Utente 283XXX
Buonasera, Vi scrivo il seguente consulto in base a delle complicanze avute per mia suocera, dopo l'asportazione dell'utero.
Vi spiego brevemente che lei ha circa 50 anni e giovedì della scorsa settimana, gli hanno asportato l'utero (in anestesia totale), in quanto dava problemi di natura mestruale e dolori, oltre che ad essersi ingrossato.
Fino a lunedì mattina di questa settimana tutto sembrava procedere per il meglio (tranne che a causa di emocromo basso gli hanno dovuto fare una trasfusione di sangue), dopodichè, già lunedì stesso sono arrivati i primi segnali di febbre, circa 39 gradi. I medici dapprima dicevano che era normale dovuto alla ferita che poteva essersi infettata; poi tramite ecografia e successiva tac, evidenziavano un accumulo (grumo) di sangue proprio nei pressi della ferita con infezione e infiammazione.
Fino ad arrivare a stamane, quando è stata nuovamente operata per aspirare l'accumulo di sangue e ripulire la ferita (inizialmente i medici avevano detto che si sarebbe riassorbito da solo), con installazione di drenaggio; nel pomeriggio presentava di nuovo febbre fino a 39.

Quello che vorrei chiederVi ora: E' normale tutto ciò? Possono i medici aver sbagliato qualcosa nel primo intervento? E soprattutto la situazione va presa con tranquillità (per come consigliano i medici) o dobbiamo preoccuparci?

Grazie e spero in una Vostra risposta.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Non abbiamo dati per comprendere cosa possa essere successo. Ma una complicanza infiammatoria o emorragica rientra tra le complicanze infrequenti. Questo non vuol dire affatto che siano stati commessi errori nella esecuzione delle procedure.
Maggiori dettagli ovviamente può richiederli al chirurgo.

Tanti saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com