Utente 361XXX
Gentile Dottore,

mio padre (62 anni e obeso, da poco seguito da nutrizionista) soffre di insufficienza mitralica moderata-severa che teniamo d'occhio con ecocardio annuale. E' in cura con Triatec e Tenormin. Dopo aver riscontrato bradicardia (45-50 pulsazioni al minuto) il cardiologo ha consigliato di dimezzare il Tenormin a 1/4 di compressa e di non prenderlo se gli sembra di avere frequenza cardiaca troppo bassa, ma dato che mio padre non sta molto dietro al problema e certo non si prova le pulsazioni ogni giorno, lo sta assumendo quasi sempre e le pulsazioni sono rimaste molto basse.
Abbiamo entrambi paura che assumere il Tenormin in modo incostante possa risultare in sbalzi dannosi per il cuore, e mio padre non è abbastanza attento al problema da misurarsi la frequenza cardiaca ogni giorno e decidere sull'assunzione di conseguenza, per cui il consiglio di non assumerlo all'occorrenza gli risulta difficile da seguire.
Dalle misurazioni che fa a casa ogni tanto la pressione risulta sempre a posto mentre le pulsazioni al minuto sono generalmente intorno ai 50, a volte si abbassano fino a 45, a volte si alzano intorno ai 60.
Cosa ne pensa di questa terapia? E' troppo poco 45-50 pulsazioni al minuto?

L'altra domanda che vorrei rivolgerle è cosa ne pensa degli integratori per aiutare il sistema cardiocircolatorio. Abbiamo chiesto al nostro cardiologo cosa ne pensa dell'integrazione di Omega3 (che non assume con l'alimentazione) e coenzima Q10 e ci ha risposto che pensa siano tutti soldi regalati alla farmacia. Io mi sono letta un po' di articoli e review e, sempre da profana mi sembra ci siano evidenze che invece possano essere benefici. Gli Omega 3 sembrano fare bene un po' a tutto e il Q10 sembra utile per chi soffre di insufficienza cardiaca. Lei cosa ne pensa?

La ringrazio in anticipo per il suo prezioso parere

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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se il paziente ha una insufficineza mitealica moderato severa va operato.
a seconda del problema mitralico puo essere necessaria una sostituzione od una riparazione della valvola.
il beta bloccante non e certo la,terapia medica principe in attesa dell intervento perche bradicardizzando aumenta il tempo di riempimento e quindi il volume telediastolico del ventricolo sinisteo con conseguente aumento della insufficienza.
la terapia medica in attesa dell intervento consiste in riduttori del post carico come gli ACE INIIBITORI e del precarico (diuretici ed antialdosteronici).
fondamentali , sempre in attesa dell intervento, riposo e dieta senza sale

arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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Medicina di Emergenza ed Urgenza

[#2] dopo  
Utente 361XXX

Mio padre non ha ancora sintomi significativi, se non un po' di affaticamento correlato ben più probabilmente alla sua obesità (su cui stiamo lavorando). Il cardiologo ci ha detto che secondo lui l'intervento non è ancora necessario. Ciò che mi dice mi fa riconsiderare la fiducia che riponevo in questo medico e cercherò di convincere mio padre a consultare un altro cardiologo. La ringrazio per il suo parere

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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suo padre è giovane e non ha senso tergiversare .
se aspetta che inizi a avere sintomi significa aspettare che aumenti il volume atriale sinistro e la pressione polmonare .
sono 37anni che mi occupo di valvulopatie e le consigliomdi inviare suo padre in un centro cardiochirurgico di sua fiducia per uma valutazione .
si ricordi che i pazienti guariti rendono meno.....

ci faccia sapere se vuole

arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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