Dai sintomi può essere prostatite

Salve a tutti. Ho 52 anni, da diversi mesi soffro di un leggero bruciore alla punta del pene, sempre a fine minzione e, a volte dopo eiaculazione. L'eiaculazione non è dolorosa, ma spesso, a volte anche dopo masturbazione, mi lascia un senso di peso al perineo, come se ci fosse una infiammazione. A breve vorrei effettuare una visita urologica visto che è da quattro anni circa che non la effettuo.
Dai sintomi può essere prostatite ?
Grazie
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Attivo dal 2016 al 2018
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Sono segnali di congestione infiammatoria pelvico-prostatica che va verificata con la attenta valutazione clinica dell'andrologo, associata alla esecuzione dell'ecodoppler pelvico-prostatico (in prima battuta basta la via sovrapubica) e scroto-testicolare, di uno spermiogramma e di una coltura del secreto prostatico. Sulla base di questi dati l'nadorlogo potrà decidere se siano necessarie ulteriori valutazioni o se sia attivabile il percorso terapeutico.
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dopo
Utente
Utente
Grazie Dott. Rando per la risposta.
A breve, prima di effettuare una visita urologica, vorrei fare esami urine e urinocoltura più spermiocoltura per verificare eventuali batteri presenti.
Non so se ho indicato giustamente il fastidio, indicandolo al perineo. Lo sento tra l'ano e lo scroto, insieme ad una blanda dolenzia testicolare. Il senso di calore e/o bruciore alla punta del pene, non è quasi mai immediato alla fine della minzione, ma successivo.
Da qualche giorno sto usando delle supposte di Topster e bevendo molta acqua.
Mi chiedo, se tutte queste problematiche possano essere concomitanti ad un lungo periodo (parliamo di anni) di intenso stress emotivo associato ad estrema ansia e depressione. Il tutto dovuto ad una separazione traumatica che mi ha lasciato strascichi psico/fisici piuttosto pesanti.
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Attivo dal 2016 al 2018
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Mai fare le terapie autonome... peraltro con supposte a base di cortisone che possono incrementare uno stato infettivo per blocco della reattività immunitaria locale e squilibrare la capacità riparativa. L'urinocoltura può essere utile per verificare la presenza batterica della via urinaria, ma per la prostata va fatta la coltura del secreto prostatico estratto al meato uretrale con specifico massaggio. La spermiocoltura è spesso poco significativa in quanto facile da contaminare. Lo stress emotivo, soprattutto se consistente, ha spesso un ruolo negativo nelle regolazioni della funzione genitale... se poi fosse stato trattato con gli SSRI o simili ci sarebbero anche le implicazioni negative di tali farmaci. Non faccia nulla da solo, si rivolga ad un buon andrologo che prenda adeguatamente in mano la situazione.
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Utente
Utente
Di nuovo grazie Dott. Rando
Lo stress emotivo è esageratamente lungo e consistente. Al riguardo può dare un'occhiata ad una mia richiesta di consulto in data 15/12/2010.
Non ho mai preso nessun farmaco antidepressivo se non un ansiolitico come lo Xanax.
Al momento mi trovo purtroppo all'interno di una chiara ed evidente sindrome ansioso/depressiva che mi sta logorando sotto il profilo psico/fisico. Mi sono stati prescritti dei farmaci (Entact), ma fino ad ora ho evitato di iniziare la cura proprio per paura di effetti collaterali e quant'altro. Ora lei mi dice addirittura che sarebbero da evitare riguardo problematiche di natura prostatica.
In effetti mi trovo un po' in un vicolo cieco. Da un lato gestire (con estrema fatica) la depressione e dall'altra gestire il caso che ho esposto in questa richiesta.
Pensavo che con il topster potessi controllare una eventuale forma infiammatoria (il farmaco mi fu prescritto qualche anno fa da un urologo/andrologo per una situazione simile)
A tal proposito potrei chiedere un parere circa un buon andrologo/urologo in Zona Roma e/o dintorni ?
Grazie.
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Attivo dal 2016 al 2018
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Non possiamo in questa sede dare indicazioni relative a Colleghi, ma può facilmente cercare tra le schede dei medici. A quanto sembra il suo stato ansioso-depressivo è importante e andrebbe affrontato con uno psicologo che non le dia farmaci (xanax e entact non sono proprio prodotti leggeri, soprattutto in relazione alle funzioni genitali e a quelle testicolari in particolare) ma che la guidi alla soluzione e all'equilibrio. Potrebbe aiutarla un buon percorso yoga (per il rilassamento e il riequilibrio emozionale) e/o tai-chi (per il recupero del proprio spazio vitale e relazionale). Sul fronte prostatico un buon andrologo, che dovrà ovviamente interagire con il suo stato complessivo, dovrà svolgere rapidamente le adeguate valutazioni strutturali e funzionali e impostare un buon percorso ricostitutivo di ciò che emergerà disfunzionate.
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dopo
Utente
Utente
Gent.mo Dott. Rando
Si il mio stato ansioso depressivo soprattutto in quest'ultimo mese è estremamente importante, anche perché riferibile a cause non rimosse.
Finora sono riuscito ad evitare Entact e farmaci antidepressivi analoghi. Ma lo Xanax purtroppo no, in qualche modo dovevo pur tentare di contenere l'ansia che altrimenti sarebbe stata opprimente.
Psicoterapia già utilizzata in passato, ora la sto utilizzando di nuovo, ma senza apparenti risultati.
A questo punto non so quale sia il primo problema da affrontare, se quello relativo allo stato ansioso/depressivo che mi sta causando reazioni a catena oppure la questione relativa alla problematica affrontata in questo consulto.
Grazie
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Attivo dal 2016 al 2018
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Vanno gestite entrambe, perché l'una influenza l'altra. Sono sempre del parere che sia meglio evitare i farmaci psicotropi da cui si rischia di diventare dipendenti. Le ribadisco che un buon percorso yoga e/o tai-chi la aiuterà molto di più di qualsiasi farmaco. Associando poi una buona attività fisica tipo nuoto e/o passeggiate nel verde (nella sua zona non mancano certamente i posti) tutti i giorni. La condizione pelvico-prostatica è tutta da valutare e poi nel caso trattare, sempre senza percorsi aggressivi salvo non sia strettamente indispensabile.

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