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Chiarimenti su emorroidi di terzo grado

Buongiorno,

in seguito ad un episodio di trombosi emorroidaria mi sono sottoposto ad una visita proctologica con anoscopia in cui mi sono state diagnosticate emorroidi di terzo grado all'interno del canale anale. Mi è stata prescritta una terapia medica e secondo il chirurgo allo stato attuale non è necessario operare. Tuttavia, l'articolo sulle emorroidi scritto dal Dott. Favara su questo sito (https://www.medicitalia.it/salute/colonproctologia/20-emorroidi.html) definisce le emorroidi di terzo grado "quando il prolasso è più evidente ma esiste la possibilità di far rientrare manualmente le emorroidi prolassate". Vi scrivo per richiedere un vostro gentile chiarimento sulla diagnosi che ho ricevuto in quanto io, sebbene provi notevole dolore, non ho nessun prolasso all'esterno all'ano, nè durante la defecazione nè al termine della stessa. L'unica sensazione che avverto a volte è quella di una "bolla" che si muove all'interno dell'ano durante la defecazione e/o l'emissione di gas. Ho anche provveduto a verificare (nei limiti del fatto che io non sono un proctologo) scattando una foto del mio ano, in cui sono evidenti due palline (probabilmente i residui della trombosi) intorno all'orifizio anale, che tuttavia non escono fuori dal medesimo. Pertanto vorrei chiedervi se possono esistere emorroidi di terzo grado che non prolassano all'esterno del canale. Inoltre vorrei chiedervi se la patologia è destinata inesorabilmente a peggiorare o se con l'adozione di opportune norme dietetiche e comportamentali si può arrestare o quanto meno rallentare il processo.

Ringrazio in anticipo chi mi risponderà.
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Dr. Giuseppe D'Oriano Chirurgo oncologo, Colonproctologo, Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo d'urgenza 10,7k 313 5
La descrizione del III grado di prolasso emorroidario, secondo la storica ma ancora attuale classificazione di Goligher, è quella che ha letto.
La necessità o meno di un trattamento chirurgico, indipendentemente dal grado di prolasso, dipende dall'intensità della sintomatologia e dalla frequenza con la quale questa si manifesta e da come interferisce con la qualità di vita del paziente.
Solo in caso di frequenti rettorragie, si operano anche in assenza di una sintomatologia invalidante.
Cordiali saluti.

Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

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Utente
Utente
Buongiorno Dottore,

la ringrazio per la sollecita risposta. Allo stato attuale non ho rettorragie, solamente una occasionale striatura delle feci. Mi scusi se insisto, ma vista la mia assenza di prolasso all'esterno è il caso di rivalutare la situazione con una seconda visita, magari al termine della terapia che sto seguendo in questi giorni?
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Dr. Giuseppe D'Oriano Chirurgo oncologo, Colonproctologo, Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo d'urgenza 10,7k 313 5
Si! ritengo opportuna una rivalutazione.
La malattia emorroidaria è una malattia evolutiva nessun farmaco può far regredire il grado di prolasso emorroidario, i farmaci, accorgimenti dietetici, la giusta idratazione e il mantenimento di feci poltacee, migliorano la sintomatologia legata al prolasso, evitano eventualmente un ulteriore aggravamento, ma non lo riducono.
Un controllo dopo terapia sicuramente dirimerà i suoi e i nostri dubbi.
Cordiali saluti.
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Utente
Utente
La ringrazio. Provvederò sicuramente ad una rivalutazione allora.
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Dr. Giuseppe D'Oriano Chirurgo oncologo, Colonproctologo, Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo d'urgenza 10,7k 313 5
Se le farà piacere ci tenga informati.
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Utente
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Buongiorno Dottor D'Oriano,

Le scrivo per aggiornarla sulla mia situazione e per richiederLe un altro consulto relativo a un nuovo problema che è insorto in questi giorni.

Venerdì scorso ho sentito un piccolo nodulo sottocutaneo sul lato sinistro della regione perianale (lo stesso in cui si era precedentemente manifestata la trombosi emorroidaria di cui sopra). A seguito dell'aumento delle dimensioni del nodulo, temendo un ascesso, sabato notte ho contattato la guardia medica che mi ha inviato al PS per valutazione.

Il chirurgo che mi ha visitato ha diagnosticato una follicolite perianale e mi ha prescritto clavulin 2 cp die per 6 giorni. Secondo il chirurgo al momento della visita non era indicato incidere in quanto il nodulo era di piccole dimensioni e non dolorante, e quindi l'incisione avrebbe comportato più rischi che benefici. Inoltre, secondo il chirurgo le mie emorroidi (di cui sopra) sono al massimo di secondo grado, in quanto a sua detta non compatibili con le caratteristiche del terzo grado.

A riguardo le vorrei chiedere:

1) c'è correlazine tra emorroidi e follicolite?

2) seguendo la terapia si potrà arrestare l'ascessualizzazione o si dovrà necessariamente incidere? Preciso che non ho dolore (salvo qualche fitta occasionale, posso stare seduto e non ho febbre)

3) puó essere utile aggiungere un antiedemigeno topico alla terapia prescritta?

La ringrazio anticipatamente.
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Dr. Giuseppe D'Oriano Chirurgo oncologo, Colonproctologo, Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo d'urgenza 10,7k 313 5
1) No!
2) E' possibile.
3) A distanza non modifichiamo terapie prescritte e non facciamo prescrizioni.
Prego.
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Utente
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Buongiorno Dottore,

La ringrazio per la risposta.

Cordiali salutii
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Utente
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Gent.mo Dottor D'Oriano,

Le scrivo per aggionarla sulla mia situazione, visto il tempo che mi ha dedicato in passato.

Le mie "emorroidi di terzo grado" erano in realtá una ragade che é degenerata in fistola sottomucosa (confermata da ecografia transanale) ed ascesso extrasfinterico. Mi sottoporró a breve ad intervento chirurgico.

Mi dispiace solamente non aver avuto l'opprtunitá di poter trattare farmacologicamente quella che il primo proctologo che mi ha visitato ha definito "fissura" e che a detta sua non poteva farmi male in quanto non si intravedeva lo sfintere, e quindi non era degna di intervento ma solo di sopportazione da parte mia. Magari non si sarebbe arrivati a questo punto. Comunque, é andata così. Magari la prossima volta, pagare per pagare, chiederó un secondo parere.

Cordiali Saluti
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Dr. Giuseppe D'Oriano Chirurgo oncologo, Colonproctologo, Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo d'urgenza 10,7k 313 5
"Le mie "emorroidi di terzo grado" erano in realtá una ragade che é degenerata in fistola sottomucosa"

Avevamo già concordato con lei che la diagnosi iniziale(emorroidi prolassate di terzo grado) non corrispondeva al quadro clinico che lei descriveva ed ha ben fatto a richiedere, come le avevo consigliato, una rivalutazione del quadro clinico, ma, rileggendo le sue richieste di consulto, lei non ha mai riportato una diagnosi di fissurazione, ma a solo sempre parlato di emorroidi di terzo grado, di follicolite e di ascessualizzazione.
Chi le aveva fatto diagnosi di ragade?
La ragade è una patologia ben diversa dal prolasso emorroidario e ben diversa è la terapia per portarla a guarigione e per prevenire le complicanze.
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Utente
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Buongiorno,

la diagniosi di "fissurazione" a ore 1 e 11 era stata fatta durante la prima visita, precedente alla visita in pronto soccorso. In effetti ho omesso di indicarlo. La procotologa che mi visitò disse che era una cosa non importante e che era impossibile che mi facesse male, dal momento che lo sfintere non era visibile e che "l'ano è elastico" (testuali parole). Magari un po' più di attenzione al fatto che io riferissi dolore (attenzione che è stata prestata dal secondo proctologo) sarebbe stata utile. Forse non risolutiva, ma magari utile.

Cordiali Saluti
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Dr. Giuseppe D'Oriano Chirurgo oncologo, Colonproctologo, Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo d'urgenza 10,7k 313 5
Certo!
Una terapia precisa al momento, forse, avrebbe evitato le complicanze suppurative(ascesso extrasfinterico) e la fistolizzazione.
Purtroppo adesso non c'è spazio per una terapia medica e la terapia chirurgica è la sola indicata e condivisibile.
Se lo desidera ci tenga informati.

Cosa sono le emorroidi? Sintomi, cause, cura, rimedi e prevenzione della malattia emorroidaria. Quando è necessario l'intervento chirurgico o in ambulatorio?

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