Sottoponendo i soggetti alla spettroscopia protonica di risonanza magnetica (H-MRS), che permette di individuare i livelli di alcuni metaboliti in specifiche strutture anatomiche, i ricercatori hanno valutato le variazioni del GABA nel talamo, area funzionalmente connessa alle regioni cerebrali implicate nella regolazione dell’umore. L’MRS è stata effettuata tre volte ai vari stadi dell’indagine: prima della randomizzazione, dopo 12 settimane e immediatamente dopo una sessione yoga di 90 minuti.

 

Al termine dello studio, entrambi i gruppi hanno mostrato una diminuzione dello score BDI (P<.05) senza una significativa differenza fra loro in termini di miglioramento della depressione, rilevandosi nell’intera coorte un aumento dei livelli talamici di GABA, che è rimasto elevato per 4 giorni, cominciando a decrescere dopo 8 giorni. Ciò suggerisce che sia necessario almeno una sessione di Yoga per settimana per mantenere elevato il livello di GABA.

Marisa Silveri, Professore di Neuroscienze al McLean Hospital in Belmont, Massachusetts commenta questa ricerca enfatizzandone l’importante valore neurobiologico sulla comprensione del meccanismo con cui lo yoga, attraverso il sistema GABAergico, possa alleviare la depressione, anche se sia arduo determinare se l’effetto positivo sul GABA possa dipendere dal respiro controllato, dalla postura o dalla meditazione.

 

Fonte:

Autore

maurocolangelo
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso Università Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 11151.

2 commenti

#1
Utente 510XXX
Utente 510XXX

Grazie ancora Dott. Colangelo per questa nuova pubblicazione che, soprattutto in questo particolare momento, può essere di certo un"toccasana" sia per il corpo che, soprattutto, per la mente. Certo che affrontare la quotidianità con i presupposti dovuti all'attuale minaccia del coronavirus crea,in particolare alle persone affette da depressione,una condizione di instabilità Ancor più difficile da "gestire" ma, ancora una volta Lei,con il suo articolo, si pone in prima linea in aiuto di tante persone che, sia per l'impossibilità di "uscire" sia per altri motivi, riesce ad essere un punto di riferimento e di "ristoro psicologico", e con il suo articolo sulla possibilità del video consulto, ha alimentato ancora di più la speranza dei suoi followers sulla sicurezza di non rimanere mai da "soli". Grazie dottor Colangelo per tutto ciò che riesce a dare a tutti coloro che hanno avuto,e coloro che avranno, la fortuna di incontrare un professionista della sua Caratura.

#2
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Gentile Sig. 510030,
sono lusingato per il suo cortesissimo apprezzamento, che è di forte stimolo per l'impegno che da anni esprimo per gli Utenti di Medicitalia. Lei è riuscito a cogliere realmente lo spirito dell'articolo, me ne compiaccio e la ringrazio ancora.
Cordialmente

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