Utente 448XXX
Buongiorno, mio padre, 67 anni, buono stato di salute, lavoratore, non fuma da più di 20 anni, quando è sottoposto ad uno sforzo minimo ( anche camminare per neanche 100 metri o fare 6 scalini), avverte un senso di oppressione al petto, gli manca il respiro e comincia a sudare in modo anormale. Raramente la sera quando è disteso a letto, non riesce a prendere sonno perché si sente come se gli mancasse qualcosa (presumo intenda dire che gli manca l'aria). A volte ha anche la testa pesante. Comunque ha disturbi solo quando compie degli sforzi e non a riposo. Per tale motivo ha consultato un cardiochirurgo ed effettuato un ecocardiocolordoppler. Il referto dell'esame, scritto dal cardio chirurgo che lo ha effettuato, riporta sclerocalcificazione ed ipomobilita delle cuspidi aortiche condizionante valvulopatia con prevalente stenosi. Portando l'ecocolordoppler al cardiochirurgo che abbiamo scelto per l'eventuale intervento, quest'ultimo ha notato un incongruenza con i valori riportati nell'esame stesso, dicendo che uno contraddiceva l'altro, e quindi mi ha richiesto di far ripetere il test. Vorrei capire se questa incongruenza di valori può essere spiegata in qualche maniera e se anche voi la vedete, visto che il cardiochirurgo che ha effettuato l'esame non ha accennato nulla sul punto. I valori sono: valvola aortica velocità max 576 cm/sec; gradiente max 128 mmhg; gradiente medio 75 mmhg; area anatomica1,8 cm2. In questo momento non abbiamo ancora la certezza se mio padre deve sottoporsi ad un intervento di sostituzione della valvola o invece il problema sia dovuto alle coronarie. Sembrerebbe più probabile la valvola, ma in quel caso è necessario effettuare un intervento invasivo, oppure si può agire con un intervento in mini invasiva? È molto rischioso l'intervento? Vi ringrazio

[#1] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi

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Francamente mi chiedo perché con quei sintomi vi siate rivolti a un cardiochirurgo e non a un cardiologo.
Il referto dell'ecocardiogramam è in effetti assolutamente incongruente: un gradiente massimo di 128 mmHg e medio di 75 indica una stenosi aortica molto severa, per cui l'rea valvolare dovrebbe essere decisamente <1 cm2 (con quel gradiente mi aspetterei non più di 0.7). Una delle due misure è sicuramente sbagliata. O la curva Doppler è stata presa non sull'aorta ma su un rigurgito della valvola mitrale (è un errore possibile, anche se un ecocardiografista esperto di solito sa come evitarlo), oppure l'area anatomica è stata misurata male, oppure ha scritto 1.8 invece che 0.8. Mi lascia molto perplessa comunque che chi ha stilato il referto non si sia reso dell'incongruenza che è davvero evidente.
Inoltre, a quest'età non è escludibile che ci sia una coronaropatia associata.
Il mio consiglio è di rivolgersi a un centro cardiologico per far rifare l'eco da un cardiologo esperto, possibilmente con un ecocardiografo con immagini tridimensionali.
Poi, per valutare le coronarie, bisogna fare come minimo una TAC coronarica; oppure una coronarografia.
Qualsiasi discorso sulla possibilità di un intrevento chirurgico più o meno invasivo va fatto solo dopo aver ottenuto questi dati aggiuntivi.
Dr. Chiara Lestuzzi
Cardiologia, Centro di Riferimento Oncologico (CRO), IRCCS, Aviano (PN)

[#2] dopo  
Utente 448XXX

Inanzitutto la ringrazio moltissimo per la sua risposta molto chiara e precisa. Ok, quindi uno di quei valori è assolutamente errato e non può essere spiegato in altra maniera (come altre patologie come cardiomiopatie ecc.). Mi perdoni l'ignoranza. Abbiamo già preso appuntamento per rifare l'esame ecocardiocolordoppler nell'ospedale specializzato in cardiologia e cardiochirurgia nel quale il cardiochirurgo mi ha chiesto di ripetere l'eco discusso. Pultroppo anche se vi era stata la richiesta, da parte del medico, del bollino verde, abbiamo trovato posto solo a fine mese. Come ho già scritto nella mia prima richiesta di consulto, mio padre ha problemi solo se fa degli sforzi, seppur minimi (come camminare per un centinaio di metri o fare mezza rampa di scale per andare a dormire). Fin da giovane ha sempre avuto problemi di affanno quando faceva sforzi di media/alta entità, ma la giovane età compensava molto. Ai tempi mio padre diceva che aveva una parte del cuore più grande dell'altra dalla nascità, ma questo lo diceva lui, si vedrà eventualmente dall'ecocardiogramma. Comunque, domenica mi sono preoccupata un po' anche se diceva di sentirsi bene, a parte un po' di stanchezza e pesantezza di testa (è un grande lavoratore e si lamenta difficilmente, vive per lavorare e mi preoccupa che sfori i suoi limiti senza dire nulla). E' da qualche giorno che prende 1/2 carvedilolo 25mg mattino 1/2 carvedilolo 25mg sera e 1 aspirinetta 100mg su prescrizione del cardiochirurgo. Domenica torna alle 6:00 am dal turno notturno (è autista e camionista), va a dormire e si sveglia verso le 12:00 per mangiare qualcosa. Prima di mangiare proviamo la pressione e la glicemia (è leggermente iperteso ma non diabetico, prediabete, prende pastiglie solo per la pressione), a quel punto mi accorgo che i battiti sono 47 al minuto e rimango stranita. Riprovo di nuovo con la macchinetta e pensando che non funzionasse bene, li misuro manualmente e sono proprio 46 o 47 al minuto. Alle 13:00 i battiti erano aumentati a 51, ma mi sembravano comunque troppo pochi. Ho tentato di portarlo subito in ps ma lui si è convinto solo dopo 3 ore. Arrivati i ps, 4 ore dopo e dopo una camminata di 150 metri (a pause), quando gli hanno misurato i battiti erano a 77. Gli hanno fatto un elettrocardiogramma ma risultava tutto nella norma. Dopo quell'episodio di bradicardia, non ne ha avuti altri. Al ps non erano molto convinti e hanno detto che non c'è da preoccuparsi se i battiti sono pochi, ma gli hanno comunque prescritto un holter da fare. Quando i battiti sono così bassi, la fatica si sente di meno e la mia preoccupazione è che sia più facile sforzare senza accorgersene e causare danni. L'ho già messo a dieta, niente alcolici, poco sale e niente grassi animali. C'è qualcos'altro che posso fare? La ringrazio ancora moltissimo e mi scusi se sono prolissa ma voglio fare il possibile per indirizzare al meglio mio padre verso le migliori e più pertinenti cure.

[#3] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi

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Sinceramente mi preoccupa il lavoro che fa suo padre. Con i sintomi che ha, dovrebbe evitare qualsiasi sforzo brusco di tipo isometrico (tipo sollevare pesi), che invece i camionisti spesso devono fare. Anche solo salire sul camion può essere rischioso, soprattutto se è di fretta.
La bradicardia al polso potrebbe essere legata all'effetto del betabloccante (carvedilolo), ma anche potrebbe essere dovuta alla presenza di extrasistoli (battiti anticipati) ventricolari che non vengono avvertite al polso. L'Holter è molto importante.
Secondo me dovrebbe prendere una pausa dal lavoro finché la situazione clinica non è definita meglio; il rischio è che abbia uno svenimento improvviso (e se gli capita mentre guida può essere una tragedia). Ne parli con il suo medico e si faccia mettere in malattia da subito. Stia a casa ed eviti qualsiasi sforzo.
Dr. Chiara Lestuzzi
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[#4] dopo  
Utente 448XXX

La ringrazio molto per la risposta chiara e tempestiva, seguirò il suo consiglio e parlerò con mio padre per sospendere il lavoro almeno fino all'esito degli esami e visita con il cardiologo. Per ora la ringrazio tantissimo. Saluti

[#5] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi

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In bocca al lupo!
Dr. Chiara Lestuzzi
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[#6] dopo  
Utente 448XXX

Buonasera, ho avuto oggi i risultati del ecocolodoppler di mio padre ed effettivamente il precedente aveva dei valori sballati. Il color doppler odierno da questi valori: aorta radice 41mm, ascendete 36mm, atrio sx 49mm, ventricolo sx diastole 58mm, setto iv 16mm, parete 11mm, indice ipertrofia 0,47, atrio sx area telesistolica 26cm2, valvola aorta vel max 2,8 m/s, grad max 31 mmhg, grad medio 18 mmhg, mitrale vel picco 100 cm/s decelerazione 363 ms vel picco a 132 e/a 0,8, tricuspide vel max 2,6m/s grad. Max. 27 mmhg stima pressione ad 6mmhg calcolo pressione sistolica vd 33 mmhg. Il referto dice: normali dimensioni della radice aortica, del tratto ascendente, dell'arco e del tratto discendente esplorabile. Fibrosi parietale. Valvola aortica tricuspidata con degenerazione fibocalcifica delle cuspidi che presentano buona escursione sistolica (area planimetrica >1,5 cm2). Al doppler lieve stenosi. Lieve dilatazione atriale a sinistra. Fibrosi dei lembi valvolari mitralici con calcificazione dell'annulus. Al doppler lieve rigurgito centrovalvolare. Ventricolo sinistro nella norma per dimensioni (per bsa), ipertofia del setto basale (16mm) con accentuato angolo setto/aortico e calcificazioni dell'annulus mitralico determinanti accelerazione all'efflusso con gradiente picco 30 mmhg. Normale cinesi segmentaria e funzione sistolica globale nella norma. Pattern di flusso trasmitralico e venoso polmonare come da normali iniziale incremento dello pressioni di riempimento (e/e' 16). Settore destro nella norma per dimensioni eper cinesi (tapse 30mm). Fisiologico rigurgito tricuspidalico da cui si stimano normali pressioni del piccolo circolo. Pericardio nella norma. Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensa e cosa significa in parole semplici. La ringrazio

[#7] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi

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Bene, allora uno dei problemi è risolto. Il primo ecocardiografista aveva evidentemente scambiato la curva dell'insufficienza mitraglia con la curva aortica al Doppler. La stenosi aortica è lieve, e non c'è bisogno di chirurgia.
Rimane il problema dei sintomi che -a 67 anni, con ipertensione e lieve diabete- potrebbe avere problemi di coronarie.
L'esame da fare adesso è un test da sforzo, per vedere se l'ECG si modifica durante lo sforzo ( in particolare, quando compaiono i sintomi di oppressione al torace).
Dr. Chiara Lestuzzi
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[#8] dopo  
Utente 448XXX

La ringrazio moltissimo. Già domani ho appuntamento con lo specialista per stabilire i prossimi passi da farsi tra cui l'ecg sotto sforzo. Sono sollevata nel sapere che non si tratta della valvola aortica. Quindi se ho capito bene, neanche l'ipertrofia ventricolare sx del setto basale e angolo aortico e la dilatazione dell'atrio sx sono rilevanti e causanti i sintomi che affliggono mio padre. Oppure la loro rilevanza la si accertera' con ecg sotto sforzo, tenendo sempre conto una probabile problematica relativa alle coronarie che potra' essere accertata con coronarografia o alti esami specifici. Grazie di cuore, la terrò aggiornata.

[#9] dopo  
Utente 448XXX

Buongiorno, mio padre è stato ricoverato per accertamenti. Ha fatto un ecg a riposo, un ecg sotto sforzo e una coronarografia. Dall'ecg a riposo è risultato un blocco di branca destro, anomali della ripolarizzazione ventrivcolare secondarie a ritardo di conduzione intraventricolare. l'ecg sotto sforzo ha mostrato, durante la fase attiva,comparsa di SAM condizionante insufficienza mitralica secondaria significativa e progressivo incremento del gradiente intraventricolare fino a 110 mmhg. mi hanno spiegato che la valvola mitralica va a ostruire parzialmente l'efflusso all'aorta e questo è dovuto anche all'ispessimento del setto. Infine la coronarografia ha mostrato che la coronaria cdx prox era chiusa al 30%, iva prox aneurisma e iva med era chiusa al 90% quest'ultima è stata subito trattata con stent medicato xience sierra 3.0x23mm. Dopo è stato dimesso con terapia atenololo 100g 1 cp al mattino, telmisartan idoclorotiszide 40/12.5 mg 1 cp mattino, acido acetisalicinico 100 mg 1 cp, clopidogrel 75 mg 1 cp per sei mesi, pantoprazolo 20 mg 1cp per sei mesi, atorvastatina 40 mg 1 cp. Mio padre si sente meglio ma penso dovrebbe migliorare ancora con la terapia per la sam, anche se non so se sia una terapia che tende a migliorare o a stabilizzare i sintomi, lei che ne pensa? Mi preoccupa un po' l'aneurisma, ma se hanno deciso di non trattarlo penso non sia grave giusto? La ringrazio in anticipo per il suo parere. Saluti.

[#10] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi

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Bene, avevo visto giusto! Dai sintomi sospettavo che avesse un problema alle coronarie, se la stenosi aortica non era severa, e infatti con una stenosi del 90% dell'interventricolare anteriore ha rischiato di avere un infarto di dimensioni rilevanti.
Il problema dell'ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro da movimento anteriore delle corde della mitrale non è da trascurare, ma potrebbe migliorare con la terapia medica. La terapia con atenololo e -in generale- mantenere la pressione arteriosa abbastanza bassa può ridurre il grado di ipertrofia del setto e quindi ridurre l'ostruzione.
Riducendosi l'ostruzione ci sarà anche meno stimolo all'ipertrofia del setto (il cuore è un muscolo, quindi più sforzo fa per pompare il sangue, più tende a ispessire le pareti) e quindi si interromperà il circolo vizioso ipertrofia-ostruzione-ipertofia.
Esiste anche una tecnica chirurgica per ridurre l'ipertrofia del setto, ma è riservata ai casi di ostruzione grave e sintomatica. Penso che per il momento possiate stare tranquilli e fare dei controlli ecocardiografici periodici.
Dr. Chiara Lestuzzi
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[#11] dopo  
Utente 448XXX

La ringrazio moltossimo per le sue risposte chiare e precise. Si in effetti l'ispessimento del setto non è tale da essere sottoposto ad intervento chirurgico essendo inferiore ai 18mm (ipertrofia del setto basale 16mm con accentuato angolo setto aortico). Spero che con la terapia farmacologica migliori un po'. La ringrazio ancora di tutto, mi sento molto più rassicurata e sono felice che mio padre si senta già un po' meglio. Saluti