Utente 276XXX
egregi dottori,

da circa 2 mesi soffro di emorroidi.

un mese fa mi sono fatto visitare da un proctologo a milano (ex primario ospedaliero) che dopo aver eseguito anoscopia riscontrava emorroidi esterna trombizzata ed interne.

preciso che le emorroidi esterna e' sempre prollassata (anche se la spingo dentro esce immediatamente) ma fino a ieri l'altro era sempre stata di dimensioni ridotte, circa una falange del mignolo. preciso anche che nei due mesi precedenti il sanguinamento era stato mino e sporadico (forse 2 o 3 volte).

il dottore, come io gran sollievo, ESCLUDEVA con tutta probabilita' la necessita' di intervento chirurgico e prescriveva daflon 3 settimane e proctolyn 2 settimane (cosa che del resto gia facevo da una settimana su indicazione del farmacista).

con la cura farmacologica l'episodio acuto del trombo si e' risolto in pochi giorni, e per quasi tutto il periodo di 3 settimane il dolore era praticamente scomparso. l'emorroide esterna solo in un brevissimo frangente si era molto ridotta, facendomi davvero sperare che stava scomparendo, ma per il resto era rimasta piu o meno stabile (senza dolore, non gonfia, solo il fastidio psicologico della sua presenza) e della grandezza non eccessiva di cui sopra.

putroppo proprio quando giungo a fine cura, inizialmente ho notato un sanguinamento, che si protrae per ormai 4 giorni fino ad essere copioso ieri.

sopratutto quel che mi sconforta e' che da ieri la emorroide esterna e' praticamente RADDOPPIATA di volume (sara' grossa quanto una falange del pollice) e sopratutto e' MOLTO GONFIA, direi DURA (mentre prima e per tutto il periodo della terapia era ridotta ad un lembo di pelle).

preciso che questo peggioramento e' concomitante ad aver mangiato pane e pizza (mentre per tutto il periodo della terapia avevo scrupolosamente seguito la dieta indicata, con l'unica eccezione di eccedere con la birra) la qual cosa ha provocato delle feci molto dure

dunque, ho letto molto sulle emorroidi, sopratutto in questo forum, e putroppo sono tornato al mio timore iniziale di dover ricorrere ad un dolorosissimo intervento. ma rimane l'amarezza e lo stupore rispetto al fatto che sia stato illuso che una emorroide di 4rto grado possa guarire senza intervento chirurgico.

ora, essendo il weekend, su mia iniziativa ho ripreso con daflon e proctolyn (aggiungendo tisane e impacchi di achillea e mirtillo). il dolore e' pressoche passato, ma la grossa gonfia emorroide esterna non mi pare molto sgonfiata... sopratutto adesso ho il terrore di andare in bagno dato che proprio l'aver defecato feci dure ha palesemente causato il raddoppiamento dell'emorroide prollassata.

non so che fare... tornare dal proctologo che mi ha visitato mi da poca fiducia, del resto spererei che cambiando terapia si ottengano risultati senza ricorrere ad interventi come da lui pronosticato con tanta tranquillita'...

spero di ricevere qualche utile consiglio...

cordiali saluti

GC

[#1]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Gentile Utente
Non esiste nessun farmaco o rimedio naturale che possa riportare in sede il tessuto emorroidario prolassato.
Solo chirurgicamente si può correggere tale dislocazione.
La necessita di un intervento chirurgico è strettamente lagata alla intensità e frequenza della sintomatologia ed a quanto questa influisce sulla qualità della vita del paziente.
Nel suo caso, da quello che descrive, anche se solo un plesso prolassato di IV grado è la causa della sintomatologia potrebbe essere necessario intervenire sul prolasso rettale interno.
Come ormai chiarito: La "discesa" verso il basso ed all'esterno del tessuto emorroidario è dovuta ad un cedimento della parete rettale interna che spinge in basso il tessuto emorroidario e determina il prolasso.
Non esiste prolasso emorroidario senza prolasso rettale interno, quindi capirà che rimedi farmacologici serviranno solo a mitigare i sintomi(gonfiore,dolore, sanginamento, etc) ma non potranno mai risolvere il suo prolasso.
Il consiglio è di una nuova rivalutazione del suo problema, al momento potrebbe essere utile ,per mitigare la sintomatologia, la terapia farmacologica prescritta ed abluzioni con acqua calda.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

[#2] dopo  
Utente 276XXX

grazie mille dottor d'Oriano, anche per la tempestivita' e chiarezza!

capisco perfettamente e condivido che il punto fondamentale e' proprio la qualita' della vita: fino a 4 giorni fa, quindi quando ero a meta'/fine terapia, avevo praticamente solo il fastidio "psicologico" della presenza di quella piccola emorroide esterna, una cosa da gestire sopratutto mentalmente oltre che con una dieta appropriata che rendesse le feci "innocue".

se dunque ora questa emorroide potesse ridursi alle dimensioni in cui era fino a pochi giorni fa, sarei felicissimo. lei crede che rimedi farmacologici e o naturali possano ridurre la dimensione della emorroidi? da ignorante, posso pensare che si sia infiammata e che quindi si possa sfiammare... ha qualche consiglio?

viceversa, se il mio destino e chirurgico, di che tecnica si tratterebbe?

grazie ancora.

ps: mi rispondo da solo dicendo che, non dovessero sgonfiarsi ad una dimensione accettabile, credo che chiedero' un consulto ad altro specialista...

[#3]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Prego.
Rivolgersi ad un proctologo è il mio consiglio.
Una rivalutazione della sua situazione, con una precisa diagnosi del grado di prolasso emorroidario a carico degli altri plessi e del prolasso rettale interno, servirà a fare il punto della situazione.
Inoltre si concorderà, su un eventuale provvedimentio chirurgico, se accorgimenti dietetici e terapia farmacologica non riusciranno a risolvere la sintomatologia legata al prolasso attualmente presente.
Quale tecnica? Questa è in relazione al grado di prolasso emorroidario.
Se ipoteticamente , ma dubito, è prolassato il solo plesso che si è trombizzato, potrebbe essere indicata la sola sua asportazione(prolassectomia settoriale longitudinale), altrimenti l'atto chirurgico deve essere indirizzato anche su la causa del prolasso emorroidario, quindi verso la parete rettale interna che ha ceduto(prolassectomia ed emorroidopessi).
Questa è la soluzione più razionale:rimuove il prolasso rettale interno, riposiziona le emorroidi nella loro sede naturale dove riprenderanno a svolgere la loro fisologica funzione, inoltre eviterà quelle inutili amputazioni del tessuto emorroidario e dei cuscinetti adiposi anocutanei, amputazioni che producono quelle ampie e dolorose ferite che richedono settimane per cicatrizzare e spesso responsabili di stenosi anali.
Mi tenga informato.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#4] dopo  
Utente 276XXX

grazie ancora dottore. con tutti i limiti di un parere a distanza, mi pare di intendere che e' da escludersi che con i farmaci (i soliti?) l'emorroide si possa "sgonfiare" a dimensioni accettabili, per poi tenerla cosi "sotto controllo" con la dieta... del resto questo ultimo inatteso ingrossamento e' avvenuto l'unica volta che ho sgarrato con la dieta con conseguente sforzo andando in bagno... pie illusioni?

come temevo (sin da prima essere illuso dal proctologo che mi ha visitato) dunque l'intervento sarebbe di quelli piuì complicati e tanto dolorosi nel post-op... sarei grato se potesse indicarmi se c'e' un centro particolarmente valente in chirurgia proctologica a milano...

[#5]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Non è da escludere, ma rimarrà sempre prolassato e,come è già successo, potrà alla prima "occasione"rigonfiarsi, trombizzarsi,sanguinare.
L'intervento che le ho descritto(prolassectomia ed emorroidopessi) e meno doloroso di quelli che prevedono l'amputazione del tessuto emorroidario.Viene eseguito all'interno del canale anorettale e non crea ferite dolorose sul margine anocutaneo.

Può, eventualmente, consultare il nostro elenco di colonproctologi.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#6] dopo  
Utente 276XXX

grazie ancora, tutto chiaro

[#7]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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[#8] dopo  
Utente 276XXX

leggendo su internet i molti pareri e esperienze contrastanti, mi sono imbatutto in questo stralcio addirittura di una interrogazione parlamentare in materia.
ora, e' vero che i nostri parlamentari non brillano, ma se la tecnica ha addirittura richiamato una interrogazione parlamentare, la cosa non e' affatto rassicurante! se poi e' vero che sulla stessa tecnica si e' SPACCATA la societa' italiana degli stessi proctologi direi che la cosa e' quanto meno inquietante.
tutto cio' corrisponde al vero?

la disputa e' del 2005, si e' giunti ad un consenso da allora?


Dall’Interrogazione Parlamentare del 16/2/2005 (n. 4-13062, Seduta n. 587), presentata sull’argomento, all’allora Ministro della Salute, dagli On. Pasetto ed Annunziata, in cui si afferma, tra l’altro (pag. 17965): “Quest’ultima patologia (nota: il prolasso del retto) tuttavia colpisce per lo più la popolazione anziana ed in percentuale non elevata; una recente indagine statistica ha dimostrato che, in pochi anni, il numero di interventi per prolasso del retto e per emorroidi in Italia si e` moltiplicato esponenzialmente. Mentre in passato il trattamento chirurgico veniva riservato ai soli casi gravi, ora in sala operatoria vengono portati pazienti che potrebbero essere trattati con la sola terapia medica o con altre terapie meno invasive; la crescita esponenziale del numero di interventi chirurgici potrebbe essere determinata dalla pubblicità ingannevole circa il nuovo metodo di intervento la cui affidabilità è ancora al vaglio ed oggetto di un intenso dibattito scientifico. Da quanto si apprende le diverse posizioni scientifiche circa l’efficacia di questo nuovo metodo chirurgico sono state la causa della recente scissione della Società Italiana di Colonproctologia; le complicanze direttamente legate all’intervento mediante stapler possono determinare dolore acuto e cronico, emorragie immediate, trombosi acuta delle emorroidi (che per definizione permangono all’intervento), ascessi e fistole, incontinenza fecale. Queste complicanze spesso prevedono un nuovo intervento chirurgico e risultano invalidanti peggiorando la qualità di vita dei pazienti che ne sono portatori”.

[#9] dopo  
Utente 276XXX

comunque, data la varieta' di pareri, ho deciso di farmi vedere da un paio di specialisti in proctologia. mi e' stato indicato uno molto bravo a milano, ma e' specializzato nel petodo THD.... puo' fare al caso mio (emorroide prollassata 4rto grado)
grazie ancora
GC

[#10]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Dal 2005 è passata tanta acqua sotto i ponti e nel frattempo il NICE(National Institute for Health and Clinical Excellence), tra le più autorevoli agenzie impegnate a validare la bontà di tecniche chirurgiche, ha definito Gold Standard la prolassectomia ed emorroidopessi sec. la tecnica di Longo nella terapia della malattia emorroidaria.
Gli stessi detrattori oggi eseguono la THD proctopessi che riprende di pari passo la teoria di Longo( inutile asportare le emorroidi e necessita di correggere il prolasso rettale interno).

Con la THD la correzione, del prolasso, è affidata alla plicatura a differenza della Longo, dove il prolasso viene resecato.

Personalmente eseguo entrambe gli interventi, pratico la THD pessia nei prolassi emorroidari con prolasso rettale interno poco pronunciato; la Longo quando questo è di maggiori proporzioni per essere plicato.
Spetterà al collega,che la visiterà, decidere quale potrà essere il rimedio migliore per il trattamento del suo prolasso rettale interno sintomatico per malattia emorroidaria.

In merito alle complicanze, tutti gli interventi,dai vecchi che prevedevano l'amputazione ad i nuovi(non più tanto 1998) che utilizzano la stapler annoverano le stesse.complicanze
In qualunque consenso informato, anche per gli interventi che non prevedono l'utilizzo della stapler, è riportato tale l'elenco (dolore acuto e cronico, emorragie immediate, trombosi acuta delle emorroidi (è stato dimostrato che, per quanto si insista non tutto il tessuto emorroidario viene amputato), ascessi e fistole, incontinenza fecale per lesione degli sfinteri.
Mi tenga aggiornato.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#11] dopo  
Utente 276XXX

grazie ancora della risposta dottore...temevo di aver risollevato un polverone :)

come dicevo avevo ripreso di mia iniziativa la terapia daflon+proctoril, e dopo tre giorni piuttosto dolorosi (ho dovuto prendere anche due brufen) finalmente stasera sto molto meglio: la emorroide (o marisca?) esterna si e' decisamente sgonfiata, non ancora ai minimi di 10 gg fa, ma molto piu sottile di ieri. il dolore anale e' minimo, per altro non e' l'escrescenza prollassata ad essere dolorosa in se, ma l'ano in generale e particolarmente l'attaccatura della parte prollassata.

se riescissi sempre a controllare l'eventuale riacutizzarsi con pochi giorni di farmaci francamente eviterei per il momento di ricorrere ad un intervento, per quanto possibilmente risolutorio.

l'impressione netta e' che dipende molto dall'alimentazione ovvero dalla durezza dele feci, in quanto feci dure provocano un dolore anale che perdura per 4-5 ore.

tengo le dita incrociate!

grazie ancora per l'ascolto
G.C.

[#12]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Decisione condivisibile.
In bocca al lupo.
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[#13] dopo  
Utente 276XXX

aggiorno il post perche alcuni utenti mi hanno contattato per chiedere come e' andata a finire... male dire :(

dopo la terza crisi emorroidaria durata 5 mesi senza che i farmaci facessero effetto, vengo persuaso da un NOTISSIMO proctologo a sottopormi all'intervento risolutivo di prolassectomia per un prolasso di secondo grado avanzato.

specifico che al momento dell'intervento i sintomi, essendo le emorroidi interne, erano minimi (fastidio e prurito alla guida o sotto sforzo) e non invalidanti.

con due/tre anni di lista di attesa presso l'ospedale pubblico, il chirurgo mi propone l'intervento privatamente gia' per la settimana seguente. costo complessivo 9000 euro.

a suo dire il post-operatorio doveva essere sopportabile e sopratutto non lungo. In realta', in sala operatoria il prolasso appare piu' importante del preventivato, e inoltre il medico procede alla emorroidectomia di un paio di gaviccioli esterni.

tralasciando la sofferenza davvero importante, ma normale, per i primi dieci giorni, al controllo dopo 15 giorni il medico definisce il decorso normale e la cicatrice perfetta.

purtroppo sono qui a testimoniare che, a distanza di ben 50 giorni dall'intervento, non posso riferire NESSUNA REGRESSIONE dei sintomi che avevo prima dell'intervento: ano umido, pieno, a volte prurito... il tutto rende veramente sgradevole la guida e impossibile fare un minimo di attivita' fisica: appena l'ano inizia a sudare e la circolazione sanguigna a salire il fastidio prende il sopravvento.

spero almeno che il prolasso sia stato davvero scongiurato, ma la mia percezione e' di assoluto disagio, per nulla attenuato.

mi viene dato topster+asacol per 20 giorni totali, oggi sono al 15 giorno senza registrare alcun effetto. ad oggi sento a circa 4 cm dentro l'ano sia una emorroide che delle parti due che penso siano la cicatrice.

inutile spiegare lo sconforto e la delusione, dopo tutta la sofferenza patita e i soldi spesi, per una soluzione definita definitiva e che invece ad oggi non e' servita a nulla.

tra qualche giorno dovrei andare al controllo a due mesi, termine ultimo del postoperatorio, ma visto il fallimento totale dell'intervento non so neanche se ho ancora voglia di perdere tempo e denaro: dopo due mesi di postoperatorio lo capisco da me che l'intervento e' stato un fallimento.

scrivo solo per invitare chi soffre come me a pensarci veramente bene prima di sottoporsi a questa chirurgia invasiva, costosa e nel mio caso perfettamente inutile.

[#14]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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A distanza posso solo immaginare la sua attuale situazione a livello anocutaneo.

Sulla necessità o meno di dover asportare del tessuto esterno non posso esprimermi, ma posso confermare che trasforma l'intervento, di solo prolassectomia(Longo), in un intervento con caratteristiche del dolore e con tempi lunghi di guarigione simile a quelli che si verificano nelle tradizionali emorroiodectomie.

Non disperi, l'asportazione dei gavoccioli esterni richiede tempi lunghi per una completa guarigione, 50 giorni in molti casi sono pochi, specialmente quando, per vari motivi, ci sono dei ritardi di cicatrizzazione.

Eviti di ispezionare con il dito l'interno dell'ano, può solo fare danni a livello della cicatrice interna. Non si sottragga ai controlli programmati, potrebbe essere necessario modificare la terapia e questo lo potrà fare solo chi la visiterà.
Se lo desidera ci tenga informati.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#15] dopo  
Utente 276XXX

buongiorno a tutti,

mi sono recato al controllo a due mesi dove il chirurgo sancisce che la cicatrice e' perfetta, "non ho emorroidi" (immagino infiammate) e anche esternamente epidermicamente non ho nulla.

peccato che ora come allora, e siamo a 3 mesi e mezzo dall'intervento, persistono immutati i fastidi pre intervento: sempre sensazione di ano umido/pieno, con episodi di irritazione notevoli. Cio' soprattutto se particolarmente stressato e/o indaffarato, come adesso che sto ristrutturando casa.

dall'operazione vado in bagno 2 o 3 volte al giorno, molto piu' morbido di prima. il chirurgo associa cio' ai miei sintomi e suggerisce di deviare la responsabilita' su un gastroenterologo.

dunque, praticamente sono andato dal proctologo per dei sintomi, ho pagato e sofferto tantissimo per un intervento invasivo senza avere nessun giovamento apparente, e alla fine dovrei andare da un altro specialista.

certo di proctologi non voglio piu' vederne e ho deciso che e' perfettamente inutile recarmi al prossimo controllo, tanto per il chirurgo e' tutto perfetto nonostante la persistenza del fastidio.

spero solo che il lifting mi abbia messo definitivamente al riparo dalle emorroidi. ma la mia fiducia nella categoria e' al lumicino.