Utente 271XXX
Buongiorno,
scrivo per avere il parere di un altro professionista riguardo al mio problema.
Un mese fa mi sono recato dal mio medico curante perchè al tatto sentivo una piccola pafula vicino all'ano a ore 11 (cosi ha scritto sulla carta il medico). Questa non mi recava nessun fastidio e dal medico ci sono andato per chiedere chiarimenti su questa cosa e per fare presente che da circa 3 mesi la ragade anale posteriore di cui sono a conoscenza aveva ripreso a farmi sanguinare subito dopo aver defecato.
La settimana dopo, la "pafuletta" ha cominciato a bruciarmi a giorni alterni, oggi stavo bene l'indomani avevo fastidio e anche solo al tatto con la carta igenica mi dava un fastidio e bruciore notevole.
Sono dunque arrivato circa due giorni fa alla visita proctologica dopo circa dieci giorni di cura con pentacol 500 gel. In questi dieci giorni non ho più sanguinato dopo la defecazione e la pafuletta si è completamente sgonfiata lasciando solo una piccolo rialzo. Non avevo alcun tipo di fastidio.
L'esito dell'same proctologico è: ragade anale posteriore con tramite fistoloso.
Mi consiglia l'intervento chirurgico di fistulectomia e sfinterotomia laterale interna sinistra.
Saputo questo il medico curante ha detto che devo assolutamente operarmi.
Volevo chiedere visto che io non ho nessun tipo di fastidio adesso, sto bene, anzi ho ripreso a fare attività sportiva (ciclismo), è davvero necessario l'intervento chirurgico? Eventualmente che tipo di anestesia viene fatta e che tipo di problemi possono esserci dopo, perchè il dottore che mi ha visitato mi ha parlato di problemi di incontinenza che teoricamente potrebbero subentrare. Ne vale la pena anche se adesso non sento nessun sintomo e sto bene?

Ringrazio in anticipo per una Vostra cordiale risposta
Distinti saluti.

[#1]  
Dr. Stefano Spina

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Lei ha avuto diagnosticata una fistola, cioe' un "canale", che mette in comunicazione presumibilmente due fori: uno esterno, dove e' visibile la lesione, e uno interno. Anche se in certe situzioni puo' non darle fastidio e' pur sempre una lesione importante; e da trattare in questo caso chirurgicamente. Quindi ritengo che l'intervento sia necessario. Sono d'accordo con lei sul fatto che certamente la procedura non sia esente da rischi (incontinenza, etc.), ma credo che affidandosi ad un buon centro di Proctologia della sua Regione i rischi saranno minimizzati. Per quanto riguarda l'anestesia penso che si possa scegliere tra generale e peridurale, ma queste sono scelte delle quali potra' parlare con l'Anestesista che si occupera' del suo caso.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#2] dopo  
Utente 271XXX

E' doveroso ringraziarla inanzitutto per la sua risposta.
Lei parla quindi di una lesione importante da trattare chirurgicamente.
Lasciare passare del tempo (visto che per il momento non ho alcun sintomo o fastidio) la situazione rimane stabile o esiste la possibilità che peggiori?
Il fatto che mi preoccupa è quello legato alla possibile incontinenza, L'anestesia infine che viene usata a cui lei faceva riferimento la "peridurale" in cosa consiste, funziona come la spinale? Mi perdoni l'ignoranza.

Grazie.

Cordiali Saluti

[#3]  
Dr. Stefano Spina

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Si tratta di una condizione che di sicuro puo' soltanto tendere al peggioramento. Le conseguenze potranno essere sostanzialmente infettive: si tratta infatti pur sempre di un "canale" che, attraversando altri tessuti, mette in comunicazione due strutture che invece non dovrebbero esserlo.
Per quanto riguarda l'anestesia posso dirle, semplificando il concetto, che effettivamente la peridurale assomiglia molto negli effetti alla spinale. Ho pero' invitato un Collega Anestesista a risponderle qui di seguito, perche' reputo che sia senz'altro piu' qualificato di me per darle una risposta corretta.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#4] dopo  
Utente 271XXX

Grazie molte per la risposta e l'interessamento.
Potremme gentilmente illustrarmi appunto in cosa consiste la pratica di fistulectomia e sfinterotomia per capire appunto cosa viene fatto e se ha senso praticare eventualmente solo la prima per contenere i rischi visto che la ragade non mi ha dato tanti problemi?
Per concludere dopo l'eventuale operazione (in day hospital credo) dopo quanti giorni posso riprendere l'attività lavorativa? Svolgo un lavoro leggero dove posso alternare lo stare in piedi e seduto ogni 4 ore.

In attesa della risposta da parte anche del suo Collega Anestesista, la voglio ringraziare per la Sua disponibilità e professionalità nel dare le risposte.

Distinti Saluti.

[#5]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Gentile utente
Per fistulectomia si intende l' asportazione del canale(tragitto fistoloso) che mette in comunicazione, come le è stato precedentemente spiegato dal collega Spina, l'interno del anoretto con la cute perianale,
In mancanza della precisa descrizione del percorso del tragitto fistoloso e dei rapporti che contrae con gli sfinteri, non ci è possibile darle ulteriori informazioni sul tipo di intervento e metodiche(setone etc.) che in molti casi abbiniamo alla fistulectomia.
Probabilmente, se la sua fistola è sottomucosa, condizione che spesso è associata alla ragade anale, sarà sufficiente la sola asportazione del tragitto fistoloso(fistulectomia).
La sfinterotomia(SLI) è necessaria per il trattamento della ragade anale.

Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

[#6] dopo  
Utente 271XXX

Grazie Dott. D'Oriano per la sua disponibilità a darmi una risposta.
Per quanto riguarda il tragitto della fistola dovrebbe essere dritto da come mi ha illustrato (su un foglio di carta) il dottore che mi ha visitato.
La sfinterotomia mi è stato detto appunto che servirebbe per evitare che la fistola si riformi (molto semplicemente).
Quello che mi lascia a dire il vero perplesso, e qui se gentilmente mi potrebbe dare il suo parere da professionista, sulla base della singola visita proctologica mi è stato chiesto se ero d'accordo a fare i l'intervento (fistulectomia e sfinterotomia) senza nessun ulteriore esame o altro per valutare in maniera più accurata sul da farsi ed eventualmente poi come procedere. E' possibile che questo accada? Mi sentirei un po' più sicuro,magari, che chi mi deve operare abbia qualche informazione in più, ma forse ,e lei probabilmente mi confermerà, in una visita di 10 minuti per professionalità ed esperienza è possibile aver capito bene sul da farsi, nel mio caso entrambi gli interventi chirurgici.

In attesa di una Vostra cordiale risposta le porgo
Distinti saluti.

[#7]  
Dr. Stefano Spina

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La professionalita' di un Medico non si misura con i minuti di una visita. Anzi, a volte e' proprio per vie della grande esperienza accumulata che si riesce ad avere il quadro di una certa patologia gia' chiaro in pochissimo tempo! Tuttavia debbo darle ragione quando lei si lamenta per le scarse informazioni ricevute: purtroppo quella di spiegare chiaramente al paziente quello che accadra' sul tavolo operatorio e' una dote che non tutti noi abbiamo, ma questo accade perche' non siamo tutti uguali... Lei comunque ha il pieno diritto di chiedere al Chirurgo che la operera' di fornirle piu' dettagli possibile.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#8]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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A distanza non è possibile confermare una diagnosi, ma come le ha scritto anche il collega Spina, indipendentemente dalla durata della visita l'esperienza gioca un ruolo fondamentale.
l'indicazione chirurgica(Fistulectomia e Sfinterotomia) è condivisibile.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#9] dopo  
Utente 271XXX

Volevo ringraziarvi per le risposte e l'attenzione dedicata.
Andro' a chiedere al chirurgo che mi deve operare (presumo sia lo stesso dottore che mi ha visitato) qualche informazione in più a riguardo come mi ha consigliato Lei dott. Spina.
Eventualmente avrebbe senso una visita in un altra struttura, magari avere informazioni più specifiche?

Grazie

Distinti Saluti

[#10]  
Dr. Stefano Spina

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Chiedere un secondo parere e' sempre utile: del resto e' quello che lei sta facendo dal momento in cui ha deciso di scrivere su questo sito. Anche se ovviamente l'aiuto che possiamo darle noi, via internet, e' infinitamente piu' piccolo di quello che, dal vivo, potrebbe darle un Collega che possa visitarla.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#11]  
Dr. Stelio Alvino

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Buonasera, accolgo volentieri l'invito del Collega Dott. Spina per spiegare la differenza tra le due tecniche di anestesia regionale citate apparentemente simili ma in realtà con delle differenze sostanziali.
Nello specifico e in relazione all'intervento che deve eseguire, se non vi sono particolari controindicazioni che impongono una Anestesia Generale (AG), lo si preferisce fare con un blocco spinale (anestesia subaracnoidea): la classica "spinale" per intenderci. Per questo tipo di anestesia viene iniettata una specifica dose di anestetico locale attraverso un ago posizionato e introdotto con manovra indolore tra due vertebre, nello spazio detto appunto "subaracnoideo" tra la "dura madre" e l' "aracnoide" (meningi). In questo spazio è presente il liquor "cefalo-rachidiano". E' grazie a questo liquido trasparente che avvolge il midollo che l'anestetico si diffonde giungendo alle fibre nervose che devono essere addormentate.
Si determina in pochi minuti un blocco sensitivo-motorio (con perfetto rilassamento muscolare) della zona interessata all'intervento che può essere eseguito pertanto a paziente sveglio.
Nella anestesia "peridurale" invece l'approccio è il medesimo (posizione del paziente, zona anatomica esterna dove introdurre l'ago) ma i presidi utilizzati un po differenti (l'ago è di calibro maggiore per esempio). Cambia inoltre lo spazio anatomico interno dove viene iniettato l'anestestico ma l'effetto è poi il medesimo e per brevità di consulto sorvoliamo.
La tecnica "epidurale" però viene limitata generalmente oggi soprattutto a quelle manovre anestesiologiche dove è necessario introdurre oltre l'anestetico anche un cateterino che permetta una analgesia post operatoria continua. Situazione destinata per esempio ad interventi chirurgici più complessi e dove si preveda una anestesia, prima, e una analgesia post operatoria, poi, prolungata nei giorni.
Spesso le due tecniche per la loro apparente somiglianza sono erroneamente rese sinonimi, ma come spiegato sopra sono in realtà per noi Anestesisti che le eseguiamo, assai differenti e con indicazioni precise per il tipo di risultato che si vuol ottenere.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro. Non esiti a ricontattarci se necessario per ulteriori delucidazioni.
Cordiali saluti
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Dott. Stelio ALVINO

[#12] dopo  
Utente 271XXX

La ringrazio Dott. Alvino per la sua esauriente spigazione.
L'effetto anestetico della spinale ha una durata precisa o puo' essere commisurato al tipo dell'intervento?
Colgo l'occasione anche per ringraziare il Dott.Spina e il Dott.Oriano per le loro risposte.
Cercherò quindi nel possibile di aproffondire un attimo di più la mia situazione, anche se a parere del medico la cosa è da fare visto l'esito della visita proctologica.
Penso che a breve farò questo passo anche se (e so che sbaglio a pensare cosi) ,il fatto di non avere alcun fastido adesso e di sentirmi completamente a posto, contrasta vivamente col fatto di finire in sala operatoria.

Distinti saluti

[#13]  
Dr. Stefano Spina

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Tenga conto che pero', in molti casi, e' impossibile o quanto meno molto complicato operare durante la fase acuta di una malattia. E' quando la situazione e' stabile che invece si puo' (e si deve!) intervenire per risolvere il problema in maniera definitiva.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#14]  
Dr. Stelio Alvino

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Buonasera, L'effetto della spinale è variabile in base alla dose e alla diluizione di anestetico iniettata. Gli anestesisti sanno inoltre come prolungarne l'effetto aggiungendo degli altri farmaci nel "cocktail" iniettato. Ma non ritengo che la durata dell'intervento imponga ciò.
Invece sottolineo che eseguendolo in spinale lei beneficia anche di un buon periodo di analgesia post operatoria di qualche ora prima che debbano esserle somministrati antidolorifici in reparto pur avendo ripreso tutte le sue normali funzioni motorie.
Cordiali saluti
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Dott. Stelio ALVINO

[#15] dopo  
Utente 271XXX

Grazie Dott.Spina,la sua considerazione, che condivido pienamente, è di grande incoraggiamento.

Buonasera Dott.Alvino, molte grazie per la sua risposta molto chiara.
So che esistono anche dei rischi nel praticare la spinale, questi sono proporzionali alla durata appunto dell'effetto anestetico?

La ringrazio fin d'ora per una sua cordiale risposta.

Distinti saluti

[#16]  
Dr. Stefano Spina

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Di nulla. Lascio volentieri la parola al Collega.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#17]  
Dr. Stelio Alvino

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I rischi di una anestesia spinale, nella quasi totalità, sono bassi di per se e legati sopratutto alle condizioni generali di salute e all'età del paziente. Ribadiamo ancora una volta che in Medicina il rischio "zero" non esiste e proprio per questo oggi la Legge impone (ma già prima anche il nostro Codice etico e deontologico) che il paziente sia informato su tutta la procedura, rischi compresi, che accetta sottoscrivendo un consenso informato.
Detta così si rischia come sempre di esasperare la situazione e di creare dubbi e incertezze che rendono il paziente diffidente e sospettoso. In realtà un franco colloquio col medico anestesista alla visita potrà certamente chiarire ogni dubbio.
Personalmente il comfort offerto da questo tipo di anestesia anche nelle ore successive (compresa la possibilità di bere e di mangiare qualcosa dopo l'intervento, a differenza della AG) mi spingono a consigliare sempre questa tecnica che, se non sussistono controindicazioni specifiche per cui l'anestesista opta per altre tecniche, è decisamente quella preferibile.
Cordiali saluti.
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Dott. Stelio ALVINO

[#18] dopo  
Utente 271XXX

La ringrazio Dr.Alvino per la sua disponibilità a rispondere alle domande.
Nei prossimi giorni deciderò se sottopormi ad intervento chirurgico (ma penso proprio di si) per la risoluzione del mio problema nonostante le preoccupazioni di cui precedentemente ho scritto.

Distinti saluti.