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Disturbo bipolare e guai: vittime della mania

Dr. Matteo Pacini Data pubblicazione: 30 maggio 2012

Il disturbo bipolare e il mito di Achille dell'Iliade sono collegati per più di un motivo. Partirei dal famoso tallone d'Achille. Il disturbo bipolare è spesso rifiutato come diagnosi perché la sua componente fondamentale, cioè l'eccitamento, è dal cervello visto come un punto di forza, e non l'origine del male. Il male è riconosciuto e isolato nella parte depressiva, mentre la parte eccitatoria è tipicamente inseguita, sollecitata e rimpianta come momento di normale energia, buone idee, potenzialità e rinnovamento.

Proprio questa visione "sintonica" della mania rende il soggetto con disturbo bipolare vulnerabile, e la sua vulnerabilità è presente quando è eccitato più di quanto non sia presente quando è depresso. La depressione inibisce l'iniziativa e isola, l'eccitamento fa esporre le persone e fa loro prendere iniziative.

Facile, in queste circostane, che diventino generose, che diano fiducia agli estranei, che diventino ingenue nel loro credere a promesse, miraggi, racconti fasulli e millanterie di personaggi che entrano nelle loro vite. Facile sia per una superficialità data dall'eccessivo ottimismo, sia per la sensazione di riuscire a "cogliere" delle buone occasioni, mandate dalla provvidenza per dare una svolta alla propria vita. In questo innamoramento delle novità, delle occasioni, in questo slancio verso il futuro sconosciuto ma ricco di prospettive, in questa ribellione verso una nuova vita, il soggetto bipolare ha il suo momento di vulnerabilità.

L'eccitamento spoglia delle proprie difese, e pertanto non è un momento di estrema forza, come sembra a chi lo "indossa", ma un momento di estrema vulnerabilità. Le truffe, i raggiri e i rischi a cui vanno incontro i soggetti in fase maniacale sono estremamente banali e evidenti agli occhi di chi guarda dall'esterno, perché la differenza la fa il cosiddetto "sentimento" di realtà, per cui la persona in fase euforica non mette in conto il negativo, a patto che le persone lo assecondino o lo esaltino con promesse e prospettive favorevoli. Il soggetto bipolare in fase maniacale, insomma, è una vittima più spesso di quanto non sia autore di danni.

Colpisce ad esempio il dato che a New York il 30% circa dei morti ammazzati aveva all'autopsia cocaina nel sangue. La cocaina, che riproduce per il suo tipico effetto un eccitamento, fa rischiare di lasciarci la pelle in scontri di vario genere, più che rendere superuomini. Il soggetto bipolare risulta inoltre talmente estroverso e impulsivo da poter provocare su di sé reazioni degli altri, ma proprio perché immerso in una dimensione in cui non prevede le reazioni organizzate e negative contro di sé, non si premunisce e si ritiene in grado di gestire anche il rischio. Corre verso il fuoco, non scappa dal fuoco, si accende il fuoco vicino.

Così Achille, all'apice della sua bellicosità, è semplicemente annientato perché nel suo essere semidio non poteva evitare di avere un tallone scoperto, colpendo il quale sarebbe morto. Il tallone è scoperto, clamorosamente, Achille protegge con lo scudo, l'elmo e la corazza altre parti del suo corpo, ma non quella vulnerabile. Non si sente vulnerabile, indossa l'armatura come un ornamento e non come una difesa. Eppure era stato avvertito dall'oracolo sul fatto che avrebbe rischiato grosso nella guerra di Troia, forse non sarebbe mai più tornato. Ma come il paziente in fase maniacale, quasi si fa vanto del rischio e parte, e non si cura di proteggere il tallone. Andando a ritroso nella storia, Achille inizia la sua tragedia con una depressione, per motivi banali, il litigio sul possesso di una schiava, di cui lui si ha a male, tanto da rinchiudersi in una tende per mesi, senza combattere né guidare il suo esercito.

Poi, scosso dalla morte dell'amico Patroclo, che muore al suo posto indossando la sua armatura, per spaventare il nemico, improvvisamente ritorna a combattere, e in piena fase eccitata stermina i nemici e infierisce sul cadavere del condottiero nemico, assassino di Patroclo. Questa è la sua "ira", ll'ira di Achille che è il momento centrale della guerra di Troia nella narrazione di Omero. Questa "ira" in greco non è altro che la "mania", ovvero appunto furia, eccitamento rabbioso e ostile. Achille sopravvive depresso chiuso nella sua tenda, e muore all'apice della mania, per essersi scordato di proteggere la sua vulnerabilità di uomo, che in quel momento non sentiva più.

Autore

matteopacini
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1999 presso Università di Pisa.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Pisa tesserino n° 4355.

17 commenti

#1
Utente 228XXX
Utente 228XXX

Racconto interessante e pieno di veridicità.

Anche una persona di mia conoscenza soffre di bipolarismo.
Anche lei, avuto un periodo maniacale, e adesso è depressa.
Ma vorrei farle una domanda, se mi posso permettere,
come si devono comportare le persone vicino a una persona affetta da bipolarismo?
i periodi sono diversi da maniacale a depressivo, e io non so come mi devo comportare.
Mi può dare un consiglio?
Grazie mille.

#2
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Essendo una malattia, le persone vicine non sono investite di alcun compito fondamentale se non quello di assitere nella misura in cui si sentono di farlo e ne hanno piacere. La situazione in fase depressiva ha una sua spontanea risoluzione, e se non tende ad averla il medico pensa ad accompagnare a risoluzione l'episodio. Il depresso bipolare solitamente mal tollera l'episodio, anche se breve o se attenuato. La gestione migliore riguarda la strategia preventiva da adottare, e il tipo di atteggiamento percepito nei riguardi delle cure, che deve sempre incoraggiare la cura e la pazienza e non colpevolizzare né chi si va a curare, né chi non riesce a funzionare durante le sue fasi di malattia.

#3
Utente 256XXX
Utente 256XXX

Salve dottore, io sono bipolare, ma il mio atteggiamento nei momenti maniacali sono di onnipotenza non ascolto nessuno per lo meno ho la presunzione di non chiedere aiuto e di sapere tutte le risposte...ho un atteggiamento aggressivo a chi mi contraddice...figuriamoci se qualcuno mi può raggirare in qualche maniera io alzo il Muro del Suono e quello che conta è solo quello che penso io....

#4
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Accade invece. La sensazione di onnipotenza non è onnipotenza. E' vero che l'atteggiamento è quello aggressivo e di imposizione, ma c'è anche chi a questo reagisce. Il bipolare "osa" tipicamente correndo un rischio, e quindi si espone alle conseguenze di questa provocazione, chiaro che rispetto ad una provocazione fatta da una posizione di poca convinzione è avvantaggiato, ma in assoluto finisce per provocare su di sé reazioni. Questo accade spesso negli scontri con forze dell'ordine, risse, nel mondo del crimine, etc.
La megalomania inoltre in una prima fase produce un'ascesa, poi porta inevitabilmente al conflitto. Inoltre il bipolare in fase espansiva tende a seguire le vie in cui trova riscontro alle sue idee, quindi questo lo rende vulnerabile mentre pensa di fare mosse geniali. Diceva Guccini "Quelli come noi finiscon male, galera od ospedale", e il concetto è quello.
Nella casistica clinica i bipolari ad esempio sono molto più esposti al rischio di subire aggressioni.

#5
Ex utente
Ex utente

In casistica quante persone colpisce questa malattia ?

#6
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Il disturbo bipolare ? Quante di preciso è difficile dirlo, ci sono statistiche delle richieste di trattamento, ci sono casi mascherati da altri problemi, tipo abuso di sostanze, parliamo comunque di malattie nell'ordine dell1 su 100 o oltre.

#7
Ex utente
Ex utente

Se dovessimo tralasciare le sostanze passerebbe per un disturbo organico

#8
Ex utente
Ex utente

Possibile ,una crisi epilettica di un cane causa bipolarismo del padrone?
Tra le altre cose ho assistito anche a questa

#9
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Il disturbo è organico, parliamo sempre di cervello. Sostanze o meno. Per il resto non comprendo la battuta.

#10
Ex utente
Ex utente

Ricorda il paradosso del treno ?
A livello utilitaristico tutti risponderebbero ; salviamone 5 e ne ammazziamo uno il bipolare con il suo lato "onnipotente" che farebbe?

#11
Ex utente
Ex utente

Ammazza tutti e tiene in vita solo se stesso?

#13
Ex utente
Ex utente

Dei bipolari e del loro vittimismo nella mania.

#14
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Vittimismo ? Vittimizzazione forse...ma non capisco il discorso

#15
Ex utente
Ex utente

esatto ,scusi il refuso.
Achille è chiuso nelle sue passioni solitarie (ira,dolore,gloria e follia guerriera) e non può avere amici se non il suo doppio Patroclo.
Sembra il prototipo della devastazione moderna dell'animo e del dolore per la morte dell'amico Patroclo. forse lo si comprende meglio se il suo gettarsi sempre oltre il limite lo si legge
collegandolo al suo più grande emulo , Alessandro Magno.

#16
Ex utente
Ex utente

Ma la vittima di Achille,per uno Psichiatra che disturbo ha?Quello li`che non ce la fa piu`ad iperadattarsi alle sfuriate e alle lagne e si sente vuoto nn sa nemmeno come si chiama e non ce la fa piu`a fare nulla..quello li`che e'?Cioe'la persona distrutta dal Bipolare che disturbo ha?

#17
Ex utente
Ex utente

Io ho qualcosa di neurologico, perché ho solo manie miste, con paranoia, ansia fortissima, ostilità, ipersensibilità ai rumori e ideazione suicidaria con allucinazioni di comando. Preferisco la depressione, è più sopportabile.

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