Utente
Ho 39 anni, non sono fumatrice, nè in sovrappeso. Conduco una vita sana e pratico regolarmente attività sportiva. Premetto che sono un soggetto estremamente ansioso ed emotivo. Soffro di tachicardia da quando ero molto piccola (primo episodio avvenuto quando avevo circa 10/11 anni). Mi sono fatta varie analisi (nel 2006 ho fatto ecg, ecocardiogramma, ecg sotto sforzo e anche Holter per 48 h) e risulta tutto nella norma, anche se gli episodi di tachicardia non sono avvenuti durante l'Holter quindi è stato praticamente inutile. L'ultima visita fatta ad agosto scorso (ecg + ecocardio) sempre tutto nella norma. La sensazione che avverto quando ho queste "crisi" è il cuore che inizia improvvisamente a "tremare" e poi parte all'impazzata per qualche minuto, fino a che, sempre all'improvviso ritorna a battere normalmente. È strano perchè quando la crisi inizia mi sembra come se il cuore uscisse dal petto mentre quando passa sembra come se rientrasse dentro con un pugno. Di botto. Come se si "spegnesse", è difficile da spiegare in modo chiaro. Comunque mi è stato detto che si tratta di tachicardia parossistica. Sono stata tranquillizzata anche xkè queste crisi di qualche minuto sono molto rare e avvengono soprattutto nei periodi di grande stress. Da 1 anno a questa parte faccio un lavoro stressante (anche se part time) per cui mi sveglio alle 3/4 di notte. Comunque le crisi frequenti durano solo un secondo e accadono molto più spesso rispetto a quelle che durano minuti. Le crisi che durano minuti invece erano anche sparite per qualche anno (forse xkè ero meno stressata?). La peggiore che ho avuto è accaduta a giugno, mentre facevo attività fisica in palestra e quindi avevo già il battito accelerato. Avevo il cardiofrequenzimetro al polso e ho toccato i 250 battiti. Un incubo. L'ho detto al cardiologo e dice che non è rischioso, non è una cosa grave essendo il mio un cuore sano. Ma io da giugno non vivo più. Il fitness che era la mia passione sta diventando anche quello un incubo. Ho l'ansia tutti i giorni e vedo tutto nero. Mi sembra di vivere con un handicapp e mi domando se valga veramente la pena vivere così. Inoltre non sono più tanto giovane e mi chiedo come farò ad affrontare questo problema quando il mio cuore sarà ancora più vecchio...ho anche letto di farmaci e dell'ablazione ma solo a leggere i rischi e le conseguenze mi sento morire. Uno dei cardiologi che mi ha visitata mi ha detto che sono troppo ansiosa...ma la tachicardia parossistica c'entra davvero con l'ansia? Ho tanta paura...non so più che fare...non vivo più, penso a questa cosa ogni secondo delle mie giornate e poi ho paura che mi risucceda mentre faccio sport, che tra l'altro era il mio incubo peggiore che si è purtroppo avverato. Possibile che tutti i medici che mi hanno vista mi liquidino così, senza che io abbia risolto il mio problema? Possibile che non sia una cosa grave? Ho troppa paura.
Ps: ad agosto ho fatto solo ecg + eco, dovrei ripetere quello sotto sforzo e l'Holter?

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Dr. Maurizio Cecchini

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Gli episodi che lei descrive con precisione paiono episodi di tachicardia parossistica sopraventricolare, che non sono legati all'ansia quanto probabilmente acircuiti di rientro congeniti che lei ha.
250 battiti al minuto sono una frequenza elevatissima e mi pare impossibile che un cardiologo le abbia detto..."che non e' rischioso e che non e' grave".
Dopo questi epiosdi ha mai avuto la necessita impekkente di urinare).

In ogni caso ripeterei un holter ma se anche quel giorno non avesse disturbi forse uno studio elettrofisiologico sarebbe indicato.

Arrivederci
cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#2] dopo  
Utente
Gentile Dottore, la ringrazio per la celere risposta. Anche a me sembra molto strana la risposta del cardiologo...mi ha fatto anche lui la stessa domanda riguardo lo stimolo ad urinare e la mia risposta è stata negativa. Nessuno stimolo ad urinare. Per quale motivo mi fa questa domanda?

[#3]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Perche quando si ha una tachicardia parossistica di una certa durata aumenta la portata renale e quindi la filtrazione del sangue e la produzione di urina.

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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