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Mettersi a dieta dopo le feste

Dr. Serafino Pietro MarcolongoData pubblicazione: 05 gennaio 2011Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2021

Subito dopo le festività e con l'inizio del nuovo anno, inizia la corsa sfrenata non solo per i saldi nei negozi ma anche e soprattutto per recuperare il "peso perduto". Si calcola che circa un terzo degli italiani si mette a dieta dopo le feste natalizie per smaltire quei chili di troppo accumulati durante le vacanze.

dieta dopo le feste

La dieta post abbuffate funziona?

Sicuramente il desiderio di raggiungere il peso-forma è spesso dettato più da considerazioni estetiche che non da valutazioni sanitarie: un numero sempre maggiore di persone è infatti disposto a seguire diete "affamanti" pur di perdere qualche chilo e corrispondere quindi agli attuali canoni di bellezza. Tutto ciò ha portato al fiorire di svariate diete e a essere bombardati da quelle "alla moda", con l'unica certezza di far vendere libri e/o riviste.

Gli esempi di diete più popolari si basano fondamentalmente su una riduzione drastica delle calorie assunte giornalmente, ottenuta limitando o eliminando la quota glucidica (pasta, pane, riso, ecc.) oppure eliminando totalmente i grassi di condimento (olio d'oliva). Vengono proposte, inoltre, le solite diete "dissociate" o addirittura bizzarre, che favoriscono il consumo di alimenti particolari e scoraggiano o proibiscono l'uso di altri: la dieta "del minestrone", quella "latte e banana", quella "delle patate",  quella "oraria", quella "delle uova", quella "del gruppo sanguigno", ecc., ecc.. E per non dimenticare, le solite e pericolose diete "fai da te".

Tutte queste diete hanno in comune un forte squilibrio nell'apporto di nutrienti e non sono certo prive di rischi per la salute, in particolare se seguite per un lungo periodo di tempo e se adottate senza alcun controllo da parte di personale medico qualificato. Inoltre, sono fortemente diseducative in quanto, in alternativa al pasto abituale, non forniscono un modello alimentare corretto.

Dieta depurativa dopo le feste: come scegliere?

Volendo iniziare un trattamento dietetico è opportuno ricordare che il vero scopo di una dieta dimagrante non è solo il calo di peso, ma anche il mantenimento dell'equilibrio ponderale raggiunto e, soprattutto, l'acquisizione di una corretta educazione alimentare. È essenziale, quindi, che la dieta sia "personalizzata" e cioè che, oltre a tenere conto delle caratteristiche fisiche e costituzionali del soggetto, prenda in considerazione l'età, l'attività svolta e in particolare le sue abitudini e le sue esigenze alimentari. Stabilita la quota calorica giornaliera da introdurre con la dieta, sarà importante correggere gli errori alimentari sia quantitativi che qualitativi.

Dimagrire non significa non mangiare

È infatti importante che non vengano eliminati completamente dalla propria alimentazione alcuni cibi erroneamente considerati "ingrassanti". In pratica, nessun cibo "fa ingrassare", così come nessun altro "fa dimagrire": è solo una questione di misura.

Infine, è bene ricordare che come qualsiasi terapia medica, anche una dieta in quanto "terapia alimentare" deve essere sempre seguita sotto stretto controllo Medico.


Autore

serafinopietromarcolongo
Dr. Serafino Pietro Marcolongo Dietologo, Medico estetico

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1992 presso Università degli Studi La Sapienza Roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Foggia tesserino n° 4778.

2 commenti

#1
Utente 184XXX
Utente 184XXX

Buongiorno dottore, Mi scuso se sto usando in modo inappropriato questo spazio, se le fa piacere può rispondere a un quesito che può interessare anche altri utenti?
Lei ha accennato diete che eliminano degli alimenti. Ho sentito parlare di test delle intolleranze alimentari, ma non capisco il motivo di questi test o il motivo di eliminare conseguentemente un dato alimento dalla dieta. Come è possibile che delle intolleranze alimentari favoriscano la formazione di adipe? Meglio: come è possibile che una persona che assorbe male degli alimenti "ingrassa" di più? Non è questo un controsenso? Grazie e Buone Feste!

#2

Infatti! Concordo perfettamente con Lei.
Ma non siamo gli unici, considerato che la Comunità Scientifica non accetta, ritenendoli inattendibili, i cosiddetti "test delle intolleranze alimentari".
Cordiali saluti.

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