Cell-free DNA (cfDNA) nel carcinoma prostatico avanzato: un biomarcatore rivoluzionario?

Dr. Andrea MilitelloData pubblicazione: 15 agosto 2018

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L'armamentario per il trattamento per il carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) si è notevolmente espanso negli ultimi anni con l'introduzione di diversi nuovi farmaci approvati tra cui cabazitaxel, abiraterone, enzalutamide, sipuleucel-T e radium-223. Nonostante questi progressi, non esistono biomarcatori predittivi che possano beneficiare di queste opzioni di trattamento, ostacolando un approccio terapeutico personalizzato.

 

Cell-free DNA (cfDNA) è il DNA derivato da cellule apoptotiche che possono essere rilevate nel sangue periferico. cfDNA è costituito da DNA tumorale (ctDNA) e DNA non maligno, che è per lo più derivato da cellule ematopoietiche. Sebbene la maggior parte della frazione cfDNA provenga da cellule non maligne, la frazione di ctDNA è altamente variabile e generalmente aumenta nei pazienti con malattia più avanzata, il che riflette un maggiore carico di malattia. La rappresentazione delle metastasi da parte di ctDNA è stata dimostrata in un recente studio condotto su uomini con mCRPC che mostrava come il carico mutazionale nel ctDNA fosse fortemente correlato con quello delle biopsie tumorali metastatiche. Poiché l'emivita del ctDNA è relativamente breve (<2 ore), potrebbe quindi fornire un'istantanea in tempo reale dello stato del tumore. Questi promettenti dati suggeriscono che cfDNA può fornire una biopsia liquida non invasiva per valutazioni quantitative e qualitative del tumore, potenzialmente guidando un approccio terapeutico personalizzato. In questa luce, è stato dimostrato che alti livelli di ctDNA sono associati a sopravvivenza libera da progressione più breve (PFS) e sopravvivenza globale (OS) negli uomini con mCRPC [3, 4].

 I livelli di cfDNA dello studio riportato hanno mostrato promettenti proprietà prognostiche negli uomini con mCRPC trattati con chemioterapia con taxani. Con i dati emergenti sulla profilazione genetica di cfDNA, questo potrebbe essere solo il primo passo. Quando viene sfruttato tutto il potenziale di cfDNA, una rivoluzione nella gestione di mCRPC potrebbe essere dietro l'angolo.

 

Fonte

 

Autore

andrea.militello
Dr. Andrea Militello Urologo, Andrologo, Sessuologo, Patologo della riproduzione

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso Università La Sapienza di Roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 43740.

3 commenti

#1
Utente 147XXX
Utente 147XXX

Salve dottore si può

#3
Utente 147XXX
Utente 147XXX

Ho dei linfonodi inguinali ingranditi infatti al lato sx ho un lieve rigonfiamento che mi da fastidio da 5 mesi,il fastidio intendo come pressione alla c8ntura dei pantaloni non come dolore,alcune volte si irradia verso il basso inguine, vado a fare un ecografia e sono evidenti dei linfonodi bilaterali reattivi il piu grande misura 17mm ho fatto esame prostatica risulta normale ecografia testicolare una lieve infiammazione,doppler testicolare un lieve varicocele di 1 grado ma nulla di che,che altro potrebbe essere e la mia piu paura è questi l8nfonodi possono essere pericolosi?

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