La sessualizzazione precoce: adolescenti a rischio?

Dr.ssa Angela PileciData pubblicazione: 04 marzo 2016

È in libreria da pochi giorni il nuovo libro di Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta di Milano, che ieri sera ha presentato a Chiasso proprio il libro “Girl R-evolution: diventa ciò che sei”

Il libro è scritto per le ragazze giovanissime ma anche per i loro genitori e affronta con coraggio e dolcezza molte delle nuove sfide che le adolescenti di oggi devono affrontare.

Se infatti l’adolescenza è da sempre il momento in cui le ragazze sono costrette a raccogliere delle sfide e si trovano alle prese con un corpo che cambia e spessissimo non piace perché non rientra nei canoni “ideali”, uno dei nuovi e principali problemi degli adolescenti di oggi è senz’altro il cyberspazio e il sexting e il rischio di adescamento on line dei minori, ma connesso a tutto ciò oggi è la sessualizzazione precoce. E di questo vorrei parlare, perché connessa a fenomeni nuovi e pericolosissimi. Di che cosa si tratta? Consiste, per usare le parole di Pellai, nel trasformare un minore in un piccolo adulto, inculcandogli pensieri, desideri e voglia di sperimentare situazioni che non sono adatte alla sua età. Un po’ come se ti imbattessi in un quindicenne alla guida di un auto o una dodicenne che al mattino si sveglia e, invece di andare a scuola, va a lavorare in azienda: avresti l’impressione che stiano facendo qualcosa per le quali non sono ancora mature. Nel caso della sessualizzazione precoce il meccanismo è identico, solo che riguarda le azioni che hanno a che fare con la sessualità. Come ha osservato l’associazione degli psicologi americani, questo porta le giovanissime a preoccuparsi troppo e prima del tempo (spesso inconsapevolmente) di apparire sexy e disponibili.

Quattro sono le conseguenze più visibili per una ragazza che vive questo processo:

  • Si convince che il proprio valore stia tutto nel sex-appeal o nel comportamento sessuale (più sei seducente, più vali)
  • Si conforma al luogo comune per cui essere belli significa essere sexy
  • È considerata un oggetto sessuale e gli altri la useranno come tale anzichè stimarla per la sua autonomia o per quello che sa fare (ovvero, crede che avere successo significhi essere sessualmente desiderabile e disponibile)
  • Le viene imposta la sessualità, vale a dire che può trovarsi coinvolta in atti sessuali di cui non capisce fino in fondo il significato e le conseguenze, perché non ha ancora la giusta maturità emotiva e mentale. Come dire: con il corpo assume comportamenti e vive situazioni che la mente non è in grado di gestire e controllare.

 

Come parlare dunque alle ragazzine che stanno diventando delle donne sulla sessualizzazione precoce? È sempre Pellai ad aver trovato le parole più giuste, lui che è un uomo e papà di due ragazzine e che ha molto a cuore la prevenzione e il benessere legato alla sessualità:

“Io ti invito a pensare a cosa vuoi e desideri davvero dentro di te, quando inizi una storia d’amore. Ed eventualmente, anche a sospendere per un po’ le pratiche sessuali, perché prima di trovare una sintonia dei corpi è fondamentale che le menti e i cuori siano in connessione profonda. È cruciale che ciascuno dei due partner si senta libero di seguire le proprie scelte, la propria volontà, i propri desideri e bisogni e di poterlo comunicare all’altro. E non è sempre facile, quando si è ancora ai blocchi di partenza della propria vita. Perché nulla è più doloroso di aver dovuto “fare ed essere” qualcosa che è molto lontano da ciò che vogliamo. Nessuno può sapere o dire quando sarai pronta a fare il grande salto. Ma io vorrei tanto che ti dessi tutto il tempo necessario per arrivare sicura e consapevole a quel momento. Anche se qualche amica lo fa già (ma ne sei poi così certa?), anche se in televisione e al cinema si vedono ragazzi e ragazze che, dopo una sera passata a ballare e a bere, finiscono dritti nel letto dell’amico di una sera, ti consiglierei di esplorare il tuo corpo e la tua femminilità a 360°, senza ridurre tutto a una sola, semplice questione: “Ci sto o non ci sto?”. Non si è femminili solo con il sesso, si è femminili con lo sguardo, con le parole, con la propria storia, proponendo una personalità unica e lontana dai cliché, appassionandosi a un progetto, svolgendo attività originali, arrampicandosi in montagna su pareti scoscese… Non è facile decidere quale donna vorrai essere, quale modello di femminilità si incarnerà nel tuo corpo di adolescente. Pur non potendo leggerti nel pensiero, ho visto molte tue coetanee indecise su quale parte della propria femminilità mostrare, su cosa puntare per essere “in modo unico e inequivocabile” se stesse. Vorrei dirti che hai tutta la vita davanti per fare l’amore con chi riterrai all’altezza. Fai in modo che la tua prima volta sia quando lo vorrai, e soprattutto non sia solo fare sesso, ma un indimenticabile, intenso e molto intimo “fare l’amore”. Non voglio proporti, adesso che sei giovane, un ideale d’amore superimpegnativo, sul modello delle coppie adulte che riflettono sui progetti di vita. So bene che l’adolescenza è anche e soprattutto il tempo dei giochi, della leggerezza, del corteggiamento, dei flirt che come un incantesimo faranno pendere dalle tue labbra molti ragazzi, stregati dai tuoi occhi e dalla dolcezza dei tuoi lineamenti. So bene che l’amore, per te, è una palestra dove esercitare i muscoli emotivi e la capacità di seduzione, dove mettere in vetrina l’ideale di femmina che pensi di incarnare nell’immaginario maschile. Ma sento il dovere di invitarti a non dimenticare mai la parte più profonda dell’amore, quella che sta scritta nel cuore, quella che, da millenni, artisti, pittori e scrittori decantano nelle loro opere. Arthur Koestler, scrittore e filosofo ungherese, ha scritto che «Nel sesso si può imparare la tecnica, ma mai un sentimento, e il sentimento è il fattore principale, perché l’arte di dare piacere è l’arte dell’amore e della devozione; senza amore la tecnica più perfetta è priva di valore e diventa solo un artificio senza anima». E la desideratissima, ma così poco amata, Marilyn Monroe ha dato una definizione profonda e dolorosa rispetto alla confusione tra fare sesso e fare l’amore. Ha scritto nei suoi diari: «È facile togliersi i vestiti e fare sesso. Le persone lo fanno continuamente. Ma aprire la tua anima a qualcuno, lasciarlo entrare nelle tue paure, nel tuo futuro, nel tuo sorriso, questo è essere davvero nudi».

Autore

a.pileci
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 2003 presso Università di Torino.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia tesserino n° 12751.

9 commenti

#1
Utente 397XXX
Utente 397XXX

Sicuramente le ragazzine e le giovani donne rischiano di essere fagocitate dai cattivi insegnamenti di questa nostra società e spero che prima o poi anche i giornali e la televisione vengano limitati nei loro messaggi poco sani. Il libro è assolutamente meritevole soprattutto se si pensa a quello che hanno portato con sè internet, i social network ecc...Tuttavia vorrei osservare che libri che si occupano della sessualità ed emozioni delle ragazze ci sono e ci saranno, mentre pare che ci sia un silenzio strano riguardo alla stessa tematica ma vista dal lato del giovane adolescente maschio. Nessuno o quasi si impegna a trattare l'argomento dei giovani e giovanissimi maschi. Sembra che non sia importante, che la sessualità del giovane adolescente non presenti alcuna criticità, che in fondo i ragazzi non abbiano tutte queste emozioni tutti questi problemi nell'iniziare la propria vita sessuale. Io non credo che negli studi degli psicologi si presentino solo ragazze con tanti dubbi e patemi. Èvero, è ben difficile che un maschio sia l'oggetto sessuale sfruttato di una donna. L'utilizzo sbagliato della seduzione è di sicuro una problematica più femminile e di solito gli abusi emotivi avvengono di più sulle giovani donne. Però non mi sento di affermare che anche il giovane maschio non possa presentare gravi problematiche nell'approccio alla sessualità. Avere cattive esperienze sessuali da giovani è un problema che non mi sembra dipenda dal genere.

#2
Dr.ssa Angela Pileci
Dr.ssa Angela Pileci

Gentile,

ha ragione: lo stesso dott. Pellai ha risposto a questa sensatissima obiezione che Lei solleva, annunciando la pubblicazione per la prossima primavera di un libro dedicato ai ragazzi e alle loro problematiche di ragazzi che diventano uomini. In effetti no, non arrivano in terapia solo ragazze, ma tra i nostri pazienti ci sono molti uomini che avrebbero beneficiato se da ragazzini avessero ricevuto una adeguata educazione sessuale ed affettiva.

Le suggerisco, se vuole, altri libri di Pellai, come ad esempio "Baciare, fare, dire, cose ai maschi nessuno dice" ( https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/5542-baciare-fare-dire-cose-che-ai-maschi-nessuno-dice.html )

Anche il Prof. Veglia ha dedicato ampio spazio alle problematiche non solo femminili ma anche maschili nel libro "C'era una volta la prima volta"

Nei corsi di educazione sessuale sono solita chiedere ai ragazzi e alle ragazze di scrivere su un foglio in forma anonima quelle domande cui vorrebbero ricevere risposte e in effetti anche i ragazzi hanno molte perplessità e curiosità che tradiscono paure, problemi, difficoltà.

Grazie per il Suo intervento.
La saluto cordialmente

#3
Utente 397XXX
Utente 397XXX

Grazie della risposta dottoressa. Mi fa piacere che l'argomento venga trattato anche dal lato maschile. I giovani d'oggi e in particolare i maschi nella nostra società occidentale sono trascurati quando si parla di sessualità ed emozioni principalmente perchè ancora adesso al maschio adolescente non viene insegnato l'aspetto emotivo. La conseguenza è che o il maschio tratta le donne come puri oggetti sessuali oppure si sente inadeguato perchè troppo sensibile (=poco maschile).

#4
Dr. Daniele Tonlorenzi
Dr. Daniele Tonlorenzi

Argomento sesso trattato con delicatezza senza essere "bacchettone". Bello lo condivido sul mio diario.
Brava mi piace

#5

Complimenti, un articolo molto bello e utile , il libro voglio comprarlo, vedo troppe ragazzine di quattordici quindici anni troppo truccate , troppo seduttive ,in giro.
Come avere una Ferrari senza saperla guidare..Buon lavoro Magda Muscarà

#6
Utente 426XXX
Utente 426XXX

Io ho una figlia di 16 anni e abbiamo paura se pensiamo a quello che c' è in giro che non promette niente di buono soprattutto se penso che recentemente una ragazza si è suicidata perchè su internet giravano i video che aveva girato con il suo ragazzo. Secondo il mio pensiero è pazzesco, non è facile per noi genitori.

#7
Dr.ssa Angela Pileci
Dr.ssa Angela Pileci

Gentile Utente,

innanzitutto mi scuso per il ritardo della mia risposta, ma il Suo intervento mi era proprio sfuggito. Per quanto riguarda la Sua preoccupazione, che trovo sensatissima, è doveroso insegnare ai ragazzi che -per quanto siano convinti di essere innamoratissimi- è fondamentale pensare a ciò che si fa e che alcune scelte possono rivelarsi del tutto sbagliate. Soprattutto, le conseguenze di tali scelte possono essere irreparabili.
Il suicidio è l'ultimo atto derivante dalle conseguenze della pubblicazione e condivisione di momenti di intimità. Prima ci sono i ricatti, le minacce e il bullismo, situazioni devastanti da un punto di vista psicologico.
A maggior ragione è importante far capire ai ragazzi e ragazze come la sessualità sia importante e il coinvolgimento con una persona potrebbe essere solo per un certo periodo, terminato il quale la condivisione di video o foto potrebbe non essere più così al sicuro.
Ritengo, però, che la responsabilità sia nostra, di adulti educatori, genitori, ecc...

#8
Utente 427XXX
Utente 427XXX

Il libro è meritevole, ma concordo con altri utenti e cioè nessuno si occupa di insegnare ai ragazzi (ragazze e ragazzi) tutto ciò che serve per poter crescere sani ed equilibrati.
Sopra ogni altra cosa manca il dialogo con i ragazzi, più che con le ragazze. Secondo me più utile di un libro che leggeranno solo gli addetti ai lavori è importante il dialogo con i propri figli

#9
Utente 431XXX
Utente 431XXX

Buongiorno a tutti, sono d'accordo su parlare di più con i ragazzi e ragazzi, ma si deve riconoscere il bisogno di essere educati anche da adulti perché tante volte è l'imbarazzo a farci tacere. Io il libro lo sto leggendo e mi piace, è scorrevole, piacevole e diretto. Ma poi bisogna capire come mettere in pratica ciò che insegna lo psicologo. Per me questa è la principale difficoltà.
Chiedo alla dottoressa se ha qualche "dritta" da suggerire dopo la lettura, se no tutto rimane sterile ed inutile

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