Utente 204XXX
Buongiorno,
mia moglie (76 anni) è stata sottoposta due anni fa ad intervento di anuloplastica valvolare tricuspidalica. Ciò a seguito controlli ecocardiografici per fibrillazione atriale in cui è emersa una progressiva insufficienza tricuspidale severa ed ipertensione polmonare (PAPs 49 mmHg).
Dopo l'intervento i valori si sono sensibilmente ridimensionati ma al controllo di pochi giorni fa (Ecocardiocolordoppler) è emerso "pressioni polmonari aumentate (PAPs 32+15 mmHg, sottostimate per ITR severa". Oltre a "in esiti di plastica tricuspidale, severa insufficienza residua".
Conclusione " esame invariato al precedente del 2016 "prima dell'intervento).
Dall'elettrocardiogramma dinamico Holter sono emerse 14 pause la più lunga delle quali di 3 secondi (significato?)
MI chiedo: è stato un intervento inutile? Anche perché mia moglie sia prima che attualmente non ha mai manifestato sintomi che, senza intervento, avrebbero potuto manifestarsi e cioè: affaticamento, affanno, ecc.. Mia moglie fa lunghe camminate giornaliere, svolge i lavori di casa anche i più pesanti ecc. e il tutto senza risentirne minimamente.
Ovviamente ha già chiesto una visita cardiologica di controllo ma un parere preventivo sarebbe quanto mai utile e gradito.
Grazie e cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Pare che l'intervento suklla tricuspide non abbia sortito una buon esito, dal momento che la insufficienza tricuspidale viene descritta come severa.
Questo tuttavia non ha a che fare con le pause segnalate all' Holter.
Se queste non fossero legate a farmaci che la paziente assume (che non ha indicato) potrebbe essere ipotizzata l'applicazione di un pace maker.

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#2] dopo  
Utente 204XXX

Grazie per la risposta! Consiglia di riferire al cardiochirurgo che ha operato sulla tricuspide? Anche perché mia moglie non voleva sottoporsi all'intervento non avendo alcun tipo di problema, ma fu proprio il cardiochirurgo a prospettare un sacco di eventi negativi in futuro vista l'età (affanni, affaticamento ecc.) per cui consigliava "fortemente" l'intervento che ora sembra non aver sortito gli effetti sperati. In questi due anni, oltre alla riabilitazione, ha assunto (e ne sta assumendo ancora qualcuno) un sacco di farmaci (esomeprazolo, quinapril, indometacina, amlopidina, kcl, furosemide, bisoprololo, oltre a Coumadin in quanto in terapia anticoagulante.
Possono forse questi medicinali aver influito sull'esito dell'Holter?
Ringrazio ancora porgendo i miei più cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Ovviamente deve informare il cardiochirurgo.
Se sono quelli i farmaci che assume e' probabile che venga consigliato l' impianto di un PM, dal momento che nessuno di quelli interferisce con il sistema di conduzione del cuore.

Mi permetto di suggerire molta ttenzione nell'uso della indometacina perche' nefrotossica (controlalre azotemia e creartininemia ed elettroliti).
Nei pazienti di questo tipo inoltre e' fondamentale l'impiego di antuialdosteronici, che mi pare la paziente non assuma

Arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#4] dopo  
Utente 204XXX

Grazie ancora! Al momento assume soltanto lasix, quinapril e amlodipina, oltre al coumadin. Inoltre due colliri per glaucoma (latanoprost e azopt). L'indometacina è stata sospesa da qualche mese.
"antuialdosteronici": mi consiglia di suggerire al cardiologo questi trattamenti
Grazie!

[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Penso che il suo cardiologo lo sappia bene......
Un ultimo suggerimento: chieda all'oculista sei i colliri che usa per il glaucoma contenessero beta bloccanti : questo potrebbe infatti favorire disturbi del ritmo cardiaco.

Arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#6] dopo  
Utente 204XXX

Veramente gentile e … paziente!.
Grazie e cordiali saluti