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Gli stimoli sociali aiutano a dimagrire

Dr. Giuseppe SantonocitoData pubblicazione: 07 settembre 2011Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2021

Una ricerca pubblicata sulla rivista Cell Metabolism ha messo in evidenza un risultato sorprendente: i topi di laboratorio messi in condizione di svolgere una vita più ricca di stimoli sociali trasformano parte del loro grasso bianco (che serve a immagazzinare energia) in grasso bruno (quello che brucia energia). Il risultato è che gli animali, anche se mangiano di più, bruciano calorie e tendono a dimagrire.

dimagrire vita sociale

 

Ricevere stimoli è un modo per dimagrire

M. During, uno dei ricercatori, dice: “Non ho ancora finito di stupirmi della quantità di grasso che viene perso, molta più di quella che verrebbe bruciata correndo sulla ruota. Dopo 4 settimane di ambiente sociale arricchito il grasso addominale delle cavie diminuisce del 50%”.

La vita dei normali topi da laboratorio può essere considerata una vita da “pantofolai”. Sono mantenuti al caldo, con acqua e cibo a volontà e partner per l’accoppiamento, ma non hanno molto altro da fare. Nell’ambiente arricchito invece gli animali vivono in gruppi di 15 o 20 esemplari, con più spazio a disposizione e ruote sulle quali correre, labirinti e giocattoli.

“Siamo abituati a pensare allo stress come una cosa negativa, ma alcune forme di stress in realtà sono utili alla salute”.

A questo studio ne segue un altro dove un’altra squadra di ricercatori mostra che un ambiente più stimolante è benefico contro il rischio di cancro e per la salute cerebrale, misurata in termini di produzione di nuovi neuroni e maggior resistenza del cervello alle offese. La chiave, in tutti questi casi, sembra essere l’aumento nel cervello del cosiddetto fattore neurotrofico (di crescita) derivato del cervello (BDNF).

I lettori più attenti e sensibili non potranno fare a meno di notare come nei periodi di innamoramento e d’intensa vita sociale, sia più facile dimagrire. È come se il corpo si “ricordasse” che una delle priorità più importanti della vita consiste proprio nelle relazioni con i nostri simili (dato che siamo mammiferi, come i topolini di laboratorio) mobilitando le sue riserve di energie per darsi da fare.

Fonte:

M. during, L. Cao. 2011. In more socially engaging environment, white fat turns to brown, mouse study suggests. Cell Press.


Autore

giuseppesantonocito
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2005 presso Università di Firenze.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Toscana tesserino n° 4612.

8 commenti

#2
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania


Caro Giuseppe,
non posso esimermi dall’intervenire per diverse ragioni
a) Perché il verbo “dimagrire” è tra i più digitati dai motori di ricerca e quindi non solo si tratta di una notizia scoop, ma di un vero boato-scoop
b) perché la notizia è vera ma le conclusioni cui sono arrivati i ricercatori è viziata da errori metodologici molto grossolani ed evidenti. Presentata con grande clamore così dai ricercatori, esalta i metodi della CBM (Credulity Based Medicine) piuttosto che la EBM, (Evidence Based Medicine) pur di fare grancassa mediatica.
c) è fuorviante e crea confusione in tutti i programmi di prevenzione avviati da oltre trenta anni e che sono consolidati scientificamente in modo incotrovertibile, sino a questo momento, sul binomio alimentazione-attività fisica. Basti pensare che tutti i progetti Diana, nei quali sono stato coinvolto, hanno l’obiettivo di prevenire e curare il cancro, e non solo, sulla base di questo consolidato binomio.
Se fosse vera questa conclusione dovrebbero chiudere i numerosi centri metabolici che programmano la loro attività sulle premesse esposte. Il mese scorso ho visitato il Centro Metabolico di Piancavallo e mi ha fatto una certa impressione, ma non meraviglia, vedere centinaia di obesi accompagnati dagli operatori sanitari a scollinare fuori dall’ospedale nell’ora di “aria”.
Questo centro già sperimenta da decine di anni il "mettere in compagnia" come i topi. Infatti ci sono 5 obesi per stanza e a centinaia poi socializzano negli spazi comuni ricreati come per i topi. Ma a differenza dei topi non hanno spazi....IN CUI MUOVERSI sufficientemente ed in fatti dimagriscono con grande difficoltà,
pur escludendo i pazienti affetti da disendocrinie conclamate.

Perché è fuorviante ?
Perché le conclusioni sono vere ma i parametri esaminati incongrui.
Prima obiezione :
>>Per prima cosa, il team americano ha procurato ai topi di laboratorio un po' di compagnia, inserendoli in gruppi da 15-20 animali. Nella loro nuova casa, inoltre, gli animali avevano più spazio in cui muoversi e speciali attrezzi o 'arredi' utili a fare esercizio fisico, come un labirinto da esplorare o una ruota sulla quale correre. Ebbene, "dopo 4 settimane di questa nuova vita il grasso addominale dei topi era diminuito del 50%", riferisce Lei Cao, ricercatrice della Ohio State University>>
AVEVANO PIU’ SPAZIO IN CUI MUOVERSI !!!!!
E’ stata la compagnia e la nuova vita sociale a bruciare i grassi o il notevole incremento dell’attività fisica, determinato da queste ?
E allora dove sta la novità da strombazzare ? Qualsiasi stimolo incrementi l’attività fisica determina un decremento del peso indipendentemente dal tipo di alimentazione.
Dove starebbe la novità ?
Ci sono stati ricercatori che in passato avevano messo i topolini su un tapis roulant, dove i depressi passivi si facevano sbattere fuori dall’attrezzo mentre quelli attivi resistevano anche ad aumenti di velocità significativi. E’ chiaro che quelli che resistevano al tapis erano quelli che dimagrivano di più
Indipendentemente da quello che mangiavano o dallo stile di vita che conducevano.

Applicato a Giuliano Ferrara :
ha voglia di cercarsi una vita ricca è appassionante, ma se non alza il paraurti dalla poltrona cui è incollato dal fattore di gravità, di grasso non ne brucia neanche a piangere

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Giuliano_Ferrara

Se invece la conclusione di questo studio fosse stata :” L’attività sociale gratificante incrementa l’attività fisica dei topi…….ergo questi DIMAGRISCONO a prescindere dall’alimentazione condotta.”

Sarebbe VERA, condivisibilissima, non creerebbe confusione e sarebbe senz’altro utile soprattutto per i pazienti ed utenti che non sono motivati a fare attività fisica.

Omettere come parametro l'attività fisica come pricipale fattore del dimagramento è fuorviante che sottintende un intento bufalico.

Quando noi misuriamo i parametri dell’attività fisica ad esempio non ci fermiamo al termine SEDENTARIO che gli utenti indicano nei questionari. Perché se creiamo dei sottogruppi vediamo che i depressi intendono per sedentaria la vita pantofolaia davanti alla Tv o a letto con le tapparelle sbarrate, e non dimagriscono, mentre quelle persone che si definiscono sedentarie, ma se si approfondisce il loro stile di vita si scopre che sono solo “casalinghe”, in realtà compiono migliaia di chilometri all’anno per pulire finestre, igienici, riassettare armadi, ecc . Queste ultime dimagriscono eccome, anche se le loro motivazioni potrebbero essere classificate tra quelle compulsive, semplicemente perché il parametro base da misurare ( e questi ricercatori non l’hanno fatto) resta l’attività fisica, che implica il consumo d’ossigeno ed il dispendio di energie [basti pensare che c'è persino a riposo durante il sonno (dispendio energetico 60 Kcl/h).]

Con queste precisazioni credo che il tuo blog sia comunque utile per stimolare le persone che non sono motivate a fare attività fisica e sotto questo aspetto lo ritengo apprezzabile.








#3
Dr. Giuseppe Santonocito
Dr. Giuseppe Santonocito

Caro Salvo
Mi sembra che il tuo commento sia bonariamente "viziato" da paure immotivate.

Tu parli di obesi gravi, di depressi, di fallimenti di cure ecc. ma né nell'articolo, né nel mio blog che lo menziona si parla di ritrovati o cure miracolose, quindi di quale rischio bufale parli? I ricercatori hanno semplicemente osservato che alcuni tipi di stimolazione più ricca sembra che favoriscano il dimagrimento, in topi peraltro normali. Tutto qui.

Mi sembra che sei partito lancia in resta contro un... mulino a vento già magro! (sono le 17:30 e non vedo l'ora di arrivare a cena)

Umorismo a parte, a me l'articolo è sembrato interessante perché riporta un indizio parallelo a un altro, che nella mia vita personale e professionale ho già avuto modo di riscontrare: una vita sociale ricca e appagante non solo fa sentire meglio, ma fa sentire meno bisogno di mangiare. Ora quell'articolo sostiene che addirittura gli stimoli sociali favorirebbero il dimagrimento direttamente, a livello centrale.

Sarà uno studio fuorviante e viziato da errori metodologici? Come qualsiasi altro studio, sarà passato al setaccio, seguito da altri studi e vedremo cosa verrà fuori. Ma non ci vedrei dietrologicamente per forza un intento maligno.

Tu, per il lavoro che fai, sei abituato a casi estremi dove sono molto poche e ben definite le cose che funzionano. Ma in ambiti più normali le cose vanno in modo diverso. E in questo caso non stiamo certamente parlando di patologie.

E poi, se la notizia è riportata da testate note almeno quanto o Medicitalia o anche di più, per quale motivo non dovremmo farne menzione noi?

Sei comunque sempre il benvenuto nei miei blog, perché i tuoi commenti sono stimolanti e contribuiscono ad aumentarne leggibilità e visibilità.

Ciao

#4
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Non c'è assolutamente nessuna paura immotivata che mi ha spinto ha intervenire. Quale sarebbe poi ?
Forse non mi sono espresso bene.
Ho scritto che riportare la notizia sia utile, se rileggi.
Ho scritto che le conclusioni dello studio siano sbagliate e possono creare confusione, perchè dallo stesso articolo si evince che sia l'attività fisica il fattore principale del dimagramento >>Nella loro nuova casa, inoltre, gli animali avevano più spazio in cui muoversi e speciali attrezzi o 'arredi' utili a fare esercizio fisico, come un labirinto da esplorare o una ruota sulla quale correre. Ebbene, "dopo 4 settimane di questa nuova vita il grasso addominale dei topi era diminuito del 50%>>
E quindi non mi riferivo ai casi limite di depressi e obesi, ma al campione di topolini esaminati dallo studio.
In altre parole prima i topolini erano in gabbiette anguste e potevano muoversi poco, quando li hanno liberati in spazi in cui si potevano muovere sono OVVIAMENTE DIMAGRITI.
Questa precisazione mi sembra importantissima per non offrire facili alibi a coloro che non sono motivati a fare attività fisica.
Si sa da tempo che gli individui appagati da una vita gratificante già di per sè, essendo più attivi, si MUOVONO di più.

#5
Dr. Giuseppe Santonocito
Dr. Giuseppe Santonocito

"Cell" non è l'ultima arrivata fra le riviste, mi sembrerebbe strano (anche se può sempre succedere) che si sia trattato di un così marchiano errore metodologico, del non aver tenuto conto della variabile interveniente del movimento.

E infatti gli autori chiariscono che il dimagrimento NON sarebbe banalmente dovuto all'aumento di movimento. Ai topi è stata lasciata a disposizione una quantità illimitata di cibo con contenuto grasso al 45% ("presence of unlimited food"), hanno mangiato DI PIÙ, eppure sono dimagriti:

"Exercise (running in a wheel) alone did not account for the changes in body composition and metabolism of enriched animals."

Ovvero: il solo esercizio (correre nella ruota) non rendeva conto del cambiamento della composizione corporea e del metabolismo degli animali posti nella condizione sociale arricchita.

Vedi anche:

http://life.time.mk/read/3dbd8bfce2/d8ecda9b18/index.html

Il meccanismo che i ricercatori sostengono di aver scoperto sembra un po' meno banale del solito: "Se vuoi dimagrire, mangia meno e muoviti di più".



#6
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

>>il dimagrimento NON sarebbe banalmente dovuto all'aumento di movimento>>

L'incremento del movimento andrebbe MISURATO o in numero di esercizi eseguiti (??) o in metri percorsi x tempo, prima di escluderlo come fattore principale del dimagramento. E sui topi si misura con percorsi obbligati e non mettendoli liberamente a "perlustrare" il loro parco giochi.

Insisto, ma è solo la mia opinione, che quanto sostenuto dalle premesse e conclusioni dello studio non mi sembra dimostrato e caso mai conferma tutti gli studi precedenti :"Gli attivi, poichè si muovono di più , dimagriscono di più, indipendentemente da quello che mangiano".
Poi se si vuole approfondire quali possano essere gli stimoli che inducono a muoversi di più (l'amicizia, la socializzazione in senso lato, l'appagamento sul lavoro, il sesso, l'esibizione dei beni di consumo ? ecc) è altro tema.

In ogni caso Ti ringrazio per aver provocato questa interessante discussione.

#7
Dr. Giuseppe Santonocito
Dr. Giuseppe Santonocito

>>> L'incremento del movimento andrebbe MISURATO
>>>

Salvo, infatti è stato misurato.

Ecco il link allo studio originale:

http://download.cell.com/cell-metabolism/pdf/PIIS155041311100307X.pdf

"Since physical exercise decreases body fat, we subjected another group of mice to voluntary wheel running for 4 weeks. Running decreased body weight similarly to EE mice (Figure 1A). However, the reduction in WAT in runners was significantly less than that observed with EE (Figure 1A, p < 0.05). Both EE and running increased gastrocnemius mass, by 22.7% ± 3.5% and 12.8% ± 2.5%, respectively. We traced the traveling distance of EE mice plus the wheel running distance excluding activity within the feeding cage (the regular mouse cage) (Cao et al., 2010). The total distance traveled by the EE mice was 0.86 km/d more than control mice but approximately 66% lower than runner’s average traveling distance 2 km/d/mouse, indicating the further reduction of adiposity was not due to greater overall motor activity in EE."

E nella discussione:

"EE reduced adiposity more effectively than wheel running (Figures 1A and
1G), (2) EE showed less physical activity than wheel running, (3) EE no wheel was able to decrease adiposity (Figure 1G)"

In soldoni, i topolini EE (ambiente sociale arricchito) hanno fatto il 66% in meno di esercizio rispetto ai topolini senza EE e che correvano e basta, eppure sono dimagriti approssimativamente della stessa quantità.

Non solo, ma il tipo di dimagrimento è stato diverso, perché l'EE ha provocato una maggior diminuizione del grasso bianco e la sua parziale conversione in grasso bruno, rispetto ai topolini che correvano soltanto.

Quindi i topi EE hanno corso di meno, hanno mangiato lo stesso e sono dimagriti della stessa quantità di quelli che hanno corso la maratona ;-)



#8
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Se è così nulla da aggiungere, ma ti assicuro che mi mancava il passaggio >>The total distance traveled by the EE mice was 0.86 km/d more than control mice but approximately 66% lower than runner’s average traveling distance 2 km/d/mouse>> e quindi avevo dedotto che non fosse stata misurata la distanza percorsa dai due campioni esaminati(e infatti facevo notare questo vizio metodologico) e quindi mi sembrava azzardata la conclusione dello studio e troppo trionfalistica la conclusione.

Probabilmente mi era sfuggita alla lettura del lavoro originale, che pure mi sembrava di avere letto attentamente e ho dato più peso alle discussioni di questi giorni su alcune riviste online che riportano non integralmente lo studio ma solo i passaggi salienti.

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