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Guardare tv effetti

Per prevenire la demenza meglio stare davanti al computer che alla TV

Dr. Mauro Colangelo Data pubblicazione: 01 settembre 2022

L’allarme che guardare troppo a lungo la televisione, nell’età tra i 45 e i 64 anni, aumenti la probabilità di sviluppare demenza era già stato lanciato da Kelley Pettee Gabriel, professore di epidemiologia presso la School of Public Health dell’Università di Birmingham (Alabama), con i risultati del suo studio presentati al Congresso del 2021 della American Heart Association.

Effetti di PC e TV: un nuovo studio

Ad analoghe conclusioni è pervenuto David Raichlen, professore di Human and Evolutionary Biology alla University of Southern California, Los Angeles, che ha pubblicato il 22 Agosto 2022 su Proceedings of The National Academy of Sciences i risultati dello studio Watching TV, using computer have opposite ties to dementia risk [MDedge.com].

Da questa nuova ricerca emerge che, come dimostrato dalla ricca messe di studi precedenti, il golden goal per abbassare il rischio di declino cognitivo, di atrofia del cervello e di demenza resta pur sempre il praticare attività fisica, ma anche solo utilizzando un computer comunque si abbassa il rischio di demenza.

Questo studio è stato condotto per comprendere gli effetti consecutivi all’utilizzo della TV e del PC sul rischio di demenza, essendo la popolazione adulta negli USA ed in Europa sempre più spesso coinvolta in queste attività.

I Ricercatori hanno condotto questo studio prospettico di coorte utilizzando i dati della United Kingdom Biobank; escludendo i soggetti al di sotto dei 60 anni, coloro che erano già affetti da demenza all’inizio del follow-up e tutti quelli che non hanno completato la raccolta dei dati; sono stati inclusi nello studio 146. 651 partecipanti, che sono stati seguiti dalla visita di baseline fino alla diagnosi di demenza.

Dallo studio emerge che guardare la TV è legato ad un aumentato rischio di demenza, che cresce proporzionalmente al tempo di utilizzo, maggiore per un uso molto alto (HR [95% intervallo di confidenza] = 1.31 [1.23-1.40]) e minore per un uso più basso (HR [95% CI] = 1.28 [1.18-1.39], mentre l’uso del computer è associato ad un rischio ridotto HR [95% CI] = 0.80 [0.76-0.85]), che analogamente si riduce ancora di più con un suo maggior uso: rispettivamente per uso intenso (HR [95% CI] = 0.70 [0.64-0.76] e medio (HR [95% CI] = 0.76 [0.70-0.83]).

Raichlen ha puntualizzato che nello studio è stato considerato alto l’utilizzo della TV per 4 o più ore al giorno, mentre l’uso del computer, non necessariamente per motivi di lavoro ma anche semplicemente di svago, ha prodotto effetto benefico sul rischio di demenza dopo appena mezzora. Questi risultati sono rimasti significativi dopo che gli Autori hanno aggiustato i dati in base a molte variabili: obesità, stile di vita e tempo trascorso in attività fisica, consumo di alcol, fumo, tipologia dietetica, livello culturale, BMI e tipo di attività lavorativa.

Gli Autori forniscono una potenziale spiegazione per i differenti effetti sul rischio demenza delle due attività indagate col fatto che stare seduti a guardare la TV è associato con un bassissimo dispendio di energia in confronto ad essere seduti per usare il PC.

Andrew Budson, Capo del VA Cognitive & Behavioral Neurology di Boston ed Autore del Seven Steps to Managing Your Memory, ritiene che la spiegazione più plausibile dei risultati di questo studio risieda nel compito diverso, passivo uno ed attivo l’altro, richiesto per i due tipi di visione. Quando utilizziamo il computer noi esplichiamo un’attività cognitiva, che mette in funzione un’abbondante parte della corteccia cerebrale, mentre per guardare la TV è verosimile che siano in funzione attività corticali relativamente più ridotte, per cui l’uso del PC risulta di evidente beneficio.

Concludendo, senza dubbio per prevenire la demenza l’attività fisica resta il top ma, se la scelta è l’attività sedentaria, è molto meglio usare il PC che implica un’attività cognitiva fruttuosa anziché starsene a guardare la TV.

Per approfondire:L’alimentazione ricca di fibre riduce il rischio di demenza

Autore

maurocolangelo
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso Università Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 11151.

4 commenti

#1
Utente 510XXX
Utente 510XXX

Bellissimo questo suo nuovo articolo dott. Colangelo. Soprattutto il commento finale chiarisce, come meglio non si può,che fare attività fisica aiuta la prevenzione della demenza. Mi ha fatto sorridere la conclusione della serie: se proprio non volete fare nulla di"faticoso" scegliete di non fare nulla al PC piuttosto che in poltrona alla TV. Grazie ancora.

#3
Utente 407XXX
Utente 407XXX

Non sono affatto d'accordo! Il computer instupidisce, fa diventare degli automi, dei calcolatori, freddi e distaccati! La foto è fuorviante: chi ha detto che chi guarda la Tv deve stare sdraiato a mangiare popcorn come un deficiente?! Dipende anche da che cosa si guarda: in Tv ci sono programmi istruttivi, di approfondimento giornalistico, di divulgazione Scientifica, Storica, Culturale come su Rai Storia, Rai Scuola, Focus che aprono la mente, stimolano la memoria, l'attenzione e la concentrazione, come fosse una lezione universitaria! Certo che se si guardano grande fratello e isola dei famosi, reality per idioti.... Lo studio varrà per gli Usa ma non per l'Italia!

#4
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

La ringrazio per la sua osservazione ma gli Autori della ricerca hanno considerato la visione dannosa della TV entro un definito parametro temporale, come viene riportato nella news. Concordo con Lei che i programmi istruttivi erogati dalla televisione siano di stimolo cognitivo ma mi permetto di dissentire sulla sua opinione sugli effetti del computer.

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