Utente 369XXX
Buongiorno, gentilmente volevo un consiglio o un parere medico. Ho una balanopostite da un mese circa. E' cominciato 2 giorni dopo un rapporto anale non protetto. Mi sono apparsi sul glande dei piccolissimi puntini in rilievo inizialmente non rossi, che non mi davano ne fastidio ne prurito. Dopo un paio di giorni la zona del prepuzio ha iniziato a diventar rossa e sentivo un leggero bruciore. Mi reco dal mio medico che mi consiglia pevisone latte due volte al giorno. Inizio con il pevisone e già dopo un giorno sparisce tutto continuo per 5 giorni poi interrompo per irritazione causata dal pevisone. Dopo un paio di giorni il rossore ritorna in altre zone del glande. Dopo un paio di settimane avverto stanchezza e febbricola 37.2 per circa una settimana. Nel frattempo eseguo visita Urologica dove mi prescrive tampone per ricerca microscopica batteri, esame colturale completo batteri e lieviti patogeni, gonorrea, trichomonas vaginalis, micoplasmi, clamidia. Risultato tutto negativo. Sempre l'urologo mi prescrive egerian crema che uso per 7 giorni. Anche stavolta dopo un giorno sparisce tutto ma si ripresenta subito dopo l'interruzione della crema antibiotica. Nel frattempo privatamente ho eseguito queste analisi: emocromo, ves, pcr, formula leucocitaria con risultato: (elenco solo i valori fuori range) pcr 1,5 mg (<1 >5), monociti 12,9 (3,4 - 9,0), alcuni linfociti atipici. Attualmente non avverto più stanchezza e febbricola ma mi sembra di sentire pesantezza e leggero fastidio ai testicoli, oltre al solito rossore sul glande e prepuzio quasi asintomatico. Domani devo chiamare l'urologo per sentire che devo fare. Gentilmente chiedo un parere che mi possa aiutare. Non certo una diagnosi. Grazie

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Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

segua le indicazioni che il suo specialista di riferimento le darà e, se lo desidera, ci riaggiorni dopo aver fatto la valutazione clinica diretta.

Detto questo si ricordi comunque che sempre, in questi casi, la visita medica specialistica in diretta rappresenta il solo strumento valido per poterle dare un’indicazione diagnostica mirata e poi eventualmente una prospettiva terapeutica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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